<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307</id><updated>2011-10-11T16:51:12.346-07:00</updated><title type='text'>kaone</title><subtitle type='html'>Antonino Contiliano vive a Marsala. Ha fatto parte del movimento poetico siciliano Antigruppo. Ha pubblicato diversi libri di poesia, saggi e articoli.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-7513603357114998355</id><published>2011-09-23T04:30:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T04:34:14.927-07:00</updated><title type='text'>Maria Teresa Ciammaruconi incontra Mazara del Vallo e il pittore Giacomo Cuttune</title><content type='html'>La poetessa Maria Teresa Ciammaruconi nel mese di agosto 2011 è in viaggio per la Sicilia. Nel suo itinerario, che l’ha vista soprattutto nella parte occidentale dell’Isola, si è soffermata a Marsala e ha visitato anche Mazara del Vallo, Selinunte, Segesta, Erice e l’isola di Mozia. A Mazara del Vallo, accompagnata da alcuni amici, Maria Teresa, e sotto la guida del pittore Giacomo Cuttone, ha visitato i suoi monumenti e il centro storico.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-KFnWi5uxwR0/Tnxum_CDVyI/AAAAAAAAAPg/pF93bcUg14c/s1600/clip_image002.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 306px; height: 229px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-KFnWi5uxwR0/Tnxum_CDVyI/AAAAAAAAAPg/pF93bcUg14c/s320/clip_image002.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655516848104625954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cuttone, illustrando la storia della Città e gli interventi artistico-architettonici (successivi) sulla stessa, ha fatto visitare anche la parte del centro arabo della Città. Qui dove, per iniziativa del Sindaco Cristaldi, sono stati innestati interventi di bonifica e, nell’insieme, ornati dall’installazione (singoli vicoli, strade o cortili, etc.) di ceramiche artistiche, la poetessa si è incontrata con l’aria culturale antica e moderna della Città. Un incontro che ha lasciato, sicuramente, in lei, piacevolezza e amore per questa storia mazarese,e di cui la foto può essere data come testimonianza e memoria.Calabrese di origine, vive e lavora stabilmente a Roma. Qui intrattiene intense relazioni culturali con l’ambiente (più accreditato) artistico, letterario e poetico della Città. Particolarmente interessata all’incontro tra la poesia e altre forme d’arte, ha dato vita a diverse iniziative pubbliche che hanno visto a confronto poeti e artisti visivi, e non solo. Una delle tante idee e iniziative messea frutto, a parte la produzione poetica personale, ricordiamo la pubblicazione di “Corpo a Corpo. Turi Sottile e i poeti” e di “Italia nuda 2010”.“Italia nuda 2010” (fotografie di Valeria Flores; Progetto di Maria Teresa Ciammaruconi; nota critica di Franco Romanò; progetto grafico di Massimo Lampasoma) è un’opera particolare.Nella forma del calendario, “Italia nuda 2010” si offre al lettore e allo spettatore con un intreccio testuale foto-poetico sui generis: gli propone cioè le foto artistiche (bianco e nero) di Valeria Flores come, si fa per dire, commentate/interpretate dalla scrittura (affiancata) poetica di auto ridiversi (Mario Lunetta, Marco Palladini, Antonino Contiliano, Giovanni Fontana, Vito Riviello, Carmine Lubrano, Ignazio Apolloni, Dante Maffia, Michele Arcangelo Firinu, Massimo Mori, etc.); è come se i poeti interagissero, a colloquio, con le foto della Floris. L’opera, a suo tempo, è stata presentata nello spazio (Roma) del “Lavatoio Contumaciale” della poetessa Tommaso Binga (con cui la Ciammaruconi intrattiene costanti rapporti di collaborazione artistica e amicizia).“Corpo a Corpo. Turi Sottile e i poeti” (idea di Turi Sottile e Maria Teresa Ciammaruconi; prefazione e profili di Maria Teresa Ciammaruconi; presentazione di Paolo Balmas; foto di Roberto Massoni.) è il frutto invece di un incontro di lavoro tra le tele del pittore T. Sottile e la loroesposizione alla sovrascrittura poetica diretta degli autori chiamati alla sperimentazione. Tra i poeti, e solo a titolo di esempio, a parte la stessa Ciammaruconi, ricordiamo: Nanni Balestrini,Tommaso Binga, Gianni Toti, Sergio Zuccaro, Maria Luisa Spaziani, Alberto Scarponi, , Donato di Stasi, Silvana Baroni, Lamberto Pignotti, etc. L’opera, venuta fuori, così ha assunto l’aspetto di una nuova composizione: un “ibrido” artistico-poetico piuttosto singolare e originale per bellezza e forza. Ma tornando a Mazara e all’incontro con Giacomo Cuttone, di spiccato interesse culturale e promessa collaborativa è stato l’incontro (di Maria Teresa Ciammaruconi) con l’opera artistica dello stesso Cuttone. La poetessa ha chiesto direttamente al pittore (ormai mazarese, per adozione e residenza) di potere vedere la sua produzione. La Ciammaruconi così ha potuto soffermarsi sulle diverse opere; e opere appartenenti a periodi diversi sia per stile, che genere e supporti. Possiamo vedere la poetessa nella foto (sotto riportata), mentre è in compagnia dei quadri del pittore (nel cortile di casa).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-3Tdu3i1wg6c/TnxuXGiFuUI/AAAAAAAAAPY/laJUmQDsIbk/s1600/clip_image002.bis.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 241px; height: 181px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3Tdu3i1wg6c/TnxuXGiFuUI/AAAAAAAAAPY/laJUmQDsIbk/s320/clip_image002.bis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655516575240141122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione particolare la poetessa Ciammaruconi per le grafiche di Giacomo Cuttone, due delle quali, donatele dal pittore, sono state (da lei) intitolate “il palestinese e la dormiente”. Anche in questo caso, come per il pittore Turi Sottile o le foto di Valeria Floris, Maria Teresaha espresso il suo originale giudizio critico-poetico con una scrittura poetica (“Le due immagini di Giacomo, da me intitolati il palestinese e la dormiente, saranno per me compagni di viaggio”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-b-icErnvS_Q/TnxuNymtEzI/AAAAAAAAAPQ/T3Ifry6GGHQ/s1600/clip_image003.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 170px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-b-icErnvS_Q/TnxuNymtEzI/AAAAAAAAAPQ/T3Ifry6GGHQ/s320/clip_image003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655516415271965490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il palestinese (tale lo voglio considerare) è rimasto nel profondo sud/nel paese di mia madre (Gasperina)/a sud del sud/più a sud della Sicilia, anche se le convenzioni geografiche stabiliscono altro. //  Quello è il suo posto. A sinistra del mio letto./ L'occhio destro sfondato dall'ennesimo insulto/ mi spia con il sinistro/obliquo/perforante e cattivo. /Ce l'ha pure con me che non gli ho fatto niente/ma - si sa - in effetti siamo tutti colpevoli./E' per questo che ho avuto paura di metterlo di fronte al letto:/non avrei potuto dormire./Meglio un po' defilato, ma vicino./Forse vedendomi dormire (col suo occhio obliquo)/capirà che già gli voglio bene, anche se sono colpevole/a lui e a chi per lui ha scritto un'aureola di parole che lo raccontano/a lui e a chi per lui – altrimenti invisibile - ha riscattato la sua dignità con/ un'immagine./ Che il segno resti, nero su bianco, a celebrare una santità ancora carica di/martirio e rabbia. // Lo lascio nella mia casa a sud del sud/sulla parete rosso sangue tra cimeli di famiglia./Avranno tutto il tempo di parlarsi tra loro e dirsi storie che nessuno scriverà mai:/la storia di un palestinese  e di una famiglia qualunque della Calabria. // Lei, la dormiente, viene con me./Ha racchiuso lo sguardo nell'uovo primordiale del volto/ ha fatto ornamento dei segni che la vita le ha lasciato sulla pelle/ha fatto cuscino del suo stesso braccio perché cuscini non ne ha avuti mai/ e sogna/ che la sua stessa mano sia la mano di un altro/ grande al suo bisogno di riposo./Lei, la dormiente, viene con me/ e mi accompagna e fa grande il ricordo/di quell'angolo di mondo/quell'angolo dell'isola dove il sale e il sole godono la grandezza/ di uomini in guerra con gli dei/Lei, la dormiente, viene con me/e con me dormirà sotto il sole dipinto a fianco degli amanti/(così si sono deposte negli anni le immagini nella mia piccola camera da letto)/a proteggermi il sonno.” (Maria Teresa Ciammaruconi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-7513603357114998355?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/7513603357114998355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=7513603357114998355' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7513603357114998355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7513603357114998355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/09/maria-teresa-ciammaruconi-incontra.html' title='Maria Teresa Ciammaruconi incontra Mazara del Vallo e il pittore Giacomo Cuttune'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KFnWi5uxwR0/Tnxum_CDVyI/AAAAAAAAAPg/pF93bcUg14c/s72-c/clip_image002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-403237395546163040</id><published>2011-08-21T08:46:00.000-07:00</published><updated>2011-08-21T08:58:34.206-07:00</updated><title type='text'>Migranti e clandestini in scena alle  “2rocche”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-b256v6yrfl4/TlErIKy78qI/AAAAAAAAAPI/sIaqavn2Iuo/s1600/grup2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-b256v6yrfl4/TlErIKy78qI/AAAAAAAAAPI/sIaqavn2Iuo/s320/grup2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643339227408888482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;               &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                     Il “Sindbad” con Massimo Pastore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo Boeo. Marsala, agosto 2011. Palcoscenico: lo storico scoglio delle “2rocche”; l’angolo marino che dialoga con il vicino museo di “Baglio Anselmi”, la storia del sito della Sibilla Cumana (chiesa di S. Giovanni) e l’incompiuta area archeologica lilibetana, abbandonata all’incuria e al degrado. Alzato il sipario della velata e invitante area serotina, attraversata da un insolito e complice raccoglimento paesaggistico, questo luogo (2rocche), di incomparabile bellezza, alla cui guardia stanno le retrostanti isole Egadi e l’avamposto dell’isola di Mozia e dell’Isola Lunga, la sera del 18 agosto 2011, a Marsala notturna (e non delle notti bianche), offre il suo spiazzo petroso e bucato per un’esibizione teatrale curata dall’attore marsalese e regista Massimo Pastore. Massimo e la sua giovane compagnia di studenti interpreta e porge al pubblico delle 2rocche un testo, fortemente espressivo e “impegnato”, della giovane letteratura del genere “LETTERRARE” (storie e racconti del popolo dei migranti).&lt;br /&gt;In verità il luogo non è nuovo a questa offerta politico-culturale critica. Negli ultimi anni è stato infatti il teatro (un vero e proprio anfiteatro in nuce) naturale di varie iniziative artistico-culturali non-entertainment (non di intrattenimento), ad iniziativa “Ong non-estinti poetry” (libere letture di poesie, ascolto di musiche e pagine di storie e racconti vari). &lt;br /&gt;Nella notte agostana del 18 (2011), lo scenario delle “2rocche” così, illuminato da una miriade di lampade profumate, e alla presenza di un folto pubblico, sensibile al teatro non-entertainment, ospita la recita di un testo teatrale, ancorato alla tragedia contemporanea del traffico dei migranti e dei clandestini sulle carrette del mare e per opera dei trafficanti di esseri umani. &lt;br /&gt;L’idea, l’allestimento e la regia sono (come detto) dell’attore e regista Massimo Pastore. E Massimo Pastore – per il suo lungo impegno di qualità e amore, dedicato al mondo del teatro (in particolare alla scuola e nell’habitat marsalese) – come protagonista diretto e promotore non ha certo bisogno di particolare presentazione.&lt;br /&gt;Degno e all’altezza della sua competenza acquisita e mostrata, cui la sua squadra di giovanissimi studenti e affezionati attori in formazione, che con Pastore hanno allestito e dato vita allo spettacolo teatrale sui migranti, ha cercato di dare e di far godere il meglio della bravura e dell’entusiasmo del suo lavoro.&lt;br /&gt;È però da ascrivere allo stesso Massimo Pastore (regista e attore) la modalità creativa con cui ha elaborato, organizzato e presentato al pubblico una storia così attuale, attinta all’opera di ERRI DE LUCA (“L’ultimo viaggio di Sindbad”), ma così scottante da non lasciare dubbio alcuno sulla valenza della responsabilità etico-politica imputabile alla cosiddetta civiltà democratica occidentale.&lt;br /&gt;Per noi, e l’affezionato pubblico delle “2rocche”, è stato un vero piacere estetico e politico assistere e applaudire a un teatro dell’IMPEGNO  sull’“erranza”, la tragedia dell’errare del popolo migrante e dei diseredati. &lt;br /&gt;E non possiamo non essere con Pastore e i suoi giovani alunni-attori allorquando, alla fine dello spettacolo, rivolgendosi al pubblico presente, intrattenendoci, hanno dichiarato di dedicare lo spettacolo ai clandestini e migranti da poco sbarcati nella vicina marina del noto lido BISCIONE del Comune di Petrosino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nomi degli attori e dei musicisti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MASSIMO PASTORE&lt;br /&gt;FRANCESCO TORRE&lt;br /&gt;ROCCO RAIMONDO&lt;br /&gt;MARIANGELA ISAIA&lt;br /&gt;MARIA RITA DRAGO&lt;br /&gt;GIOVANNI LAMIA&lt;br /&gt;DELIA RIGGIRELLO&lt;br /&gt;FLAVIO PARRINELLO&lt;br /&gt;DIEGO PULIZZI&lt;br /&gt;SERGIO DI PAOLA&lt;br /&gt;BRUNO PRESTIGIO&lt;br /&gt;GIORGIO (CHITARRA)&lt;br /&gt;KAIRI (TABLA)&lt;br /&gt;RABEI  (TABLA)&lt;br /&gt;BOUBAKAR (TABLA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-EWXM7PyIFvc/TlEovN63wRI/AAAAAAAAAPA/cTbz08Mjv84/s1600/n%252Bm.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EWXM7PyIFvc/TlEovN63wRI/AAAAAAAAAPA/cTbz08Mjv84/s320/n%252Bm.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643336599727489298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-403237395546163040?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/403237395546163040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=403237395546163040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/403237395546163040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/403237395546163040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/08/migranti-e-clandestini-in-scena-alle.html' title='Migranti e clandestini in scena alle  “2rocche”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-b256v6yrfl4/TlErIKy78qI/AAAAAAAAAPI/sIaqavn2Iuo/s72-c/grup2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5468767772756412813</id><published>2011-03-18T10:06:00.000-07:00</published><updated>2011-03-18T10:18:45.794-07:00</updated><title type='text'>Garibaldi “Cleombroto” vs “il condottiero degli immomdi”</title><content type='html'>FERMENTI, XL, n. 236, Roma 2010, pp. 429, € 25,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è Fermenti. Fermenti è il periodico a carattere culturale, informativo, d’attualità e costume diretto dallo scrittore, poeta ed editore Velio Carratoni.&lt;br /&gt;Il n. 236 del periodico porta in copertina un’opera di Michele Cossyro, il tricolore italiano. Il messaggio è chiaro. È volto alla ricorrenza dell’Unità dell’Italia in vista dei festeggiamenti 2011. Segno che l’evento storico risorgimentale, che  generò l’unificazione dell’Italia, è patrimonio di tutti, e che nessun media, specie se si occupa di arte e letteratura, può ignorare o misconoscere l’importanza del fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-NibgcM9z6Uo/TYOTlythWuI/AAAAAAAAAO0/JtiK6GaVn1w/s1600/23.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 218px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-NibgcM9z6Uo/TYOTlythWuI/AAAAAAAAAO0/JtiK6GaVn1w/s320/23.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585470240346692322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gramsci, nonostante avesse letto il Risorgimento italiano con le lenti della “rivoluzione passiva”, non ebbe mai dubbi sul valore liberale e “progressivo” dell’Unità rhttp://www.blogger.com/img/blank.gifisorgimentale.&lt;br /&gt;Fra gli interventi che costellano il n. 236 di FERMENTI, uno è dedicato a Giuseppe Garibaldi condottiero. Il “rivoluzionario” che combatté per l’unità (sotto la monarchia) di tutti gli italiani, e che “preparò” (idealmente), secondo noi, anche quel futuro che poi portò al “tricolore” della Repubblica italiana antifascista.&lt;br /&gt;E anche se Garibaldi, contro le aspettative dei rivoluzionari repubblicani e dei moti sociali, consegnò il frutto delle sue vittorie alla monarchia della Casa Savoia, non certo per questo merita l’apostrofe sprezzante che lo addita quale “condottiero degli immondi”. Glielo scaglia addosso il “separatismo” leghista, ovvero la politica involutiva e razzista della palude padana. Lo sprezzo, inoltre, si presenta doppio. L’attributo negativo, infatti, si connota come una doppia immorale e ingiusta offesa. &lt;br /&gt;Da una parte è un’indegnità (senza paragoni) rivolta a uno che ha dato la vita per l’ideale nazionale, e dall’altra una sporca offesa al/i popolo/i per la cui liberazione non si è risparmiato. “Eroe dei due mondi”, infatti, è la leggenda che circonda la memoria di Garibaldi (la storia delle sue imprese a favore degli oppressi e de ribelli extraterritoriali è nota).&lt;br /&gt;Sì che aver ricordato, da parte di  Serena Butera (che ha scritto l’articolo), che Garibaldi, giovane recluta della marina sarda, scelse per se, quale pseudonimo di combattente, l’identità di “Cleombroto”, è un segno di riscatto e un riconoscimento positivo indelebile. “Cleombroto”, infatti, fu fratello di Leonida e padre di Pausania, l’antico e prestigioso eroe di Sparta. Giuseppe Garibaldi, allora, come “Cleombroto”!&lt;br /&gt;E come questo eroe, Giuseppe Garibaldi non si fermò davanti agli ostacoli; dirigendosi verso il Meridione e la Sicilia, per la lotta di liberazione e unificazione italiana risorgimentale, pensò e agì al grido trascinatore di  “Qui si fa l’Italia o si muore”. &lt;br /&gt;La sua missione di vita fu “liberare la gente oppressa ovunque si trovasse; fu un uomo scomodo per governi e governati che spesso…si preoccuparono per le sue mosse incontrollabili” (p. 77).&lt;br /&gt;Il periodico FERMENTI n. 236, naturalmente, ha altri scritti, e di valore, che ci informano sulle tematiche provenienti da altre zone della letteratura e della cultura.&lt;br /&gt;Per la SAGGISTICA presenta: “Frequentare la letteratura” (su Giuliano Manacorda, 1919-2010) di Antonella Calzolari;  Testimonianza per uno storiografo del Novecento di Francesco De Nicola; I luoghi e gli incontri di Rodolfo Di Biasio;  Poesia-valore e Poesia-mercato di Donato Di Stasi su Alda Merini;  Soprascritte di Marcello Carlino; Il libro e la lettura - un inedito di Giorgio Manganelli a cura di Gualberto Alvino;  Panorama mimetico di Francesca Fiorletta; Giovanni Fontana e gli attriti dei linguaggi di Massimiliano Borelli con testi poetici di Giovanni Fontana; Humour nero di un dandy adolescente di Stefano Lanuzza su Lautréamont; Tradito dall’astro nel silenzio campale: l’ultimo Volponi di Giovanni Terzanelli; A ritroso, con Eurialo De Michelis di Ariodante Marianni; La teoria della conoscenza di Giovanni Vailati: dalla “sensazione” all’“attesa di sensazioni” di Ivan Pozzoni; Il Parlar franco di Gualtiero De Santi su Tolmino Baldassarri, Dina Basso; Stefano Lanuzza e la letteratura come ‘romanzo generale’ di Antonino Contiliano;  “Qui si fa l’Italia o si muore”: Garibaldi e la Sicilia di Serena Butera.&lt;br /&gt;In questa sezione, oltre al già citato pezzo su Garibaldi, si può leggere l’intervento di Nassimiliano Borelli che si sofferma sulla “intermedialità” dell’artista e poeta Giovanni Fontana, i cui “flussi plurilinguisti e plurisemiotici circolano…in vista di una complicazione, di un rinforzo polisenso’, come scrive Marcello Carlino…”(p. 40);  l’intervento di Donato Di Stasi che, in “Poesia-valore e Poesia-mercato”, lavora criticamente (“gli assi cartesiani della critica”) sul pensiero e la produzione di Alda Merini; l’intervento di Gualtiero De Santi che, in “Il parlar franco”, sottolinea il “neovolgare e anche gergale” nell’opera d’esordio della giovane poetessa siciliana Dina Basso”, nipote del compianto Salvo Basso, “uno dei nostri maggiori lirici di fine secolo” (.p. 67);  intervento di Stefano Lanuzza che, in “Humour nero di un dandy adolescente”, ci presenta Isidore Ducasse (Lautréamont) come “l’adolescenziale seppure smagato interprete d’un humour che, similmente a certi grandi e talora insospettati ‘umoristi tragici’ (per esempio, i sempre nostri ‘contemporanei’ Dostoevskij e Kafka), svolge la propria poetica verso una sorta di ascesi ironica e demistificante sino al nichilismo” (p. 47); l’intervento di Francesca Fiorletta, invece, nel suo saggio “Panorama mimetico”, ci dice della genesi delle forme espressive, che vanno dalle scelte  “dissacranti”  a quelle dissonanti delle sperimentazioni poetiche odierne”. La stessa autrice indica poi sia il profetico W. Benjamin che,  in Angelus Novus (“Sulla facoltà mimetica”), “focalizza l’essenza costitutiva della natura umana nell’ininterrotto scambio percettivo fra le determinazioni formali in perpetua dissolvenza nell’universo circostante” (p. 37), sia la posizione di Mario Lunetta che, invece, nella sua raccolta di saggi Invasione di campo. Proposte, rifiuti, utopie, “sintetizza con veemenza il babelico sviscerarsi del panorama sociale ed artistico attuale, che sempre  spazio concede alle elucubrazioni semiologiche e culturali in un’odierna affabulazione meccanicistica, merceologicamente indottrinata” (p. 39).&lt;br /&gt;Gualberto Alvino, da par suo, nella sezione  BLOC NOTES , per es., dall’altro appunta la sua scrittura affilata (pungente) sul sostegno che Valter Pedullà dà a scrittori come “tal  Christian Raimo al punto da riservargli ben dieci paginoni del ‘Caffè illustrato’, o che abbia da condividere con uno scrivente ingenuo e senza sugo come Tommaso Pincio” (p. 84); l’altro, oggetto della mira di Alvino, è certo Enrico Panunzio, “autore altrettanto malnoto che di sicuro avvenire” (p. 85), che “ripropone due racconti di Vincenzo Consolo (Nerò Metallicò e il Teatro del Sole)”.&lt;br /&gt;Per l’arte e la narrativa segniamo le titolazioni.&lt;br /&gt;Per l’ARTE: Alba Savoi (arte come scrittura) di Mirella Bentivoglio, Carlo Fabrizio Carli, Lorenzo Mango; Pandolfelli colorista sprezzante, artista riflessivo di Sandro Barbagallo; De Palos/Fuga oltre il pozzo dell’irrazionaledi Vincenzo Guarracino; Elsie Wunderlich (inventare la natura) di Roberto Díaz Castillo, Efraín Recinos; L’arco teso di Silvia Venuti di Rossana Bossaglia, Gio Ferri, Fausto Lorenzi, Piero Viotto; Aerte in progress: Giovanni Giulianelli di Enrico Maria Guidi.&lt;br /&gt;Per la NARRATIVA: Primo capitolo di un romanzo ancora in elaborazione di Mario Lunetta; Racconti di Gemma Forti; Racconti di Piero Sanavio; Racconti di Velio Carratoni;  Buone e cattive letture seduto in un tram di Gabriele Sabatini; Formicidae di Laura Azzali.&lt;br /&gt;E poi, ancora, FERMENTI n. 236  completa le sue pagine con: fotografia, poesia, traduzioni, musica, teatro, interviste, recensioni, costume, inserto fondazione Piazzolla, interviste, premi, notizie, note biografiche.&lt;br /&gt;Ogni intervento meriterebbe un’attenzione a sé, ma lo spazio della nostra una recensione, vista la corposità del volume, è per ovvi motivi (dipendenti dai limiti di chi scrive), non può certo competere con l’estensione e la gamma tematica di Fermenti n.236. Per cui si invita il lettore, ove interessato, a munirsi del volume ordinandolo direttamente al direttore Velio Carratoni (e-mail: ferm99@io.it; www.fermenti-editrice.it).&lt;br /&gt;Per ultimo, ci piace ricordare (ancora) che l’opera pittorica “Fratelli d’Italia, 2010” – il tricolore della bandiera italiana –, che fronteggia la copertina di FERMENTI n. 236, è dell’artista, originario trapanese, Michele Cossyro (Cossyro vive a Roma, ma è nato a Pantelleria – TP ); e che oltre alla poetessa Salvo (sopra citata), altra siciliana, il volume ospita anche un saggio dello scrivente sullo scrittore e critico Stefano Lanuzza (Lanuzza vive a Firenze, ma è messinese di origine). Il nostro saggio (p. 69) è titolato: “Stefano Lanuzza e la letteratura come ‘romanzo generale’”. Una breve estrapolazione (pp. 69-70):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, XXI secolo, il critico e saggista Stefano Lanuzza, sottraendosi egualmente a certe convenzioni dei discorsi postmoderni e consumistici della letterarietà, propone un’ipotesi della letteratura come ‘romanzo generale’. Una scelta piuttosto insolita e non convenzionale, quella del nostro critico di riferirsi alla letteratura come se fosse un romanzo. Si potrebbe dire, capovolgendo il rapporto tra genere e specie (come in una metonimia o in una sineddoche), che la specie con la sua differenza particolare – il romanzo – prende il posto del genere: la letteratura. Il sottoinsieme prende il posto dell’insieme generale, il quale, così, lascia la sua funzione inclusiva di contenitore delle parti. &lt;br /&gt;Due dei titoli delle opere più recenti dell’autore sono, in tal senso, più che indicativi: 1) “Romanzo della letteratura italiana” il primo (Dante e gli altri); 2) “Romanzo della letteratura siciliana” il secondo (Insulari). Entrambi i libri, eleganti e penetranti per essenzialità quanto per snellezza discorsiva, sono stati pubblicati da Stampa Alternativa rispettivamente nel 2001 e nel 2009.&lt;br /&gt;È la letteratura come un oggetto dall’identità fissa – la letteratura “di un giorno che è sempre lo stesso” (parafrasando un pensiero di Gaston Bachelard) – che Lanuzza mette in discussione. L’identità della letteratura come quella della filosofia deve, cioè, proporsi invece con/da altri punti di vista, se la storia dei saperi e della conoscenza dipende anche dalla temporalizzazione oltre che da un’ipotesi-funzione contestualizzante, esposta e aperta agli scambi energetici con un ambiente dagli equilibri instabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sezione delle RECENSIONI porta i seguenti interventi: Chi è Costante Porfirio? di Maria Pia Argentieri su Renato Gabriele; Ipotesi aforisma in Lume degli occhi di Domenico Cara di Marzia Alunni; Brina Maurer, Maria Grazia Lenisa e la dialettica degli opposti di Marco Baiotto; La littérateuse en abîme di Donato Di Stasi su Gemma Forti; Maria Lenti su Ode ai corpi fisici di Andrea Ambrogetti su Eterno adolescente (1981-1989) di Carmelo Vera Saura; Domenico Cara su Tempo spaginato di Antonino Contiliano; Giorgio Patrizi su Il mondo percepito (incubi e dediche) di Marco Palladini; Germana Duca Ruggeri su Salmi metropolitane di Michele Brancale, su La muta di Chahdortt Djavann, su A dieci minuti da Urano di Carla De Angelis; Marco De Santissu El padre bandido di Gianna Sallustio; Raffaele Piazza su Dismisure di Matteo Bonsante su Giovanni (1885-1974) di Giorgio Prestinomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su “Tempo spaginato- Chia-smo” (di A. Contiliano) , Domenico Cara scrive: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL verso è avviluppato nelle sue novità libere e neo-gotiche, istanza dopo istanza; il confessarsi molteplice diventa riflessione testimoniale e insieme caustico esempio di sensi e volti del nuovo mondo, tra sospetto insidioso e una varietà (ispirativa?) che si addestrano categoricamente per capire l’irrisione e i grafi del proprio dettato e in tutto convinto del totale rien va del nostro tempo in ballo: solo arcobaleno e – intimamente – inferno sociale, politico, altro disfacimento aperto e completo. “La poesia: questo parlare all’infinito soltanto di mortalità e effimero!” (secondo Paul Celan) riaffronta l’immagine di più dissipazioni esistenziali, traumi (e chi-asmi) che impediscono la fedeltà a un diritto (e dovere) alla vita, altre interruzioni e deviate forme di possibile sogno qui arroventato in plurima voce. Antonino Contiliano, con i suoi poemetti, più che trasgressivi, a emergenza implicita, allea ai contenuti allusivi un’insoave ironia, contingenze lessicali anomale, striate di dissenso, frangenti oppositivi, collegamenti appassionati a una specificità ideologica disposta più all’invettiva che al dissidio sperimentale irresponsabile e al caos. (p. 363).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su “Il mondo percepito (incubi e dediche)”, l’ultimo libro di poesie di Marco Palladini, Giorgio Patrizi scrive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo libro di Marco Palladini, è un segnale evidente e importante di una situazione pecu¬liare della ricerca poetica di questi anni, che trova nello scrittore romano un protagonista sempre attento ai connotati più complessi e ai risvolti più densi della sperimentazione testuale. Il mondo percepito (incubi e dediche) […] è un bel titolo che rievoca problemi di teoria della letteratura e della conoscenza. Ed esempio: ma c’è un mondo che non sia percepito? E la percezione comporta mag¬giore autenticità oppure il rischio dell'arbi¬trio? Il “mondo percepito” è più autentico o diventa un’entità fantasmatica? E ancora: è un’affermazione solipsistica di un’esperienza individuale del mondo, oppure rimanda ad una “percezione” non solo individuale ma collettiva, storicamente determinata?&lt;br /&gt;Al di là di questa che chiamerei non ambi¬guità, ma densità problematica del titolo, c’è uno specimen di scritture “militanti”, le più tipiche del mondo letterario di Palladini, come condensate in un sintetico repertorio di forme e modi di una comunicazione “anta¬gonista”, termine oggi sicuramente desueto che mi piace però richiamare perché sicuramente adatto all’impeto polemico che anima le neoplasie linguistiche, gli stravolgimenti, le ironie che fanno del Mondo percepito, universo linguistico di grande e affascinante movimento, dove si affastellano umori, emozioni, riflessioni, ricordi, racconti. (p. 364).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5468767772756412813?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5468767772756412813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5468767772756412813' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5468767772756412813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5468767772756412813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/03/garibaldi-cleombroto-vs-il-condottiero.html' title='Garibaldi “Cleombroto” vs “il condottiero degli immomdi”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-NibgcM9z6Uo/TYOTlythWuI/AAAAAAAAAO0/JtiK6GaVn1w/s72-c/23.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-3380527650194868123</id><published>2011-03-18T10:05:00.000-07:00</published><updated>2011-03-18T10:06:29.322-07:00</updated><title type='text'>“Ong non-estinti poetry” ritorna a “Morsi e Sorsi”</title><content type='html'>“Ong non-estinti poetry” ritorna a “Morsi e Sorsi”&lt;br /&gt;Marsala, 30 marzo e 27 aprile 201 (ore21,30)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’“Ong non-estinti poetry”, per la stagione inverno/primavera 2011, ripropone alla Città e ai passanti due sfilatini di letture poetiche. Sono letture di poesia di “tendenza” e “qualità” critica. In un tempo in cui il ronzio di potere e sesso, potere e guerre anti-migrante e altre sporche povertà colonizzano l’immaginario collettivo o inducono a comportamenti di insopportabile cinismo carnevalesco, la voce della poesia non può stare zitta. &lt;br /&gt;La voce della poesia “Ong non-estinti poetry” così invita a due serate della fatica del pensare estraniante  o del reagire peperoso, e per non morire di inedia amletica e anoressia indotta. In questa nuova proiezione 2011, la pompa ad iniezione poetica degli “Ong non-estinti poetry” non è azionata dalle solite quattro mani! La “carità” di patria, nel 150 anniversario della disunione italiota, gode di alcuni compagni di strada. Sono gli amici “agitatori” dell’“Agenzia Communico”, e quelli di “Libera” e degli “Amici del Terzo Mondo” che (come risulta dalle loro recenti “insurgenze”) sanno di “sogni da riaccendere” per non far morire amore e impegno nel loro giro di liberazione. &lt;br /&gt;Ma “abbracciando la cultura”, per “Calpestare l’oblio”, ci aspettiamo di avere (quando quando…) anche i dialoganti della “Consulta Femminile Comunale Marsala”, della “Casa dei rifugiati di Perino” che, insieme con gli ospiti de “il Sole”, ONLUS di Como e gli Amici di Libera e Terzo Mondo, qualche giorno fa, al Carmine di Marsala, hanno co-acceso un altro sogno in favore dei “dannati della terra”, il “Nobel per la pace” alle “Donne Africane”. &lt;br /&gt;Così “Ong non-estinti poetry”, “Agenzia communico”, “Libera” e “Amici del terzo mondo”, nello spirito della solita e ormai consolidata libera partecipazione di forza e mezzi, invitano (i mercoledì del 30 marzo e 27 aprile 2011, ore 21, 30) la Cittadinanza a “Morsi &amp; Sorsi” per prendere a sorsi e morsi poesia osteria.&lt;br /&gt;Memento: la stagione primavera/estate al “mercato” e alle “2rocche” è in fase di gestazione. Cercarsi stilisti precari o a “co.co.co” di povertà e fantasia.&lt;br /&gt;N.B. La serata poetica, del 30 marzo 2011, sarà inaugurata dalla presenza video di Niki Ventola. Il suo intervento riguarda la poesia e “Calpestare l’oblio”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-3380527650194868123?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/3380527650194868123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=3380527650194868123' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/3380527650194868123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/3380527650194868123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/03/ong-non-estinti-poetry-ritorna-morsi-e.html' title='“Ong non-estinti poetry” ritorna a “Morsi e Sorsi”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5160866517997276016</id><published>2011-03-01T09:21:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T09:29:45.020-08:00</updated><title type='text'>no al degrado del parco archeologico culturale e paesaggistico di Capo Boeo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-GHfMZUmmwHo/TW0s_mRLz9I/AAAAAAAAAOs/eeoUHhrB7zY/s1600/parco2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-GHfMZUmmwHo/TW0s_mRLz9I/AAAAAAAAAOs/eeoUHhrB7zY/s320/parco2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579164984497917906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“ Calpestare l’oblio”: “abbracciamo la cultura” &lt;br /&gt;no al degrado del parco archeologico culturale e paesaggistico di Capo Boeo&lt;br /&gt;Piazza Portanuova  (Marsala,ore 11-13, 5 marzo 2011)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-U7ySvdS4Zn4/TW0sYe116UI/AAAAAAAAAOk/aqnF9OQJxqA/s1600/tombe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-U7ySvdS4Zn4/TW0sYe116UI/AAAAAAAAAOk/aqnF9OQJxqA/s320/tombe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579164312489290050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-FDtkIOGhjqQ/TW0sF34SCCI/AAAAAAAAAOc/OKXqfhUfAto/s1600/parco.III.a.c..jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FDtkIOGhjqQ/TW0sF34SCCI/AAAAAAAAAOc/OKXqfhUfAto/s320/parco.III.a.c..jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579163992792893474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-MO5ESvbdbTI/TW0ro-DYV9I/AAAAAAAAAOU/rGtYpv3uSyA/s1600/VillaRomamaInvisibile.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-MO5ESvbdbTI/TW0ro-DYV9I/AAAAAAAAAOU/rGtYpv3uSyA/s320/VillaRomamaInvisibile.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579163496233850834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 marzo 2011, cittadini marsalesi sposano (localmente) la causa della manifestazione nazionale “abbracciamo la cultura” che si tiene a Roma. Aderiscono e manifestano nello spirito delle iniziative di “Calpestare l’oblio” per fermare il degrado in cui è lasciato e sfruttato il PARCO STORICO-ARCHEOLOGICO-CULTURALE e NATURALE-PAESAGGISTICO di Capo Boeo. Lo sfruttamento, infatti, avviene sottraendo terreno al parco per ampliamento di strada e ritaglio di isolotti di stazione, forse, ad uso “parcheggio macchina” o ad altre installazioni di casotti commerciali?.&lt;br /&gt;L’iniziativa è a cura di “Ong non-estinti poetry”, “Psicologia dinamica”, “Amici del terzo mondo”, “Libera”, “Agenzia Communico”, “Chiesa Valdese”, “Gruppo arcobaleno” e “Marsala c’è”, che danno appuntamento (“sit-in” in piazza “Portanuova” di due ore: 11-13 del 5 marzo 2011) a tutti coloro che volessero aderire alla manifestazione. La protesta vuole essere all’insegna della valorizzazione di tutto il sito e del diritto al godimento pubblico della bellezza dei luoghi. E ciò in una con tutte le ricadute in termini di economia positiva (lavoro per gli indigeni, turismo culturale, rivitalizzazione dei luoghi restituiti ai cittadini) per la Città di Marsala che la realizzazione dl progetto comporta.&lt;br /&gt;Il parco archeologico e le 2rocche di Capo Boeo (Marsala) è patrimonio storico, culturale e paesaggistico che va curato, salvaguardato e valorizzato. La sua bellezza naturale e storica oggi, invece, è in preda all'incuria, al degrado, ai guasti e in preda all’immondizia. Non vanno taciute le “rapinose” forme di riduzione dei suoi confini cedendo (ad opera di certi lavori pubblici non necessari) metri e metri alla strada o a piazzuole non utili se non al deturpamento e all’impoverimento del parco culturale stesso . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, in questi anni, non sono mancate iniziative in sito e proposte (da parte di liberi cittadini, rimasti inascoltati) che hanno dimostrato come sia possibile valorizzare e rivitalizzare tutto ciò che la natura e la storia hanno lasciato in eredità alla Città di Marsala.&lt;br /&gt;Gli organizzatori invitano alla partecipazione chiedendo che ognuno si faccia carico di cartelli, musica, poesia, arte, etc. che testimoniano “abbracciamo la cultura”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5160866517997276016?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5160866517997276016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5160866517997276016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5160866517997276016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5160866517997276016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/03/no-al-degrado-del-parco-archeologico.html' title='no al degrado del parco archeologico culturale e paesaggistico di Capo Boeo'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GHfMZUmmwHo/TW0s_mRLz9I/AAAAAAAAAOs/eeoUHhrB7zY/s72-c/parco2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-9166514808004773916</id><published>2011-02-09T02:37:00.000-08:00</published><updated>2011-02-09T02:40:41.487-08:00</updated><title type='text'>I POETI IN RIVOLTAVENERDÌ 11 FEBBRAIO 2011 @ BARTLEBY, BOLOGNA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TVJvIkFXxqI/AAAAAAAAANs/_3Y2mn3v8W8/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 271px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TVJvIkFXxqI/AAAAAAAAANs/_3Y2mn3v8W8/s320/3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571637881926567586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I POETI IN RIVOLTA “CONTRO L'OBLIO”&lt;br /&gt;ASSIEME A STUDENTI, RICERCATORI, DOCENTI, &lt;br /&gt;BIBLIOTECARI, MUSICISTI, ARCI&lt;br /&gt;PER UNIRE LE LOTTE DEL MONDO DELLA CULTURA&lt;br /&gt;VENERDÌ 11 FEBBRAIO 2011 @ BARTLEBY, BOLOGNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPELLO A GIORNALI, MOVIMENTI,&lt;br /&gt;PROGETTI DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA&lt;br /&gt;E NATURALMENTE SCRITTORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come far conoscere agli studenti in rivolta la rivolta dei poeti? Come intrecciare le voci dei lavoratori precari dell'istruzione con le armonie dei musicisti o con le riflessioni dei nuovi intellettuali costretti alla fuga? Come interessare i giornalisti alla sorte degli scrittori esiliati dalla società italiana e viceversa? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CALPESTARE L'OBLIO – UNIAMO LE LOTTE DEL MONDO DELLA CULTURA&lt;br /&gt;Venerdì 11 febbraio 2011, dalle ore 18 a tarda notte presso lo spazio autogestito Bartleby a Bologna (v. S. Petronio Vecchio 30/a), i promotori del progetto “Calpestare l'oblio”, nato dall'omonima grande opera di poesia civile (ed. Cattedrale, coll. Argo, 2010; www.lagru.org/media/oblio.pdf), proveranno a unire le lotte del mondo della cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono invitati a partecipare tutti gli scrittori, poeti, intellettuali, artisti, piccoli editori, giornalisti, collettivi e singoli studenti degli Atenei in rivolta, precari dell'istruzione e della cultura, cittadini e lettori d'Italia. &lt;br /&gt;Ci sarà molto di cui discutere, organizziamoci per vederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per confermare la propria adesione all'evento (e con preghiera di diffusione):&lt;br /&gt;calpestareloblio@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 18.00 Assemblea pubblica. Intervengono: Sergio Brasini per Docenti preoccupati, Sergio Caserta per l'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, Davide Ferrari per Casa dei pensieri, Federico Palma per Arci Bologna, Bibliotecari necessari, Stefano Colangelo (ricercatore Università di Bologna), Valerio Evangelisti (scrittore), Guido Giannuzzi (musicista Teatro Comunale Bologna), rivista Versodove, Alessio Berrè (Bartleby), Valerio Cuccaroni (rivista Argo) e Davide Nota (rivista La Gru)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 20.30 Cena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 21.30 Reading dei poeti: Luca Ariano, Tito Truglia, Lorenzo Mari, Guido Mattia Gallerani (Gruppo Farepoesia - Bologna), Maria Carla Baroni (Milano), Marco Bini (Modena), Nadia Cavalera (Modena), Tiziana Cera Rosco (Milano), Massimiliano Chiamenti (Bologna), Antonino Contiliano (Marsala), Roberto Dall'Olio (Bologna), Matteo Fantuzzi (Bologna), Andrea Garbin (Mantova), Mariangela Guatteri (Reggio Emilia), Loris Ferri e Stefano Sanchini (Pesaro), Rossella Renzi (Ravenna), Lina Salvi (Lecco), Alessandro Seri (Macerata), Lello Voce (Treviso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 22.30 Concerto: Vittorio de Angelis Resonantz (Jazz)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINORA HANNO ADERITO AL PROGETTO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i giornalisti: Angela Azzaro (Gli Altri),  Tonino Bucci (Liberazione), Donatella Coccoli (Left), Geraldina Colotti - Tommaso Di Francesco - Pietro Ingrao - Angelo Mastrandrea (il manifesto),  Furio Colombo (Il Fatto quotidiano), Enrico Ghezzi (Rai), Giovanna Nuvoletti (Rolling Stone), Giancarlo Rossi (Rai Radio 1),  Pietro Spataro (l’Unità);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli artisti: Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella, Jakob De Chirico, Beppe e Isabella Gaudino (movimento dei lavoratori dello spettacolo MOVEM09);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le riviste, web-zine e blog: Absoluteville, Argo, Blanc de ta nuque, Bollettario, Carovana dei versi, Farepoesia, La Gru, Metromorfosi Infocritica, Micromega,  Noidonne, Poesia2punto0, Poetarum silva, Post it, Smerilliana, Versodove;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;associazioni, enti, istituzioni: Abrigliasciolta, Agave, Aidoru/Teatro Valdoca, Arci nazionale, Arcipelago scec, Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI), Carovana dei versi, Casa dei pensieri, Comune di Ancona, Comune di Grottammare, Donne dasud, Gasper Roma, Iodonna, Istituto Regionale di Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche (Istituto Storia Marche), Licenze poetiche, Meddletv, Milanocosa, Osservatorio nazionale amianto, Svolta a sinistra, Zuccherificio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i collettivi universitari: Abbiamo fame di cultura, Ateneinrivolta, Collettivo Lettere Filosofia Firenze, Coordinamento K5, Romatre, Uniriot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli editori: Edizioni Effigie, Fara editore, Pellicanolibri, Polimata, Senzapatria, Zona;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i sindacati: Cgil;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i politici: Danilo Borrelli (Giovani Comunisti), Stefania Brai (PRC), Matteo Orfini (PD), Nichi Vendola (SEL);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i poeti, scrittori e intellettuali: i co-autori di “Calpestare l’oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana” (Rosemary Liedl per Antonio Porta, Gioia Ghirga Ferrante per Angelo Ferrante) + Leonardo Bonetti, Dina Basso, Manuel Caprari, Tiziana Cera Rosco, Massimiliano Chiamenti, Manuel Cohen, David Colantoni, Azzurra D’Agostino, Sara Davidovics, Mariella de Santis, Adele Desideri, Marco Di Paquale, Chiara Daino, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Annamaria Ferramosca, Davide Ferrari, Michele Arcangelo Firinu, Gianluca Fiusco (Servizio Cristiano Valdese – Riesi), Alessandro Giammei, Davide Ferrari (Casa dei Pensieri), Impoetico mafioso (100 poeti contro la mafia), Mario Lunetta, Elio Matarazzo, Massimo Mori, Simone Oggionni, Michele Ortore, Tommaso Ottonieri, Luisa Pianzola, Enea Roversi, Luigi Alberto Sanchi, Isabella Sandri, Annalisa Teodorani, Italo Testa, Christian Tito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.argonline.it&lt;br /&gt;www.lagru.org&lt;br /&gt;www.bartleby.info&lt;br /&gt;335 1099665&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-9166514808004773916?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/9166514808004773916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=9166514808004773916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/9166514808004773916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/9166514808004773916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/02/i-poeti-in-rivoltavenerdi-11-febbraio.html' title='I POETI IN RIVOLTAVENERDÌ 11 FEBBRAIO 2011 @ BARTLEBY, BOLOGNA'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TVJvIkFXxqI/AAAAAAAAANs/_3Y2mn3v8W8/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5561123256808849101</id><published>2011-01-27T04:06:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T08:37:06.296-08:00</updated><title type='text'>L’Ero(s)diade / La binaria dell’asiento di A. Contiliano alla “Fardelliana”</title><content type='html'>L’Ero(s)diade / La binaria dell’asiento di A. Contiliano alla “Fardelliana” &lt;br /&gt;Trapani, 27 gennaio 2011, ore 17,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i 100 poeti in sciopero di “Calpestare l’oblio” (Roma 8 gennaio 2011) e i 105 poeti antimafia – “L’impoetico mafioso” (curato da G. Lucini) –, di cui si è tenuta la presentazione al Carmine di Marsala (sala affollatissima) con l’intervento di Rita Borsellino (parlamentare europeo), e dello stesso poeta Lucini, l’autore marsalese N. Contiliano è protagonista di un’altra presentazione. &lt;br /&gt;Intanto per la manifestazione di “Calpestare l’oblio” e di “L’impoetico mafioso” si possono vedere i filmati (passaggi vari) sul sito http://www.youtube.com/user/Lucreziocaro90.&lt;br /&gt;La nuova opera –  L’Ero(s)diade / La binaria dell’asiento  (Quaderni di Collettivo R /Atahualpa, Firenze 2010) –  di Contiliano, all’insegna sempre della sua poetica “impegnata”, sarà presentata il 27 gennaio 2011, ore 17,30, nella sala conferenze della biblioteca “Fardelliana” di Trapani. L’organizzazione è stata curata dalla Dir. Sig.ra Margherita Giacalone. Interverranno due docenti dell’Università di Palermo: Sergio Pattavina (autore dell’introduzione al libro: “L’indignazione di Contiliano”), e Marta Barbaro (che ha curato già un lavoro saggistico sulla poesia di Contiliano.  Il saggio, prossimamente, sarà edito dalla rivista “Arenaria” di Palermo (“Arenaria” – Collana di ragguagli di letteratura moderna e contemporanea – esce a cura del poeta Lucio Zinna).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULv4AbLsSI/AAAAAAAAANg/lDKKX2O06IM/s1600/serg.1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULv4AbLsSI/AAAAAAAAANg/lDKKX2O06IM/s320/serg.1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567275834849079586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULvuO3ECBI/AAAAAAAAANY/lg5k37yu8rE/s1600/rino3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULvuO3ECBI/AAAAAAAAANY/lg5k37yu8rE/s320/rino3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567275666925422610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULvj6pCY-I/AAAAAAAAANQ/RrQlqHyo4fA/s1600/marta1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULvj6pCY-I/AAAAAAAAANQ/RrQlqHyo4fA/s320/marta1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567275489699193826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In breve, sull’opera, la cui copertina è illustrata dalla semantica artistica del quadro –   “L’isola non è arrivo 2” – del pittore Giacomo Cuttone (presente anche lui alla “Fardelliana”), evidenziamo qualche stralcio critico. Le brevi citazioni critiche sono tratte  dall’introduzione del prof. S. Pattavina e dal lavoro saggistico della prof.ssa M. Barbaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TUFgKrsuOSI/AAAAAAAAANI/gslNhmXE0cw/s1600/copertinaEro%2528s%2529diade.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 218px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TUFgKrsuOSI/AAAAAAAAANI/gslNhmXE0cw/s320/copertinaEro%2528s%2529diade.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566836351051905314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sergio Pattavina: “L’indignazione di Contiliano giunge qui al diapason, e mentre riafferma, quasi “poesia a comizio” che “non è più tempo di chiedere/ esigere è tempo e insieme/ danzare come zanzare/ tumori parole bando sbando/ più incendio e bandoliere” (Cave avatar), cerca e ci invita a cercare un varco, una via, un “anello che non tiene”, per l’estremo assalto al cielo: “noi cerchiamo un varco di cielo, come ieri/ e vendere avventurieri le menzogne/ quelle di cui il mercato si vergogna/ perché vogliamo più velieri che zinco/ e navigare pirati che sanno del no, rappeurs” (Cabròn). Fra la soggettività del poeta, dunque, con i suoi principi astratti di libertà, eguaglianza, solidarietà, pace, si istituisce un acrimonioso disaccordo con la realtà empirica fatta di sfruttamento, di guerre imperialiste, di vecchi e nuovi fascismi, di razzismo, che dà luogo all’invettiva, all’ironia, agli stratagemmi più “in-sensati” per disarticolare il discorso, stravolgendone alchemicamente il linguaggio, dei texta (letterari, giornalistici, televisivi) del potere, appannaggio delle classi dominanti”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marta Barbaro: “In Ero(s)diade c’è di tutto: dalle guerre alle migrazioni, dall’invettiva anticlericale alla denuncia dell’economia neoliberista, dalle catastrofi ambientali all’11 settembre, dalla cronaca alla politica, con nomi, cognomi e fatti che interessano la vita italiana e mondiale; e ancora, attingendo dagli slogan della comunicazione televisiva così come dal cinema e dai linguaggi settoriali, e alternando le competenze di astronomia e di fisica quantistica con quelle del mondo informatico e tecnologico, si passa dal macro della storia e della cosmologia al micro delle particelle subatomiche e dei bit digitali. Non solo ogni testo investe un ambito o un problema diverso del nostro presente, così come ci indicano i diversi titoli, ma all’interno di ogni singolo componimento i temi e i codici s’intrecciano e sembrano generarsi gli uni dagli altri” (dal saggio di prossima pubblicazione su (“Arenaria”). &lt;br /&gt;Chiudiamo anticipando che è in arrivo un’altra antologia che porta altri testi poetici di A. Contiliano. Per intanto estendiamo un invito: essere partecipi alla presentazione del 27 gennaio 2011, ore 17,30, alla “Fardelliana” di Trapani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5561123256808849101?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5561123256808849101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5561123256808849101' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5561123256808849101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5561123256808849101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/01/lerosdiade-la-binaria-dellasiento-di.html' title='L’Ero(s)diade / La binaria dell’asiento di A. Contiliano alla “Fardelliana”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TULv4AbLsSI/AAAAAAAAANg/lDKKX2O06IM/s72-c/serg.1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-1205421971393326879</id><published>2011-01-19T01:27:00.001-08:00</published><updated>2011-01-19T01:30:19.156-08:00</updated><title type='text'>I "100 poeti contro la mafia" a Marsala</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TTavHbXobVI/AAAAAAAAANA/nSVkj2rSef0/s1600/locandina.Imp.mafioso.22.1.%252711.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TTavHbXobVI/AAAAAAAAANA/nSVkj2rSef0/s320/locandina.Imp.mafioso.22.1.%252711.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563826931803647314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epos, Poesia civile e politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianmario Lucini (L’impoetico mafioso, introduzione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea dalla quale prende corpo questa antologia, nasce da riflessioni  intorno al ruolo della poesia nella società contemporanea. La poesia infatti, fin dalle sue origini, ha sempre avuto un ruolo importante […] in ogni grande cultura. […]nella civiltà greca, il primo strumento di diffusione della nascente filosofia, fino a Socrate e Platone: ricordiamo ad esempio il poema di Parmenide, le sentenze dell’ermetico Eraclito. […] La poesia era anche memoria storico-mitica, memoria delle gesta dell’origine perduta nel tempo, la consacrazione delle gesta in un’epica da tramandare ai posteri come elemento di identità e di coesione sociale. […] I tempi cambiarono ed oggi si è giunti, dopo venticinque secoli, ad una poesia svuotata di ruolo, scissa ed esiliata in un limbo, spesso in colloquio solo con se stessa all’interno di una bolla di sapere che definiamo “letteratura”. […] Nessuno più immaginerebbe di veder partecipare le masse ad una recita di poesia, come accadeva nel teatro greco, ma bisogna pur soggiungere che le nostre moderne recite di poesia sono a volte qualcosa di davvero deprimente. […] I cosiddetti “reading” di poesia – oggi – […]non hanno la capacità di suscitare quel sentimento di empatia e l’alone affettivo che invece suscitava (e suscita ancor oggi) la poesia epica. Essa parlava della pòlis, del suo popolo e della sua vita, dei suoi problemi, dei suoi dubbi, delle sue paure ataviche. Era una poesia capace di stare dentro la società storica e proporsi con un ruolo molto chiaro, quello di interprete della umanità più profonda, di metterla in scena anche nelle sue contraddizioni e nei suoi dolorosi paradossi. La poesia contemporanea invece, troppo spesso, è la noiosa e monocorde proposta di un “Io poetico” solipsistico, che non si cura dell’altro, ma solo di se stesso, non si sente responsabile del processo di comunicazione, ma si mette gegenstand, di fronte, troppo spesso da un pulpito, dall’interno di un gioco le cui regole non sono chiare a nessuno, forse neppure al poeta stesso. La poesia antica era criticabile da tutti, per questo fiorivano gli agoni poetici che ci hanno regalato la migliore poesia classica. &lt;br /&gt;La poesia contemporanea spesso non è criticabile perché non condivide con nessuno i suoi criteri di senso. […]E allora non c’è da meravigliarsi se la gente “non legge poesia”. Io credo che sia non tanto una questione di livello culturale, ma piuttosto di igiene mentale, una forma di auto-difesa dal non-senso della poesia decaduta e auto-referenziale. &lt;br /&gt;Pertanto, se cerchiamo un riscontro in qualche modo ”letterario” alla creazione di questa antologia, sta proprio in questo: nel trovare un  palinsesto che consenta ai poeti che vi aderiscono di scrivere una pagina di epica, in senso lato, non certo letterale. Questa antologia illustra, per campionature, come il poeta “vede” o “sente” quello che accade nel mondo e di cui si occupa di solito non la poesia ma la cronaca. Purtroppo la cronaca è molto circostanziata, quando lo è, nel “narrare” i fatti, ma non nell’esprimere una visione del mondo, ossia un pensiero (poetico, s’intende, non certo noetico). Questa particolare visione poetica, che è trasmessa attraverso le componenti più simboliche del linguaggio, è demandata all’arte: la cronaca non può farlo. E se l’arte non produce una visione simbolica dei fatti di cronaca, allora alla cronaca difetterà sempre una connotazione profonda e passerà sulle nostre coscienze senza lasciare traccia, come si trattasse di fatalità. Di conseguenza non facciamo niente, anche quando la cronaca ci narra fatti raccapriccianti. Infatti, quasi senza lasciare traccia passano, nella coscienza collettiva, le guerre, passano le ingiustizie planetarie, passa la rapina all’ambiente, passa ogni mafia, ogni corruzione, ogni impoetico. Il tutto va a gonfiare il cosiddetto rimosso collettivo, la spazzatura sotto il tappeto del salotto buono. La notizia invero dura tre giorni, l’arte ben fatta dura invece per sempre.&lt;br /&gt;[…].&lt;br /&gt;Questa è l’ottica che ci ha consigliato di mettere tra parentesi l’esigenza di selezionare i testi scegliendo soltanto quelli più pregiati dal punto di vista letterario. Infatti, in questo momento storico di ampia sottovalutazione dell’impatto devastante della cultura mafiosa in ogni ambito sociale, è molto più importante raccogliere un segnale chiaro, esprimere una volontà diffusa nella comunità letteraria, raccogliere ogni contributo, ogni proposito. […]&lt;br /&gt;Il nostro piccolo segnale alla cultura mafiosa mi pare dunque forte e chiaro, anche se non forte come sarebbe potuto essere, visto che molti fra i nomi più noti delle lettere non vi hanno aderito (peraltro immagino che forse molti non l’abbiano neppure saputo): e quindi giriamo a loro questa parte di responsabilità, poiché i poeti che qui hanno partecipato hanno assolto la loro parte di impegno nell’assumersi un ruolo preciso, che in qualche modo li impegna anche per il futuro.&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;E vorrei rendere omaggio anche a coloro che hanno combattuto la mafia non con le parole ma con la vita. Vorrei che questa antologia fosse un omaggio alla memoria di migliaia e migliaia di vittime che hanno lottato per la libertà e la dignità del lavoro, della vita, per i princìpi che stanno alla base di una qualsiasi convivenza democratica e dunque per il futuro di noi tutti. […]perché "un Paese vuol dire non essere soli”, per dirla con Cesare Pavese […]Purtroppo NON è così ed anche le manifestazioni indette in ricordo dei morti ammazzati per mafia, come quella del 21 marzo organizzata da qualche anno dall’Associazione “Libera”, trovano un consenso ancora poco adeguato, poca risonanza sui Media e, soprattutto, poco dibattito culturale.&lt;br /&gt;L’antologia è dedicata alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, ucciso dai mafiosi perché si opponeva a una politica di sfruttamento del territorio - alla cosiddetta “ecomafia”.&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;Lo vogliamo ricordare, con le migliaia di eroi (questi sì, non altri per i quali sono state chieste medaglie e monumenti...) conosciuti come Peppino Impastato, Vincenzo Grasso, Lollò Cartisano, Rocco Gatto (il mugnaio di Gioiosa Jonica), Rocco Chinnici, don Puglisi, i giudici Falcone, Borsellino, Livatino, ed altri citati nelle poesie, e i molti sconosciuti che hanno difeso da soli, spesso in un clima di collettiva indifferenza se non di omertà, la libertà di tutti – o quel poco che ne rimane. Non basterebbe un libro come questo ad elencare tutti i morti di mafia, né a descrivere tutte le tipologie di reato che caratterizzano le attività della mafia, in ogni ambito della convivenza civile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-1205421971393326879?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/1205421971393326879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=1205421971393326879' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1205421971393326879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1205421971393326879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/01/i-100-poeti-contro-la-mafia-marsala_19.html' title='I &quot;100 poeti contro la mafia&quot; a Marsala'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TTavHbXobVI/AAAAAAAAANA/nSVkj2rSef0/s72-c/locandina.Imp.mafioso.22.1.%252711.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-4362529126847910496</id><published>2011-01-19T01:27:00.000-08:00</published><updated>2011-01-19T01:29:04.855-08:00</updated><title type='text'>I "100 poeti contro la mafia" a Marsala</title><content type='html'>Epos, Poesia civile e politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianmario Lucini (L’impoetico mafioso, introduzione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea dalla quale prende corpo questa antologia, nasce da riflessioni  intorno al ruolo della poesia nella società contemporanea. La poesia infatti, fin dalle sue origini, ha sempre avuto un ruolo importante […] in ogni grande cultura. […]nella civiltà greca, il primo strumento di diffusione della nascente filosofia, fino a Socrate e Platone: ricordiamo ad esempio il poema di Parmenide, le sentenze dell’ermetico Eraclito. […] La poesia era anche memoria storico-mitica, memoria delle gesta dell’origine perduta nel tempo, la consacrazione delle gesta in un’epica da tramandare ai posteri come elemento di identità e di coesione sociale. […] I tempi cambiarono ed oggi si è giunti, dopo venticinque secoli, ad una poesia svuotata di ruolo, scissa ed esiliata in un limbo, spesso in colloquio solo con se stessa all’interno di una bolla di sapere che definiamo “letteratura”. […] Nessuno più immaginerebbe di veder partecipare le masse ad una recita di poesia, come accadeva nel teatro greco, ma bisogna pur soggiungere che le nostre moderne recite di poesia sono a volte qualcosa di davvero deprimente. […] I cosiddetti “reading” di poesia – oggi – […]non hanno la capacità di suscitare quel sentimento di empatia e l’alone affettivo che invece suscitava (e suscita ancor oggi) la poesia epica. Essa parlava della pòlis, del suo popolo e della sua vita, dei suoi problemi, dei suoi dubbi, delle sue paure ataviche. Era una poesia capace di stare dentro la società storica e proporsi con un ruolo molto chiaro, quello di interprete della umanità più profonda, di metterla in scena anche nelle sue contraddizioni e nei suoi dolorosi paradossi. La poesia contemporanea invece, troppo spesso, è la noiosa e monocorde proposta di un “Io poetico” solipsistico, che non si cura dell’altro, ma solo di se stesso, non si sente responsabile del processo di comunicazione, ma si mette gegenstand, di fronte, troppo spesso da un pulpito, dall’interno di un gioco le cui regole non sono chiare a nessuno, forse neppure al poeta stesso. La poesia antica era criticabile da tutti, per questo fiorivano gli agoni poetici che ci hanno regalato la migliore poesia classica. &lt;br /&gt;La poesia contemporanea spesso non è criticabile perché non condivide con nessuno i suoi criteri di senso. […]E allora non c’è da meravigliarsi se la gente “non legge poesia”. Io credo che sia non tanto una questione di livello culturale, ma piuttosto di igiene mentale, una forma di auto-difesa dal non-senso della poesia decaduta e auto-referenziale. &lt;br /&gt;Pertanto, se cerchiamo un riscontro in qualche modo ”letterario” alla creazione di questa antologia, sta proprio in questo: nel trovare un  palinsesto che consenta ai poeti che vi aderiscono di scrivere una pagina di epica, in senso lato, non certo letterale. Questa antologia illustra, per campionature, come il poeta “vede” o “sente” quello che accade nel mondo e di cui si occupa di solito non la poesia ma la cronaca. Purtroppo la cronaca è molto circostanziata, quando lo è, nel “narrare” i fatti, ma non nell’esprimere una visione del mondo, ossia un pensiero (poetico, s’intende, non certo noetico). Questa particolare visione poetica, che è trasmessa attraverso le componenti più simboliche del linguaggio, è demandata all’arte: la cronaca non può farlo. E se l’arte non produce una visione simbolica dei fatti di cronaca, allora alla cronaca difetterà sempre una connotazione profonda e passerà sulle nostre coscienze senza lasciare traccia, come si trattasse di fatalità. Di conseguenza non facciamo niente, anche quando la cronaca ci narra fatti raccapriccianti. Infatti, quasi senza lasciare traccia passano, nella coscienza collettiva, le guerre, passano le ingiustizie planetarie, passa la rapina all’ambiente, passa ogni mafia, ogni corruzione, ogni impoetico. Il tutto va a gonfiare il cosiddetto rimosso collettivo, la spazzatura sotto il tappeto del salotto buono. La notizia invero dura tre giorni, l’arte ben fatta dura invece per sempre.&lt;br /&gt;[…].&lt;br /&gt;Questa è l’ottica che ci ha consigliato di mettere tra parentesi l’esigenza di selezionare i testi scegliendo soltanto quelli più pregiati dal punto di vista letterario. Infatti, in questo momento storico di ampia sottovalutazione dell’impatto devastante della cultura mafiosa in ogni ambito sociale, è molto più importante raccogliere un segnale chiaro, esprimere una volontà diffusa nella comunità letteraria, raccogliere ogni contributo, ogni proposito. […]&lt;br /&gt;Il nostro piccolo segnale alla cultura mafiosa mi pare dunque forte e chiaro, anche se non forte come sarebbe potuto essere, visto che molti fra i nomi più noti delle lettere non vi hanno aderito (peraltro immagino che forse molti non l’abbiano neppure saputo): e quindi giriamo a loro questa parte di responsabilità, poiché i poeti che qui hanno partecipato hanno assolto la loro parte di impegno nell’assumersi un ruolo preciso, che in qualche modo li impegna anche per il futuro.&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;E vorrei rendere omaggio anche a coloro che hanno combattuto la mafia non con le parole ma con la vita. Vorrei che questa antologia fosse un omaggio alla memoria di migliaia e migliaia di vittime che hanno lottato per la libertà e la dignità del lavoro, della vita, per i princìpi che stanno alla base di una qualsiasi convivenza democratica e dunque per il futuro di noi tutti. […]perché "un Paese vuol dire non essere soli”, per dirla con Cesare Pavese […]Purtroppo NON è così ed anche le manifestazioni indette in ricordo dei morti ammazzati per mafia, come quella del 21 marzo organizzata da qualche anno dall’Associazione “Libera”, trovano un consenso ancora poco adeguato, poca risonanza sui Media e, soprattutto, poco dibattito culturale.&lt;br /&gt;L’antologia è dedicata alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, ucciso dai mafiosi perché si opponeva a una politica di sfruttamento del territorio - alla cosiddetta “ecomafia”.&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;Lo vogliamo ricordare, con le migliaia di eroi (questi sì, non altri per i quali sono state chieste medaglie e monumenti...) conosciuti come Peppino Impastato, Vincenzo Grasso, Lollò Cartisano, Rocco Gatto (il mugnaio di Gioiosa Jonica), Rocco Chinnici, don Puglisi, i giudici Falcone, Borsellino, Livatino, ed altri citati nelle poesie, e i molti sconosciuti che hanno difeso da soli, spesso in un clima di collettiva indifferenza se non di omertà, la libertà di tutti – o quel poco che ne rimane. Non basterebbe un libro come questo ad elencare tutti i morti di mafia, né a descrivere tutte le tipologie di reato che caratterizzano le attività della mafia, in ogni ambito della convivenza civile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-4362529126847910496?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/4362529126847910496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=4362529126847910496' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/4362529126847910496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/4362529126847910496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/01/i-100-poeti-contro-la-mafia-marsala.html' title='I &quot;100 poeti contro la mafia&quot; a Marsala'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-1541164993825129534</id><published>2011-01-10T08:02:00.000-08:00</published><updated>2011-01-10T08:11:50.811-08:00</updated><title type='text'>UN OSSERVATORIO SULLA QUESTIONE CULTURALE ITALIANA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSsvS9C78eI/AAAAAAAAAM4/GqbEiueB-bA/s1600/Nati%252BNino%252B6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSsvS9C78eI/AAAAAAAAAM4/GqbEiueB-bA/s320/Nati%252BNino%252B6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560590167590040034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(da sn: Natalia Paci, Nino Contiliano, Valerio Cuccaroni, Davide Nota, Davide Gariti, Beppe Costa, Matteo Fantuzzi, Fabio Orecchini)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NELLA SECONDA ASSEMBLEA NAZIONALE DI CALPESTARE L'OBLIO&lt;br /&gt;POETI, GIORNALISTI, STUDENTI, SINDACATI, PARTITI &lt;br /&gt;GIUNTI DA TUTTA ITALIA PROPONGONO&lt;br /&gt;UN OSSERVATORIO SULLA QUESTIONE CULTURALE ITALIANA&lt;br /&gt;UN REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE GELMINI&lt;br /&gt;E CHIEDONO UN INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUNEDì 10 GENNAIO “CALPESTARE L'OBLIO” A TG3 LINEA NOTTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA – Sabato 8 gennaio 2011, in un affollatissimo locale del quartiere San Lorenzo, il Beba Do Samba, si è tenuta, di fronte a una platea di oltre 200 persone, la seconda Assemblea nazionale di “Calpestare l'oblio”, a cui hanno preso parte poeti giunti da tutta Italia, giornalisti come Pietro Spataro (vice-direttore dell'Unità), Angelo Mastrandrea (vice-direttore del Manifesto), Donatella Coccoli (direttore di Left-Avvenimenti), i collettivi universitari “Abbiamo fame di cultura” (Studi Orientali), Coordinamento K5, la rete di collettivi auto-organizzati “Ateneinrivolta”, i registi Beppe Gaudino e Isabella Sandri, Cristian Sesena (CGIL), Matteo Orfini (responsabile culturale del PD), Stefania Brai (responsabile culturale PRC), Danilo Borrelli (Giovani Comunisti), i rappresentanti del movimento dei lavoratori dello spettacolo MOVEM09 e del Network delle facoltà ribelli UNIRIOT; in video l'intervento di Nichi Vendola (per vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=nDaVg6FChb8)- &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nato come opera poetica di impegno civile nel novembre 2009, capace di attirare l'attenzione non solo degli addetti ai lavori ma dei maggiori media nazionali, dall'8 gennaio 2010 “Calpestare l'oblio” si è auto-organizzato in un vasto movimento spontaneo di rivolta generale contro quello che i promotori hanno definito il “trentennio dell'interruzione culturale” e della “rimozione della coscienza critica”.&lt;br /&gt;A un anno di distanza, dopo  una serie di iniziative tenute in tutta Italia, i curatori del progetto Davide Nota (rivista La Gru), Fabio Orecchini (rivista Argo e Beba Do Samba) e Valerio Cuccaroni (rivista Argo) hanno cercato di tirare le fila e, al termine di oltre quattro ore di discussione ininterrotta, l'Assemblea si è accordata su alcuni punti chiave:&lt;br /&gt; unire le lotte di studenti, ricercatori, precari della scuola, operatori del mondo dello spettacolo, giornalisti, metalmeccanici;&lt;br /&gt; promuovere un'arte “contaminata”, ovvero un'arte che non solo racconti il presente, ma cammini nel presente e lotti per un futuro migliore;&lt;br /&gt; istituire un osservatorio sulla questione culturale italiana, un luogo aperto di incontro per una pluralità gravida di domande e orfana di risposte: scrittori e piccoli editori, attori registi e produttori, teatranti, artisti e operatori culturali in genere, studenti, ricercatori e insegnanti; &lt;br /&gt; promuovere un referendum abrogativo della Legge Gelmini, da associare a quello sull'Acqua e sul collegato lavoro, convocando tutti i partiti del centro-sinistra attorno a un tavolo comune per discutere e raticare;&lt;br /&gt; chiedere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di accompagnare le dichiarazioni sull'emergenza giovani con concrete sollecitazioni al Governo di centro-destra perché attinga i fondi necessari alla cultura dall'evasione fiscale, affinché non venga lasciato quest'onore solo e sempre al centro-sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata è continuata con le letture dei poeti di “Calpestare l'oblio” e altri che hanno aderito spontaneamente al progetto, i concerti del gruppo Pane e del fondatore del Canzoniere del Lazio Piero Brega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 10 gennaio l'opera e il progetto “Calpestare l'oblio” verranno presentati in diretta su TG3 LINEA NOTTE da Valerio Cuccaroni, curatore della Collana Argo e autore dell'introduzione all'opera “Calpestare l'oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana” (Cattedrale, Coll. Argo, 2010). L'introduzione riprende e aggiorna un articolo, tradotto in francese e pubblicato a marzo 2010 dal mensile parigino Le Monde diplomatique nel proprio blog Le lac des signes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROSSIMI APPUNTAMENTI&lt;br /&gt;I poeti in rivolta di “Calpestare l'oblio” torneranno a riunirsi e incontrare la cittadinanza:&lt;br /&gt;Sabato 22 gennaio, ore 18, Libreria Rinascita, Ascoli Piceno&lt;br /&gt;Venerdì 11 febbraio, ore 21, Bartleby, Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno aderito a “Calpestare l'oblio”, finora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i giornalisti e intellettuali: Angela Azzaro (Gli Altri), Leonardo Bonetti, Tonino Bucci (Liberazione), Donatella Coccoli (Left), Geraldina Colotti - Tommaso Di Francesco - Pietro Ingrao - Angelo Mastrandrea (il manifesto),  Manuel Cohen, Furio Colombo (Il Fatto quotidiano), Enrico Ghezzi (Rai), Michele Arcangelo Firinu, Elio Matarazzo, Giovanna Nuvoletti (Rolling Stone), Simone Oggionni, Giancarlo Rossi (Rai Radio 1), Luigi Alberto Sanchi, Isabella Sandri, Pietro Spataro (l’Unità), Tommaso Ottonieri;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli artisti: Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella, Jakob De Chirico, Beppe e Isabella Gaudino (movimento dei lavoratori dello spettacolo MOVEM09);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le riviste, web-zine e blog: Absoluteville, Argo, Blanc de ta nuque, Bollettario, Farepoesia, La Gru, Metromorfosi Infocritica, Micromega, Poesia2puntozero, Post it, Il primo amore, Versodove;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le associazioni: Agave, Aidoru/Teatro Valdoca, Anpi, Arcipelago scec, Azimut onlus, Casa delle culture di Ancona, Donne dasud, Gasper Roma, Iodonna, Istituto Storia Marche, Licenze poetiche, Meddletv, Milanocosa, Osservatorio nazionale amianto, Svolta a sinistra, Zuccherificio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i collettivi universitari: Abbiamo fame di cultura, Ateneinrivolta, Collettivo Lettere Filosofia Firenze, Coordinamento K5, Assemblea Scienze politiche Romatre, Uniriot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli editori: Fara editore, Pellicanolibri, Polimata, Senzapatria, Zona;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i comuni: Ancona e Grottammare e la provincia di Ancona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i sindacati: Cgil, Cobas;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i politici: Danilo Borrelli (Giovani Comunisti), Stefania Brai (PRC), Matteo Orfini (PD), Nichi Vendola (SEL);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i poeti e scrittori: i co-autori di “Calpestare l’oblio” Francesco Accattoli, Annelisa Addolorato, Nadia Agustoni, Fabiano Alborghetti, Augusto Amabili, Viola Amarelli, Antonella Anedda, Gian Maria Annovi, Danni Antonello, Luca Ariano, Roberto Bacchetta, Martino Baldi, Nanni Balestrini, Maria Carla Baroni, Vittoria Bartolucci, Alberto Bellocchio, Luca Benassi, Alberto Bertoni, Gabriella Bianchi, Marco Bini, Brunella Bruschi, Franco Buffoni, Michele Caccamo, Maria Grazia Calandrone, Carlo Carabba, Nadia Cavalera, Enrico Cerquiglini, Antonino Contiliano, Beppe Costa, Andrea Cramarossa, Walter Cremonte, Maurizio Cucchi, Gianluca D’Andrea, Roberto Dall’Olio, Gianni D’Elia, Daniele De Angelis, Francesco De Girolamo, Vera Lùcia De Oliveira, Eugenio De Signoribus, Nino De Vita, Luigi Di Ruscio, Marco Di Salvatore, Alba Donati, Stefano Donno, Fabrizio Falconi, Matteo Fantuzzi, Anna Maria Farabbi, Angelo Ferrante, Loris Ferri, Fabio Franzin, Tiziano Fratus, Andrea Garbin, Davide Gariti, Massimo Gezzi, Maria Elisa Giocondo, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Raimondo Iemma, Andrea Inglese, Giulia Laurenzi, Maria Lenti, Bianca Madeccia, Maria Grazia Maiorino, Francesca Mannocchi, Giulio Marzaioli, Emiliano Michelini, Guido Monti, Silvia Monti, Davide Morelli, Renata Morresi, Giovanni Nadiani, Davide Nota, Opiemme (laboratorio), Fabio Orecchini, Claudio Orlandi, Natalia Paci, Adriano Padua, Susanna Parigi, Fabio Giovanni Pasquarella, Giovanni Peli, Enrico Piergallini, Antonio Porta, Alessandro Raveggi, Rossella Renzi, Roberto Roversi, Lina Salvi, Stefano Sanchini, Flavio Santi, Lucilio Santoni, Giuliano Scabia, Francesco Scarabicchi, Alessandro Seri, Marco Simonelli, Enrico Maria Simoniello, Giancarlo Sissa, Luigi Socci, Alfredo Sorani, Pietro Spataro, Roberta Tarquini, Rossella Tempesta, Enrico Testa, Fabio Teti, Emiliano Tolve, Adam Vaccaro, Antonella Ventura, Lello Voce, Matteo Zattoni + Leonardo Bonetti, Dina Basso, Tiziana Cera Rosco, Massimiliano Chiamenti, David Colantoni, Azzurra D’Agostino, Sara Davidovics, Marco Di Paquale, Chiara Daino, Alessandro Giammei, Mario Lunetta, Michele Ortore, Luisa Pianzola, Schiavone Ivan, Christian Tito, Cristian Sesena, Jonata Sabbioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con preghiera di diffusione, pubblicazione e partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Calpestare l'oblio” è a cura di:&lt;br /&gt;Davide Nota - Rivista “La Gru” 327 6948405&lt;br /&gt;Fabio Orecchini - Ass.Cult. “Beba do Samba” 339 6374741&lt;br /&gt;Valerio Cuccaroni - Rivista “Argo” 335 1099665&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-1541164993825129534?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/1541164993825129534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=1541164993825129534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1541164993825129534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1541164993825129534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/01/un-osservatorio-sulla-questione.html' title='UN OSSERVATORIO SULLA QUESTIONE CULTURALE ITALIANA'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSsvS9C78eI/AAAAAAAAAM4/GqbEiueB-bA/s72-c/Nati%252BNino%252B6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-7023897034672390247</id><published>2011-01-10T07:57:00.000-08:00</published><updated>2011-01-10T08:01:38.299-08:00</updated><title type='text'>Il seme e la lotta dei poeti di "Calpestare l'oblio"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSstW5RflMI/AAAAAAAAAMo/5joQW_glX9w/s1600/Nati%252BNino%252B6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSstW5RflMI/AAAAAAAAAMo/5joQW_glX9w/s320/Nati%252BNino%252B6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560588036273575106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da sn: Natalia Paci, Nino Contiliano, Valerio Cuccaroni, Davide Nota, Davide Gariti, Beppe Costa, Matteo Fantuzzi, Fabio Orecchini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Documento d’apertura della Seconda assemblea nazionale di Calpestare l’oblio “Beba do Samba” (Roma, 8 gennaio 201)&lt;br /&gt;(letto a cura di Davide Nota)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come mai gli studenti in rivolta non condividono la rivolta dei poeti e i poeti ignorano i contenuti delle assemblee degli atenei?&lt;br /&gt;Per quale motivo il mondo del giornalismo non ha a cuore la sorte degli scrittori esiliati dalla società italiana e viceversa?&lt;br /&gt;Perché le voci dei lavoratori precari dell’istruzione non si intrecciano con le armonie dei nuovi musicisti o con le riflessioni dei nuovi intellettuali costretti alla fuga?&lt;br /&gt;Come mai ogni ambito della cultura della società italiana vive in questa forma di separazione la propria crisi e il proprio dissidio nei confronti dell’ideologia nazionale più ignorante ed arrogante d’Europa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calpestare l’oblio, che al di là del pretesto antologico dei cento poeti uniti contro la rimozione della memoria repubblicana si è da tempo auto-sviluppato nelle forme di un vasto movimento spontaneo di rivolta generale contro quello che abbiamo definito il trentennio della interruzione culturale e della rimozione della coscienza critica, poetica ed artistica dai media italiani, vuole dire che una vasta e crescente porzione generazionale non intende più rassegnarsi al silenzio di fronte alla desertificazione culturale del proprio Paese, desertificazione che se può essere definita sinteticamente “berlusconismo” più propriamente è la storia di trent’anni di vita nazionale, un trentennio battezzato nel 1978 con la fondazione di Telemilano cavo e da cui, con non pochi silenzi o assensi anche a sinistra, ha avuto inizio quel progetto malato di pacificazione ed unificazione nazionale fondato sulla lobotomia di massa e sulla pedagogia mediatica del disimpegno, del disinteresse, dell’indifferenza ed infine del più volgare cinismo, di cui viviamo oggi le più desolanti ed evidenti conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’antropologia nazionale fondata sul dogma del disincanto, sulla solitudine di massa e su un individualismo senza individualità, in cui i canoni pur necessari e ineludibili della società liquida e postmoderna sono stati imbrigliati e incanalati in una delle più spaventose operazioni coatte, e cioè progettuali, di devastazione delle coscienze, della memoria, della percezione stessa della dimensione temporale e di omologazione attorno ad un unico ed uniforme inconscio collettivo rappresentato dallo spettacolo televisivo italiano, che ha plasmato nel corso dei decenni a propria immagine e somiglianza un’intera comunità smarrita e trainata nella più greve regressione culturale e antropologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che abbiamo definito in quest’anno di lotta come “ideologia della separazione” (tra ruoli sociali, ambienti, generi, individui) è riuscita nel silenzio generalizzato a radicarsi nel Dna di quel corpo sano che era stato, dalla Resistenza contro il fascismo alla simbolica morte di Pasolini, un autentico coordinamento plurale di produzioni e diffusione di culture, sensibilità e coscienze come presagio e presentimento di un Paese da costruire nell’alleanza e nel continuo scambio tra fermento artistico, vivacità giornalistica, approfondimento scolastico e ricerca universitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre ambiti che come saprete abbiamo oggi convocato sono in rappresentanza, ancora necessariamente simbolica e non scientifica, del mondo dell’arte (la produzione di opere), il mondo degli studi universitari e il mondo del giornalismo culturale legato a quella porzione di visione politica che dovrebbe avere a cuore un’idea alternativa di società e di sviluppo, fondati sulla partecipazione democratica alla cosa pubblica e sullo sviluppo delle opportunità di conoscenza e diffusione culturale.&lt;br /&gt;Ad oggi, come risulta evidente, questi tre ambienti vivono e svolgono i propri percorsi come monadi separate, persino quando le loro intenzioni di lotta convergerebbero naturalmente verso uno stesso obiettivo che è il superamento del pantano storico nazionale. &lt;br /&gt;Sono qui presenti Pietro Spataro, vicedirettore de L’Unità, Donatella Coccoli, direttrice di Left - Avvenimenti, che hanno già seguito e condiviso dallo scorso anno la nostra campagna, Angelo Mastrandrea, vicedirettore de Il manifesto, Il fatto quotidiano, Liberazione e Gli altri.&lt;br /&gt;Abbiamo inoltre invitato alcuni referenti culturali del mondo politico per metterli al corrente delle nostre riflessioni. Sono qui presenti Matteo Orfini del Partito democratico e Stefania Brai di Rifondazione comunista, mentre per SEL proietteremo un breve saluto di Nichi Vendola che oggi è all’estero ma che avrà presto sotto mano i documenti che seguiranno l’assemblea.&lt;br /&gt;Sono inoltre presenti alcuni sindacalisti della Cgil nazionale e dei Cobas, oltre che numerosi altri ospiti che presenteremo nel corso dell’assemblea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assemblea sarà videoripresa da alcuni giovani registi della Scuola di Cinema ACT di Cinecittà, che nei prossimi mesi ne faranno un documentario sulla rivolta dei poeti, sul movimento studentesco e sulle lotte sindacali in atto contro il ricatto dei grandi patrimoni economici nei confronti degli individui inermi in quanto separati, documentario che sarà poi capillarmente diffuso sul web e in tutte le città d’Italia per amplificare in tutte le sue forme e potenzialità il portato di questa campagna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando alla questione culturale, e nello specifico poetica, dovremmo forse chiederci il motivo per cui una comunità - anche a sinistra - non ha ritenuto più necessario tramandarsi una educazione e sensibilità che in definitiva è la capacità di condividere una visione complessiva e collegata dei fenomeni del mondo, per cui anche un sonetto paesaggistico parla di una visione del mondo, delle relazioni e della coscienza che un individuo storico ha di sé. Quanto avviene nel testo è sempre un modo di pensare e di interpretare un contesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E una società, o meglio, un intreccio di poteri che ha dominato nell’ultimo trentennio la società italiana fondando il proprio controllo sociale sulla disgregazione degli individui e sulla separazione coatta dei fenomeni per cui tutto il reale apparisse arbitrariamente preesistente, inconoscibile ed irremovibile, non poteva che essere radicalmente e naturalmente nemico della poesia, così come è stato inconsciamente nemico di ogni spazio di riflessione e di socializzazione non traducibile in rendiconto immediatamente spendibile e strumentalizzabile, spazio che infatti il potere italiano ha rimosso prima dalla comunicazione e poi dalla società reale. Questo è l’oblio che intendiamo calpestare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calpestare l’oblio, che come appare chiaro non è più soltanto un libro ma è un movimento culturale libero, spontaneo ed eterogeneo, rilancia a partire da questo momento la costituzione di un osservatorio, aperto e plurale, sulla questione culturale italiana.&lt;br /&gt;È prematuro discutere ora delle forme e delle periodicità che tale strumento potrebbe assumere ma è importante iniziare a pensarlo come una prospettiva necessaria: le tavole rotonde della sinistra culturale e l’officina del pensiero critico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un luogo aperto e di incontro per una pluralità sempre più gravida di domande ed orfana di risposte: scrittori schiacciati dalla censura editoriale sulla qualità e dall’indifferenza dei media, editori massacrati da processi monopolistici di distribuzione e vendita, studenti e ricercatori accerchiati da ogni lato, da una politica di tagli e sfruttamento intensivo del precariato ma anche, e non può essere taciuto a sinistra, da baronati feudali che esistono, che sono pressoché la norma del lobbismo localistico italiano e che non devono essere più accettati.&lt;br /&gt;Antropologia feudale che talvolta si riscontra persino in parte della stampa da noi considerata amica, non sempre in grado di riconoscere una nuova opera di valore, un nuovo fenomeno, una problematica centrale nel dibattito culturale in corso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un osservatorio nelle forme della tavola rotonda che non deve e non può tradursi in un nuovo ambiente chiuso di nuove amicizie riservate ma in un libero, aperto e partecipabile cantiere.&lt;br /&gt;Se vogliamo un’alternativa sincera ad un’epoca storico-politica fondata sull’abolizione del pensiero e sulla repressione della cultura, dobbiamo dare inizio ad un nuovo fondamento e ritrovare uniti un luogo, reale e metaforico, mentale e fisico, di unità e discussione, di condivisione e confronto, anche di scontro purché di crescita.&lt;br /&gt;Considerarci tutti quanti come un’unica grande questione aperta: la questione culturale italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è solo un seme, che oggi lasciamo al vento nelle forme della parola. Buona assemblea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-7023897034672390247?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/7023897034672390247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=7023897034672390247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7023897034672390247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7023897034672390247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/01/il-seme-e-la-lotta-dei-poeti-di.html' title='Il seme e la lotta dei poeti di &quot;Calpestare l&apos;oblio&quot;'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSstW5RflMI/AAAAAAAAAMo/5joQW_glX9w/s72-c/Nati%252BNino%252B6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-9137251994863994373</id><published>2011-01-03T04:37:00.001-08:00</published><updated>2011-01-03T10:55:33.412-08:00</updated><title type='text'>ASSEMBLEA NAZIONALE dei POETI a Roma</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSIbma7_OhI/AAAAAAAAAMg/1rM6qD36eAA/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 271px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSIbma7_OhI/AAAAAAAAAMg/1rM6qD36eAA/s320/3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558035237008521746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA QUESTIONE CULTURALE ITALIANA&lt;br /&gt;NELLA II ASSEMBLEA NAZIONALE DI “CALPESTARE L'OBLIO”&lt;br /&gt;SABATO 8 GENNAIO Ahttp://www.blogger.com/img/blank.gif ROMA&lt;br /&gt;CON UN CENTINAIO DI POETI E ARTISTI DA TUTTA ITALIA, QUOTIDIANI E RAPPRESENTANTI DELLA SINISTRA, SINDACATI,  RIVISTE, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTO STUDENTESCO&lt;br /&gt;E UN VIDEO-INTERVENTO DI NICHI VENDOLA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 8 gennaio 2011, alle ore 17 presso la sede dell’Associazione culturale “Beba do samba” di Roma, in Via de’ Messapi n.8 (quartiere San Lorenzo), si svolgerà la Seconda assemblea nazionale di “Calpestare l’oblio”, indetta dall'Associazione “Beba do Samba” (www.bebadosamba.it) e dalle riviste La Gru (www.lagru.org) e Argo (www.argonline.it).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Calpestare l’oblio” è un grande progetto poetico e culturale che dalla piattaforma del web si è tradotto tra il 2009 e il 2010 in un'opera in formato e-book, che ha scatenato un acceso dibattito sulle principali testate giornalistiche italiane (L’Unità, Left, MicroMega, Gli altri, Il Corriere della Sera, Il Giornale, Libero, Il Foglio, Il manifesto, Radio3, Radio24), ed in una prima Assemblea nazionale dei poeti, che si è tenuta l’8 gennaio del 2010 al Beba do Samba di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della presentazione della versione cartacea dell’antologia “Calpestare l’oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana” (Argo - Cattedrale, 2010), il coordinamento dei poeti in rivolta indice una Seconda assemblea di “Calpestare l’oblio” per fare il punto sulla drammatica questione culturale in Italia, mettendo in dialogo il mondo dell’arte e della poesia, del giornalismo culturale e del sapere universitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come mai gli studenti in rivolta non conoscono la rivolta dei poeti e i poeti non frequentano le assemblee degli atenei?&lt;br /&gt;Per quale motivo i giornalisti non hanno a cuore la sorte degli scrittori esiliati dalla società italiana e viceversa?&lt;br /&gt;Perché le voci dei lavoratori precari dell’istruzione non si intrecciano con le armonie dei nuovi musicisti o con le riflessioni dei nuovi intellettuali costretti all’esilio?&lt;br /&gt;Come mai ogni ambito della cultura della società italiana vive in questa forma di separazione la propria crisi e il proprio dissidio nei confronti dell’ideologia nazionale più ignorante ed arrogante d'Europa?&lt;br /&gt;Proveremo l’8 gennaio, durante la seconda Assemblea nazionale di “Calpestare l’oblio”, a ricomporre i pezzi di questo mosaico discutendo tutti assieme de “La questione culturale italiana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saranno presenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pietro Spataro - Vicedirettore de “L’Unità”&lt;br /&gt;Donatella Coccoli - Direttrice di “Left”&lt;br /&gt;Tonino Bucci - Responsabile culturale di “Liberazione”&lt;br /&gt;Malcolm Pagani - Il Fatto Quotidiano&lt;br /&gt;Angela Azzaro e Andrea Colombo - Gli Altri&lt;br /&gt;Tommaso Di Francesco e Geraldina Colotti- Il manifesto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo Orfini - Responsabile cultura del PD&lt;br /&gt;Stefania Brai - Responsabile cultura del PRC&lt;br /&gt;Responsabili culturali di SEL&lt;br /&gt;Video-intervento di Nichi Vendola per “Calpestare l’oblio”&lt;br /&gt;Rappresentanti culturali dei Giovani comunisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rappresentanti del movimento studentesco ed universitario (Ateneinrivolta, Coordinamento K5 Studi orientali, Abbiamo fame di cultura, ESC autogestito, Scienze politiche RomaTre) e dei sindacati (Cobas, Cgil).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assemblea sarà libera e nelle forme della democrazia partecipativa. Chiunque vorrà intervenire avrà diritto di parola.&lt;br /&gt;L’intera assemblea sarà video-documentata da MeddleTv e da alcuni giovani registi della Scuola di Cinema ACT di Cinecittà, che ne faranno nei prossimi mesi un documentario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mondo della cultura, della letteratura e della poesia contemporanea hanno aderito, da Palermo a Milano, centinaia di singoli poeti e scrittori, associazioni, editori e redazioni di riviste, registi ed artisti, fra cui&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; le riviste, web-zine e blog: Absoluteville, Versodove, Blanc de ta nuque, Metromorfosi Infocritica, Post it, Il primo amore, Bollettario e altre;&lt;br /&gt; le associazioni: Zuccherificio, Milanocosa, Aidoru/Valdoca, Iodonna, Donne dasud, Svolta a sinistra, Osservatorio nazionale amianto, Azimut onlus, Gasper Roma, Arcipelago scec, Licenze poetiche, Meddletv e altre;&lt;br /&gt; gli editori: Pellicanolibri, Zona, Fara editore, Senzapatria, Polimata e altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle 17 alle 20 Assemblea pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle 20 alle 21.30 Cena sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle 21.30 alle 22.30 Letture dei Poeti in rivolta: presentazione della versione cartacea definitiva dell’antologia “Calpestare l'oblio” (Cattedrale, collana Argo, 2010). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle 22.30 Concerti: PANE e il fondatore del Canzoniere del Lazio PIERO BREGA. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con preghiera di diffusione, pubblicazione e partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evento a cura di:&lt;br /&gt;Davide Nota - Rivista “La Gru”&lt;br /&gt;Fabio Orecchini - Ass.Cult. “Beba do Samba”&lt;br /&gt;Valerio Cuccaroni - Rivista “Argo”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-9137251994863994373?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/9137251994863994373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=9137251994863994373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/9137251994863994373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/9137251994863994373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2011/01/assemblea-nazionale-dei-poeti-roma.html' title='ASSEMBLEA NAZIONALE dei POETI a Roma'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TSIbma7_OhI/AAAAAAAAAMg/1rM6qD36eAA/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-7439547738133777518</id><published>2010-12-23T01:24:00.000-08:00</published><updated>2010-12-23T01:27:23.906-08:00</updated><title type='text'>La poesia “impura” politica al "Beba do Samba"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TRMV8SlHzOI/AAAAAAAAAMU/eR2g44vDQeU/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 271px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TRMV8SlHzOI/AAAAAAAAAMU/eR2g44vDQeU/s320/3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553806891001826530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La poesia “impura” politica di “Calpestare l’oblio” in assemblea&lt;br /&gt; “Beba do Samba” (Roma)- 8 gennaio 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Giacomo Cuttone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’8 gennaio 2011, i 100 poeti (A. Contiliano, R. Roversi, G. D’Elia, N. Paci, M. Cucchi, B. Costa, N. Cavalera, N. Balestrini, L. Voce, N. De Vita, L. Socci, D. Nota, F. Orecchini, M. Lenti…) di “Calpestare l’oblio” si riuniranno di nuovo al “Beba do Samba” di Roma per presentare il volume nella sua edizione (seconda) cartacea. L’opera, ora, esce infatti per  i tipi  di Cattedrale/Argo (in collaborazione con l’Associazione Nie Wiem). La prima presentazione (e prima edizione dei 100 poeti), nella forma dell’e-book, è stata l’8 gennaio 2010 (sempre al “Beba do Samba”). &lt;br /&gt;La seconda presentazione (come un anniversario) sarà anche, e ancora,  l’occasione per discutere del degrado dell’attuale sistema-mondo e dei personaggi, a dir poco di bassa lega o corta statura, che lo amministrano. In Italia sicuramente governano per aumentare il Pil dello sfascio privatistico, della disoccupazione giovanile, dell’impoverimento e dei “sans”: i senza diritti, senza casa, senza lavoro, senza conflitti antagonisti, senza poesia, senza cultura e politica alternativa, etc.&lt;br /&gt;L’opera, come si sa, aveva avuto una prima  edizione (elettronica) in formato e-book. I curatori sono stati Davide Nota, Fabio Orecchini e il portale di poesia “La Gru” in collaborazione con “Argo”, “L’Unità”, “Left”. Oggi, il volume, nella sua elegante  edizione cartacea, oltre alla nota “Un piccolo miracolo laico” di Luig-Alberto Sanchi, porta anche una nota introduttiva di Valerio Cuccaroni.&lt;br /&gt;La costante, degna di nota, è che questi cento poeti (diversi per stile e linguaggio, ma uniti nel rispetto della Costituzione italiana e dei valori della resistenza antifascista)  hanno suscitato un vespaio di interventi. Non sono mancate le polemiche insulse e le invettive per il taglio antisistema  del libro ad opera della famiglia di berlusconia. I testi dei poeti, infatti, non evitano né le prese di posizione “anti”, né gli scogli del pensiero critico. Del resto nessun ignora che il regime del berlusconismo, una delle più fedeli esecuzioni della bieca modernizzazione liberista di classe, e la sua banda di suonatori d’organetto, non amano né i dissensi, né la democrazia repubblicana antifascista.&lt;br /&gt;Strano, però, è che personaggi come Adriano Sofri si trovino, a quanto pare, sulla stessa corsia che insegue il misconoscimento o la sottrazione di valore politico-culturale critico all’operato degli autori di “Calpestare l’oblio”. &lt;br /&gt;Sì che, a questo punto, ci piace riportare la risposta, dal titolo “Quei poeti giù dal tetto che scotta. Una risposta ad Adriano Sofri”, dei curatori dell’opera (Davide Nota e Fabio Orecchini):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; «Stavo bello e bravo sul tetto del mio palazzo / quando all’improvviso sei arrivata a scacciarmi con una stecca da biliardo / come fossi uno scarafaggio urlandomi che sono un buono a nulla.». &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Sono i versi di un poeta italiano, nato nel 1974 e che dal tetto del proprio palazzo si è lanciato lo scorso anno, in volo contro il mondo, salutando per sempre la vita e l’Italia.&lt;br /&gt;Ci ha lasciato due importanti libri e tasselli essenziali di quella che sarà considerata la generazione dei poeti italiani del primo decennio del Duemila, che Adriano Sofri non conosce né leggerà, limitandosi a pontificare su “La Repubblica” su ciò che ignora, come se l’oblio dello spettacolo e dei media nei confronti del genere poetico possa essere considerato una forma di realtà, almeno quanto la sua adiacenza intellettuale alla rappresentazione ufficiale della comunicazione un atto di cultura e non di conformismo (il riferimento è tutto all’articolo “Quei ragazzi sul tetto di un Paese senza poeti” pubblicato su “La Repubblica” del 27 novembre 2010).&lt;br /&gt;Nel gennaio del 2010 cento poeti italiani si sono uniti in assemblea confluendo nella più importante e diffusa opera di poesia civile in Italia per “Calpestare l’oblio” di un Paese senza memoria storica, cultura democratica e progettualità comune.&lt;br /&gt;Hanno contestato l’esilio della poesia e dell’arte dal dibattito pubblico e interdisciplinare, denunciando la gravità della questione culturale in Italia ed anche nel piccolo ambiente del giornalismo della sinistra, dove la confusione tra i concetti di arte e spettacolo, cultura e salottino, continua a regnare sovrana.&lt;br /&gt;Molti giornali italiani ospitarono, diedero voce, applaudirono o dileggiarono il caso dei “Poeti in rivolta”. Alcuni manifestanti alzarono addirittura i loro versi scritti su alcuni cartelloni durante il No-B Day di Roma, come testimoniato dal quotidiano “L’Unità”.&lt;br /&gt;Viaggiando a proprie spese da tutt’Italia, i cento poeti si unirono in assemblea autogestita nel quartiere romano di San Lorenzo, assieme a studenti e lavoratori precari.&lt;br /&gt;Dove guardava Adriano Sofri, in quei giorni?&lt;br /&gt;Proprio lui che se solo avesse voluto avrebbe potuto rendere quell’onda spontanea di rivolta culturale e poetica una questione di urgenza politica e programmatica per l’intera Italia e la sinistra da rifare?&lt;br /&gt;I poeti erano lì, giù dal tetto, perché i tetti non sono l'unico luogo per incontrarsi e far sentire la propria voce, caro Adriano Sofri, ma con gli occhi fissi ai tetti, ai tetti di percolato delle discariche campane, ai tetti distrutti dell'Aquila, ai tetti di amianto delle fabbriche dismesse, ai tetti di vergogna dei centri di detenzione sparsi per l'Italia e delle scuole fatiscenti o ridotte a baronati e feudi impenetrabili.&lt;br /&gt;I poeti è bene che stiano giù dai tetti, come dalle torri, che stiano per le strade, tra la gente, che osservino e diano voce a chi voce non ce l'ha.&lt;br /&gt;Questi stessi poeti, e questa volta speriamo anche qualche rappresentante del quotidiano su cui scrive, si rivedranno sabato 8 gennaio 2011, dalle ore 17, presso la sede dell’Associazione culturale “Beba do Samba” di San Lorenzo, per la seconda Assemblea nazionale di “Calpestare l’oblio”, in cui tutte le anime critiche di questo paese saranno chiamate ad intervenire, a confrontarsi, ad analizzare la situazione sociale, culturale e politica di questo avvilente momento storico, discutendo proprio dell'esclusione del Poeta, anima del dissenso, della memoria e del mutamento, dagli ambiti cruciali della cultura e della comunicazione italiane.&lt;br /&gt;E sarà forse questo il modo migliore per ricordare assieme non la morte ma la vita, la poesia e le speranze di Elsa Morante, che continuano a scintillare da questi tetti grigi e cadenti d’Italia”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-7439547738133777518?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/7439547738133777518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=7439547738133777518' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7439547738133777518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7439547738133777518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/12/la-poesia-impura-politica-al-beba-do.html' title='La poesia “impura” politica al &quot;Beba do Samba&quot;'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TRMV8SlHzOI/AAAAAAAAAMU/eR2g44vDQeU/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-58522722367704070</id><published>2010-12-01T09:14:00.000-08:00</published><updated>2010-12-01T09:26:02.266-08:00</updated><title type='text'>Sulla scrittura poetica di  Nino  Contiliano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TPaE6eUyaCI/AAAAAAAAAME/ETAxlBC-Ck0/s1600/L.M.N.G.2"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TPaE6eUyaCI/AAAAAAAAAME/ETAxlBC-Ck0/s320/L.M.N.G.2" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545766131260876834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TPaDwJ80iII/AAAAAAAAAL8/SFqLpp0dwX8/s1600/Contiliano_19nov2010_01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TPaDwJ80iII/AAAAAAAAAL8/SFqLpp0dwX8/s320/Contiliano_19nov2010_01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545764854481324162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 19 .11.2010, nella sala delle conferenze della biblioteca “Marucelliana” di Firenze, Antonino Contiliano ha presentato il suo ultimo libro di poesie Ero(S)Diade / La binaria dell’asiento, edito per i quaderni di “Collettivo R / Atahualpa, 2010”, la rivista di poesia e letteratura diretta da Luca Rosi. La presentazione dell’opera dell’autore marsalese è stata curata da Martha Canfield (Università di Firenze) e dal poeta e saggista siciliano Giovanni Commare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al poeta Contiliano, di ritorno a Marsala, chiediamo di riferirci, sinteticamente, com’è andato l’incontro; se Ero(S)Diade / La binaria dell’asiento ha ricevuto altre testimonianze (oltre quella già da noi pubblicata di Maria Patrizia Allotta nei giorni scorsi); se ha in corso qualche altra pubblicazione in proprio o antologica; se ci può dire quale motivazione l’ha portato a scrivere (non molto tempo fa il nostro giornale ha ospitato due articoli) sulla pittura di Toti Lombardo e di Giacomo Cuttone.&lt;br /&gt;Le risposte:&lt;br /&gt;La presentazione è andata oltre le mie aspettative sia per il taglio critico degli interventi dei due relatori, sia per l’attenzione qualificata del pubblico. L’avvio è stato dato dal poeta L. Rosi.  Rosi ha ricordato i vecchi legami che fin dalla fine degli anni Settanta (del secolo scorso) in poi hanno tenuto Contiliano vicino al gruppo dei poeti fiorentini dell’impegno e della sperimentazione di quegli anni, e di come la rivista “CollettivoR” sia stato uno dei tramiti più forti con la poesia dei siciliani dell’Antigruppo, di cui la voce di Contiliano è stata una delle più giovani e ultime. Rosi ha anche detto della partecipazione di Contiliano alle esperienze e performances culturali e poetiche dell’“Arci/Ottovolante” fiorentine negli anni Ottanta del secolo scorso;&lt;br /&gt;Giovanni Commare, percorrendo i vari testi del libro, si è intrattenuto sull’unitarietà dello stile poetico di Ero(S)Diade / La binaria dell’asiento, mettendo in rilievo il fatto che i contenuti politici ed esistenziali sono stati filtrati sia da una polifonia ritmica e sonora (accuratamente costruita facendo slittare i significanti e/o utilizzando le varie forme fono-logiche e compositive della retorica poietica), quanto da una voluta e marcata parodia allegorizzante. Un linguaggio “stravolto” e “complesso” stirato nelle sue varie offerte e fino ai gradi dell’ironia (forte e divertita) e del sarcasmo (come ha rilevato anche il poeta e critico Domenico Cara a proposito di “Tempo spaginato”, 2007);&lt;br /&gt;Martha Canfield (Università di Firenze), dopo aver chiesto al poeta la lettura diretta di “Binaria, dark, Fusibile, Centrifuga”, sofferma la sua attenzione su “Centrifuga”. Uno dei testi della raccolta che relaziona l’eros con il corpo femminile e un linguaggio insolito quanto intrigante. Ma dell’eros parla anche nei suoi nessi con la politica e la religione. Come suggerisce Ero(S)Diade), infatti, l’eros si infiltra e condiziona il corpo del sistema religione-politica. Nota, per non parlare dei nostri giorni, è la storia che ci riferisce della decapitazione del “ribelle” Giovanni Battista ordinata dal re, ma voluta da Erodiade come premio  dopo la danza erotica di Salomé. Come Giovanni Commare, anche la Canfield ha tenuto a far notare come, in questa raccolta poetica, l’eros sia anche la passione di Contiliano per/del linguaggio, e in particolare per quello della poesia; &lt;br /&gt;tra gli interventi del pubblico, quello del critico e storico della “letteratura come romanzo generale”, Stefano Lanuzza. Il Lanuzza ha parlato di neo-barocco-linguistico, una variazione proliferante che provoca riflessioni e critica, a fronte oggi di un’usura della lingua info-emotion/intrattenimento che colpisce la capacità di pensare. E l’efflorescenza verbale e semiotica ramificata che abita i versi  di Ero(S)Diade ne è la prova più evidente. Il critico ha accennato anche alla nostra attuale ricerca di poetica e di teoria che investe il soggetto nella sua soggettivazione  individuale e collettiva, e alla produzione di opere di poesia collettiva o sine nomine (già realizzate o in corso d’opera come quella on line presente in www.retididedalus.it con il nome collettivo di “Noi Rebeldìa 2010”). Ha anche fatto cenno a un neo-illuminismo come ricerca di un ponte tra sapere scientifico e poetico. Del resto Ilias Prigogine dice che la scienza è un ascolto poetico della natura e della storia.&lt;br /&gt;Per altre testimonianze, in attesa della prossima pubblicazione (Arenaria/2011) del saggio di ricerca di Marta Barbato (Università di Palermo), ricordo gli attestati di Franca Alaimo (Palermo) e Maria Attanasio (Caltagirone).&lt;br /&gt;Franca Alaimo: “Contiliano appartiene a quella schiera di scrittori che, passando ad occhi aperti sul corpo melmoso e sanguinante del reale, non smette di nutrire prossime utopie: non è forse contenuta nello stesso titolo del suo poemetto (concepito come un attraversamento  per tappe – i singoli testi titolati –  del mondo di ora e di qui ) la risposta all’ “ero diade”?&lt;br /&gt;Quella “s” incapsulata  non chiede di essere liberata dalle sue parentesi come dalle sbarre di una gabbia? E, infatti, così facendo, chi legge trova la formula magica: l’eros. Nulla di nuovo. Nulla, se non ci occupassimo del “come”, cioè  del mezzo attraverso il quale viaggiano le idee dell’autore; dei legami fra il suo stato di osservatore, realtà osservata ed il disegno complessivo della nuova mappa tracciata.&lt;br /&gt;Contiliano comincia  con il fare esplodere il mezzo usuale: la lingua, mescolando insieme la ferocia del ribelle e la tenerezza dell’innamorato che sogna l’altra lingua possibile, capace di traghettare l’umanità verso nuovi, migliori traguardi, così che nella distruzione scintillino già i semi della ri-costruzione. Contiliano afferra tutto il corpo della lingua , ammucchiandone le parti disperse, perse, obliate, le chiede golosamente al tempo ed allo spazio, includendo versi, sintagmi, titoli che rimandano a scrittori, saggi,  film,  libri e quant’altro del passato prossimo e remoto; e inoltre accogliendo termini e sintagmi d’altre lingue, specie dall’aria scientifica e mass-mediale, dell’ieri e dell’oggi.&lt;br /&gt;E’ un’operazione erotica di esplorazione della lingua caratterizzata dallo stesso ardore ed accensione dei sensi di un amante che percorre senza stancarsi il corpo della donna amata. Questo mi pare il senso di almeno metà dei testi che compongono “Ero (s) diade”, ché, in essi, inventando un nuovo modello di poesia d’amore, frangendo e sommuovendo, ma senza azzerarlo, il tono lirico, Contiliano dà voce, sì, ad una storia intima d’amore; ma, con stupore, per stupore, seguendo un suo interiore tracciato, finisce con il far coincidere  quel corpo di donna con quello stesso della poesia e della lingua, che si frastagliano e si moltiplicano in emozionate vibrazioni, salti di fantasia, insoliti congiungimenti, dialoghi e scontri: uno + uno e poi unità di due, nel tentativo di annullare i confini. E’, in definitiva, questo il suo modo di guardare il mondo; se l’altro smette di essere lontano, se si approssima fino al contatto più intimo, si torna all’unità.&lt;br /&gt;Ma è l’utopia, l’utopia! Da tenere alta, certo, soprattutto contro quella falsa ed universalmente veicolata nella gabbia del mondo sempre più intrappolato in reti telematiche, radiotelevisive, ideologiche. Quale rete mai dovette gettare Pietro per prendere tanti pesci vivi e lucenti dal lago Tiberiade che pareva del tutto inanimato! Quale rete contro l’apparenza desolata, devitalizzata?&lt;br /&gt;Per questo le maglie della rete linguistica che parlavano pure “bellamente” i farisei andavano rotte, vanno rotte, sempre! Contiliano lo fa in tutti i modi, con grandissima serietà, ma, a volte, si abbandona al gioco, si di-verte, di-verte, tentando toni diversi: l’ironico, l’umoristico, il ludico, separatamente, ma anche insieme in uno stesso testo, in una sorta di grande collage visivo-sonoro.&lt;br /&gt;Ma il lettore non deve distrarsi, perché l’autore fa il gioco, a volte, di quelli stessi che critica, come a dire che nemmeno della poesia e degli scrittori bisogna fidarsi! Attento lettore, da chi ti seduce con le parole come il serpente dell’Eden! E attento, davvero, alla poesia dell’uomo! Perché in questa poesia – lui dice sempre – si parla di te, della realtà che vivi, dei disastri dell’avidità, delle aride leggi di mercato, delle eterne disuguaglianze, di sete, di fame, di sangue, di naufragi: eccoli i nuovi martiri d’oggi! Contiliano li sceglie come compagni di viaggio del suo dire, dando loro lo spazio di copertina (l’acrilico – “Isola non è arrivo 2” – è del pittore Giacomo Cottone), dove sperano disperando tra il blu del mare, il rosso che è sangue di morte, sangue di un sole che tramonta o sorge, non si sa; e il verde di una promessa, un’isola lontana, che è la loro utopia. &lt;br /&gt;Dopotutto “la poesia e l’utopia sono in trappola?” si chiede Luca Rosi che sembra commentare con la sua poesia in quarta di copertina il libro dell’amico, a cui, appunto si rivolge. E la parola da ripetere con lui, con loro, è “presente!”, perché, infine, ciò che vuole dimostrare Contiliano è l’esserci, qui, ora, con le uniche armi a sua disposizione: ‘i versi e gli  sberleffi’.”;&lt;br /&gt;Maria Attanasio: “… grazie per Eros (d) diade, che ho letto con grande curiosità. &lt;br /&gt;Non mi aspettavo infatti una testualità così destrutturante e originale;  né la forza energetica del tuo plurilinguismo (dall’inglese al latino al francese: a volte tutti in uno stesso verso!); né una sperimentazione espressiva così ardita, variegata, attraversata da rime e consonanze, da corrosiva ironia e impegno, da invettiva e divertissement (Manet, la Moneda, ad esempio). Soprattutto espressivamente così deragliante rispetto rispetto a una poesia oggi sempre più seriosa e sentimentale (senza sentimento, però!), che spesso torna a far rimare cuore con amore, dittatura con scrittura”.&lt;br /&gt;La spinta iniziale che mi ha motivato a scrivere sulla pittura di Toti Lombardo (“L’astrazione nella pittura di Toti Lombardo”) è stata la geometria dei suoi colori e dell’ornato artistico coniugante la storia del suo percorso, le tracce rivisitate della cultura mediterranea unitamente alla florealità coniugata con la proporzione delle forme e della logica astratta, “inventio” e immaginazione pittorica sapientemente e pazientemente curata.&lt;br /&gt;Per l’opera artistica di Giacomo Cuttone, il discorso sarebbe più lungo. La sua pittura mi ha mosso e mi muove per il suo espressionismo poetico e allegorico “impegnato” (“L’espressionismo allegorico nella pittura di Giacomo Cuttone”), e perché, sintonicamente, il pittore ha sempre interpretato artisticamente i miei testi e allestito la copertina dei miei libri. Ma c’è anche una reciproca stima e consonanza sulla parola che vede (poesia) e la pittura che dice (arte). Una vecchia militanza di dissenso, di ricerca e di scavo, che attraversa l’intero suo percorso artistico, è un’altra motivazione, così come lo è anche la valenza delle sue con-figurazioni legate ai temi del “migrante” e relative incidenze culturali-politiche, e di cui “Isola non è arrivo 2” – che completa la copertina di “Ero(s)diade / La binaria dell’asiento” – è solo un esemplare. &lt;br /&gt;In ordine alle mie prossime pubblicazioni di poesia, posso anticipare che a Roma (Ediz. Fermenti, nome anche della rivista con cui collaboro ormai da anni) è in corso di stampa un corpo antologico che porta anche una sezione di miei inediti raccolti sotto il titolo di CONTROPRESENTE. Di questa piccola raccolta fa parte “Ssss…indaco a Kakanìa”, il testo dedicato agli “sfarzi” dell’estate marsalese 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(intervista a cura di Gaspare De Blasi, in "Marsala c'è - 30 nov. 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-58522722367704070?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/58522722367704070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=58522722367704070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/58522722367704070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/58522722367704070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/12/sulla-scrittura-poetica-di-nino.html' title='Sulla scrittura poetica di  Nino  Contiliano'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TPaE6eUyaCI/AAAAAAAAAME/ETAxlBC-Ck0/s72-c/L.M.N.G.2' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5889949670327262895</id><published>2010-11-25T11:23:00.000-08:00</published><updated>2010-11-25T11:27:34.695-08:00</updated><title type='text'>L’esercizio poetico di Antonino Contiliano</title><content type='html'>di Maria Patrizia Allotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   “Proprio nel mese in cui ha inizio la primavera dell’anno detto 2010 riceviamo da Antonino Contiliano un nuovo dono intitolato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ero(S)Diade / La binaria dell’asiento&lt;/span&gt; dove è possibile cogliere, ancora una volta, la delicatezza di un’anima che instancabilmente canta e invoca e la sensibilità di un spirito che inevitabilmente entusiasma e appassiona. &lt;br /&gt;  Anche in questa raccolta, come sempre, dietro quella trascinante “follia” dettata dai bizzarri sentieri lessicologici e grammaticali percorsi magistralmente dal nostro autore siciliano, ci è dato scorgere la via della “sapienza” che intimamente gli appartiene tanto da distinguerlo dai più e dai dormienti, così come pure ci è dato riconoscere l’audace trasgressione linguistica e letteraria la quale comunque, quasi misteriosamente, riconduce ogni possibile lettore al mito e alla tradizione, al valore di ogni orma fonica e al senso di ogni possibile segno verbale ma soprattutto all’importanza della scrittura e al segreto della parola liberante. &lt;br /&gt;   Opera, quella di Contiliano, dove la scienza si intreccia con la filosofia, l’immanenza si intesse con la trascendenza, il sacro organizza il profano, la ragione dipende dall’alterazione, la mente si unisce al corpo, l’indignazione genera l’amore, il divino si fonde col bello.&lt;br /&gt;  In molti versi, poi, il tempo, pare oltre che “spaginato” anche sospeso, ostruito ma straordinariamente infinito, lo spazio sbarrato, vincolato ma inspiegabilmente illimitato, il Cosmo devastato, offeso, pure sfigurato ma piacevolmente indeterminabile, l’uomo deriso, vilipeso, martoriato eppure intimamente amato. &lt;br /&gt;   Suoni, percosse e vessilli si alternano a silenzi, carezze e sogni.   &lt;br /&gt;   Una eterna Diade, insomma, che bene si muove, tra teoria e prassi, sistema e azione, ideologia e impegno, tradizione ed innovazione insieme. &lt;br /&gt;  E certamente sono “i deliri silenziosi dei corpi al vento”, le “fusioni e dispersioni d’orrori”, l’ “infinito massacro dei poveri”, l’estenuante “battito dei morti”, ma anche le troppe “zattere alla deriva”, l’insopportabile “fame flessibile”, “i vestiti precari e cari” o l’offensivo “rosso mare di sangue” che lo portano a gridare con forza come “non è più tempo di chiedere esigere è tempo” perché “un altro mondo possibile è”; così come pure è il “macello ininterrotto”, “la libertà che langue”, “una chiesa così e così sia” e ancora  “l’amore in affitto…, la giustizia a frittelle e i tribunali a panelleeeee”, ma anche “il giro di bordelli e una vita da brandelli”, il “lavoro precario, mangio saltuario mi innamoro a orario” che lo fanno sentire “così accosciato così dissociato così sospeso così sorpreso” ma anche  “così “flessibile come un fusibile”. &lt;br /&gt;   Appare un monito il suo dettato lirico, una esortazione il suo impegno profetico, un esempio la sua nobiltà, soprattutto quando, forse esausto ma non rassegnato, piegato ma combattente, intrepidamente proferisce ancora di quella “coscienza che flotta nel deserto”, di quelle “pieghe che non spieghi” e di quella “vita per tutti non è di tutti”.  &lt;br /&gt; Ed è bello pensare che quel vecchio sempre giovane che già “si era perso nello sguardo” possa rimanere convinto che “il tempo non suona due volte, mai la stessa canzone di vento e cielo” e che “dentro non si muore una volta sola” così da poter entusiasticamente cogliere e poi cantare “il profumo fra le rovine”, “il vulcano delle delizie alla marea” e  il “delirio in amore” … che incanta.&lt;br /&gt;   Rabbia e collera nelle sue parole, esercizio entronautico e spirituale nei suoi versi, sofferto amore e pace del sogno del lucido delirio nella sua filosofia”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5889949670327262895?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5889949670327262895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5889949670327262895' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5889949670327262895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5889949670327262895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/11/lesercizio-poetico-di-antonino.html' title='L’esercizio poetico di Antonino Contiliano'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-4827432547264997318</id><published>2010-10-23T12:32:00.000-07:00</published><updated>2010-11-02T09:05:52.858-07:00</updated><title type='text'>L'antologia poetica "Calpestare l'oblio"</title><content type='html'>La polifonia della poesia e la resistenza della verità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è il sonno della ragione che genera mostri, &lt;br /&gt;bensì la razionalità vigile e insonne.&lt;br /&gt;G. Deleuze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine specifico della neolingua […] rendere &lt;br /&gt;impossibile ogni altra forma di pensiero.&lt;br /&gt;G. Orwell&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calpestare l’oblio / Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, e-book (prima edizione) e Nie Wiem (seconda edizione in arrivo per novembre 2010, Ancona).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TMM45G-U1oI/AAAAAAAAAL0/ukGu5zHQvuo/s1600/calp.Copertina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TMM45G-U1oI/AAAAAAAAAL0/ukGu5zHQvuo/s320/calp.Copertina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531327321116825218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella formazione dell’unità italiana e nel dibattito nato per i suoi assetti istituzionali, la poesia è stata un testimone e un critico sempre scomodo. Vogliamo dire che è stata sempre presente come parola e parte significativa e ineludibile della polis, e che, ora, la pubblicazione (2010) in e-book (prossimamente per la Collana Argo dell'editore Cattedrale, Ancona) dell’opera poetica Calpestare l’oblio - Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, non è solo una conferma, ma un bisogno, una necessità e un impegno improrogabile. Lontano dal pensiero estetico crociano, qui non possiamo però non ricordarne tuttavia la verità, come fa Norberto Bobbio (Dal fascismo alla democrazia, 2008, p. 232), agganciandosi a Eugenio Garin (Gli intellettuali del XX secolo), che una cultura “disimpegnata”, per Croce, ovviamente e giustamente,  “sarebbe stata un non senso”.&lt;br /&gt;La cacciata dei poeti dalla città, come desiderava il Platone politico, ha funzionato allora alla rovescia: il demone conflittuale della poesia non ha lasciato alle ortiche il legame della lexis poetica con la praxis socio-politica. Del resto sarebbe impensabile, ed è improponibile, che il pensiero, che legge la realtà prima di tutto nel linguaggio, lasciasse l’azione della parola culturale e/o poetica lontana dagli affari della città per rinchiuderla solo nell’intimità privata dei soggetti, e lasciare la polis agli specialisti del capitale di turno, senza ‘etica’ e capacità di critica dell’economia politica così come dell’economia poetica della poesia dell’io dedito al lirismo depoliticizzato. &lt;br /&gt;Ma ora sospendiamo questo passaggio (di cui innanzi) e torniamo, seppur brevemente, e senza omettere l’accento di polifonia estetico-poetica, a “Calpestare l’oblio”; è, secondo noi, una vera e propria open source free cooperativa dell’eteregoneità e insieme dell’impegno civile della poesia. Di quella poesia, chiamata  attorno al bene comune del sapere stesso della poesia, che si sporca le mani con la realtà materiale e storica di questo tempo triste e violento, e senza misure e paragoni si butta nell’agorà pubblica solo con le armi del suo linguaggio “aseico” e della critica del giudizio. L’iniziativa e il progetto dell’antologia non è colpevole della mancanza di un canone di gruppo; già il “noi” del general intellect poetico collettivo che entra in azione in/con “Calpestare l’oblio” è di per sé è una bussola d’orientamento qualificANTE. Semmai, invece, è lodevole per aver fatto della pluralità degli stili e dei linguaggi, propria alla scrittura delle testualità poetica e dei poeti partecipanti come singolarità, la diseguale eguaglianza chiamata a raccolta per riaffermare e difendere il diritto e il valore dell’antagonismo e del conflitto. Il sale, non estraneo alla stessa concezione del liberalismo individuale individualistico, della vita di una comunità di viventi democratici, i quali sono tutt’altro che zombi ammaestrati come vorrebbe la società dello spettacolo e del suo governo imbonitore. &lt;br /&gt;Perché questi “100 poeti” “Calpestare l’oblio” sono lì riuniti e raccolti  non solo per l’esercizio della funzione pratica plurale della poesia, ma anche e soprattutto per i valori e la pratica politica della libertà e dell’eguaglianza sociale nell’ottica della democrazia repubblicana sostanziale (il modello che ha voluto sintetizzare nel “comune” dell’idea e della pratica della democrazia effettiva – non una rivoluzione solo promessa e non mantenuta  – le idealità politiche delle diverse forze della “resistenza” antifascista di eri e di oggi). &lt;br /&gt;Il bene comune cioè conquistato e lasciatoci dalla lotta antifascista, condiviso e poi sancito dalle parti della “resistenza” nell’accordo scritto che è la Costituzione repubblicana italiana (la Carta programmatica, bisogna non dimenticare, elaborata dialogicamente  – etica di una ragione pubblica  – dal gruppo dei  “settantacinque” – 75  – dell’arco resistenziale), il cui patrimonio oggi è messo alla berlina e in pericolo nel nostro paese, e sotto il patrocinio del regime conservatore e reazionario della destra. Lo strapotere e la cecità della “dittatura dell’ignoranza” che, banda governativa del neoliberismo in carica, e ideologia berlusconiana della mercificazione mondiale (in vigore normativo e prescrittivo plebiscitario e pubblicitario a tutto spiano), stravolge anima e contenuti della stessa Carta costituzionale, oltre che a farsi beffe dell’opposizione e della storia con gli spot del “popolo della libertà” della pulp fiction.&lt;br /&gt;Se dall’illuminismo (per non andare ancora indietro a Dante o alla storia della nascita dei comuni in Italia), le guerre risorgimentali e l’unificazione del XIX secolo, alle crisi, nascita e caduta del fascismo e relativa edificazione repubblicana (XX secolo), la letteratura, l’arte e la poesia non hanno mai cessato di occuparsi (e cosa abbastanza nota per parlarne in queste poche righe) della dimensione civile, sociale e politica del Paese Italia, è quanto mai sintomatico di una volontà culturale e politica reazionaria il fatto che molta parte della stampa governativa, o di molti suoi esponenti, oggi/ora, come riportano le cronache giornalistiche, abbia reagito negativamente alla pubblicazione dell’e-book poetico Calpestare l’oblio e ai consensi ricevuti.&lt;br /&gt;In una lettera a Micromega, Davide Nota, uno dei curatori, differenziando tra calpestare l’oblio e calpestare la verità, scriveva ( “La Gru”, www.lagru.org):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I toni sono per lo più dileggiosi e volti ad operare una riduzione macchiettistica finalizzata allo sfottò nei confronti dei partecipanti, dipinti come una "corazzata Potëmkin" (Il Giornale) di vecchi ed “oscuri” (Libero) poeti nostalgici del ‘68 e carichi di “odio” nei confronti di Silvio Berlusconi (Il Giornale, Il Foglio), e nei confronti dell'operazione in sé rinominata “Poeti contro Silvio” (Il Giornale)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, in questo paese, in cui le offese (Bossi) alle istituzioni e  a un popolo non contano, e pesano  invece le frecciate (più o meno piccanti: vedi le vicende legate ad “Anno Zero”…solo per ricordarne una più recente) fatte agli amministratori dell’Italia-Azienda, mentre il  ministro dei fannulloni (Renato Brunetta) si esercita ad apostrofare gli  intellettuali italiani quali “élites di merda”, la vera offesa è invece l’acquiescenza complice al golpe cesarista consumato all’aria aperta dalla destra e dal berlusconismo, tanto più virulento quanto in discesa.&lt;br /&gt;I poeti non possono non ribellarsi –  Calpestare l’oblio è questa voce – o rimanere, come tuonava Breton, nel silenzio dei “preti”.&lt;br /&gt;Non è certo vivibile un paese la cui organizzazione socio-politica collettiva, oggi, è fatta scendere, con effettive responsabilità delle stesse forze progressiste e di sinistra, a rango d’azienda privata tra la/e mano/i della/e mafia/e di  padania e berlusconia. Un vero e proprio golpe cesarista che suona offesa alla coscienza culturale ed etico-politica della nostra storia e della collettività chiamata a raccolta attorno al bene comune e, tra gli altri beni comuni, anche a quello è che il sapere e la pratica significante della scrittura testuale poetica. Una testualità della pluralità estetica degli stili e dell’enunciazione propria ad ogni singolarità poetica dei “100” riuniti da/in “Calpestare l’oblio”.&lt;br /&gt;Una “assemblea costituente” proprio come i “75” della Carta Costituzionale della resistenza antifascista e per la democrazia popolare.&lt;br /&gt;Così anche ora, come ieri, la poesia, sempre beffeggiata ed emarginata dal potere e dai mandarini della ricchezza e dello schiavismo, torna a reclamare il suo diritto alla ribellione come parte in causa, e direttamente. Chiamata alla “resistenza della memoria” e alla “memoria della resistenza”, la polifonia della poesia e il pluralismo estetico, testimoniato dai singoli poeti antologizzati, ma unanimi nell’impiego conflittuale e antagonista del loro dettato, ha risposto coralmente (ritmo in polisemofonia), grazie anche a lavoro di gruppo in cui la “differenza” è stato l’universale piuttosto che un astratto e formalistico canone.&lt;br /&gt;Davide Nota, infatti, sottolinea che la nuova versione di “Calpestare l’oblio” è anche opera del “prezioso contributo della rivista «Argo», nelle persone del poeta Fabio Orecchini e dello studioso Valerio Cuccaroni, e degli amici poeti ed organizzatori Enrico Cerquiglini e Lucilio Santoni”, e che “questa raccolta di poesie è […] del tutto eterogenea negli stili e nei contenuti: si va dall'intervento civile alla meditazione metafisica sul tema della memoria, dal poemetto espressionista alla radiografia post-human della mutazione antropologica, così come formalmente si passa dal metro tradizionale alla prosa ritmata, o dal genere lirico allo sperimentalismo narrativo. Ed anche questo è un bel segno, che dimostra come la disgregazione della cultura critica e poetica in scuole di stile autonome e non comunicanti sia del tutto datata e non più rispondente alle necessità della storia in atto”.&lt;br /&gt;Questo nuovo impegno della poesia, la coralità open source free, e cooperativa non gerarchizzata, non può non essere che sottoscritto quale nuovo sperimentalismo poetico e civile di una avanguardia  dell’impegno coerente con l’identità multipla e in divenire delle nuove generazioni interculturalmente ibride. Barbaro e terrorista è il monolinguismo del discorso del padrone che mutila e impoverisce le identità singolari e i processi antagonisti!&lt;br /&gt;Una costellazione concettuale, questa funzione avanguardia, che, necessità e contingenza di cose,  nella società dell’immateriale e dei linguaggi assurti a forza produttiva e dei rapporti di produzione del sistema-capitale e profitto di classe, va risemantizzata (il concetto di materia e/o di energia risemantizzati nei vari passaggi dei modelli scientifico-filosofici, dalla fisica classica a quelli non cartesiano-newtoniani o quanto-relativistici e della teoria dei sistemi dinamici, non per questo hanno perso il loro nome).&lt;br /&gt;La temporalità storica, accelerata dalla permanete rivoluzione tecnologico-simbolica, non lascia più niente di immobile. La mutazione antropologica del “post-human” della società dello spettacolo e della biotecnologia con le sue “etiche col trattino” (S. Zizeck) ha minato le barriere naturali stesse della autonomia e indipendenza della volontà individuale di deliberare della civiltà umanistico-cristiano-cattolico-borghese. Ma non per questo l’alieno e straniante del linguaggio poetico può venire meno o tagliare i ponti con la tensione polare, che governa le forze sia dell’universo quanto della vita associata dei soggetti con le rispettive soggettivazioni di sistema e interdipendenti; né tanto meno si può rinunciare all’attivazione di un ‘risveglio’ ustorio di tendenza che bruci il fantasma reificato dello specchio.&lt;br /&gt;Vale la pena, poi, qui, di ricordare che, per la sua configurazione tutt’altro che conforme ai modelli antologici del passato (mazzi con il fiorfiore dei fiori e criterio di base dichiarato), questo raggruppamento sia piuttosto del taglio della sorella “anti-antologia” – Poesia a Comizio (Roma, Empirìa, 2008) –, a cura di Francesco Muzzioli e Marcello Carlino. L’“anti-antologia” che ha riunito trentasette (37) poeti per una raccolta che si costituisce “come campo e come compito, cui ciascuno è libero di rispondere”. Il numero dei poeti della “resistenza” allora ammontano a 137. Se aggiungiamo gli altri cento dell’imminente “L’impoetico mafioso” dell’edizione www.edizionecfr.it (Associazione Poiein), raggiungiamo quota 237.&lt;br /&gt;È un quantoqualiativo sufficiente, questa agguerrita “armata brancaleone” della poesia civile, per una tendenza del risveglio resistenziale attivo sul territorio? Di sicuro è testimonianza e presenza necessaria per non arrestare il cammino di un’allegoria riflettente del giudizio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-4827432547264997318?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/4827432547264997318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=4827432547264997318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/4827432547264997318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/4827432547264997318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/10/lantologia-poetica-calpestare-loblio.html' title='L&apos;antologia poetica &quot;Calpestare l&apos;oblio&quot;'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TMM45G-U1oI/AAAAAAAAAL0/ukGu5zHQvuo/s72-c/calp.Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-3879975697640741380</id><published>2010-08-19T23:12:00.000-07:00</published><updated>2010-09-07T06:52:41.805-07:00</updated><title type='text'>L’estate marsalese votata al "Comune male"</title><content type='html'>L'11 agosto 2010, Marsala "estiva" conosce una serata di protesta per il programma di incandescente decadenza allestito dall'Amministrazione cittadina. Appresso testi e foto dell'animazione serale del dissenso. &lt;br /&gt;Durante le soste previste dal corteo del dissenso, tra altri testi e performances di diversa natura, sono stati letti e recitati due testi creati ad hoc:&lt;br /&gt;Il “Manifesto del presentismo” (di A. Scaturro) e "Ssss…indaco a Kakanìa", di A. Contiliano.&lt;br /&gt;Il “Manifesto del presentismo” (di A. Scaturro) è stato “recitato” dal trio teatrale costituito dallo stesso Andrea Scaturro, da Gianfranco Manzo e Luisa Caldarella (foto del gruppo).&lt;br /&gt;Il testo poetico "Ssss…indaco a Kakanìa", di A. Contiliano, durante le diverse soste del corteo del dissenso per i centri della Città, è stato letto insieme a Massimo Pastore (foto del gruppo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG__TZXrJiI/AAAAAAAAALc/-O66r0KriOQ/s1600/nino.e.Massimo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG__TZXrJiI/AAAAAAAAALc/-O66r0KriOQ/s320/nino.e.Massimo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507901577990186530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG__MHay54I/AAAAAAAAALU/BVzdbTivbIM/s1600/nino.a.piaz.loggia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG__MHay54I/AAAAAAAAALU/BVzdbTivbIM/s320/nino.a.piaz.loggia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507901452912355202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4qYIBcXlI/AAAAAAAAAK8/JjczgJtLZkc/s1600/gruppo.teatro.protest13.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4qYIBcXlI/AAAAAAAAAK8/JjczgJtLZkc/s320/gruppo.teatro.protest13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507385988279459410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4oUsBYLEI/AAAAAAAAAK0/q462TwO7-08/s1600/andrea%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4oUsBYLEI/AAAAAAAAAK0/q462TwO7-08/s320/andrea%2B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507383730200128578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MANIFESTO DEL PRESENTISMO&lt;br /&gt;(di Andrea Scaturro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI vogliamo cantare l’amore nelle canzoni, l’abitudine al karaoke e al piano bar.&lt;br /&gt;Il tormentone, il ritornello e il cuore-amore saranno elementi essenziali del nostro manifestare.&lt;br /&gt;La cultura esaltò per un po’ il pensiero, conciliandoci le estati insonni. NOI vogliamo esaltare il culturismo, il movimento aggressivo, le discoteche, i balli di gruppo, i gommoni da corsa, i tacchi ed il fumo.&lt;br /&gt;NOI affermiamo che le strade della città si sono arricchite di una bellezza nuova: la bellezza delle rotatorie. Un’auto sportiva piena di fighe abbronzate che montano su grossi tubi simili a serpenti dall’alito alcolico… un SUV ruggente, che corre coi congiuntivi sbagliati, è più possente dello Sbarco di Garibaldi!&lt;br /&gt;NOI vogliamo taggare l’uomo che tiene in mano il bicchiere, il cui profilo è attraversato da eventi esclusivi per gente d’origine protetta, e traboccante di commenti dove la grammatica sembra un servizio offerto dall’Aimeri. &lt;br /&gt;Bisogna che il cittadino mostri bei vestiti, sfarzo e sorrisi prepagati, per aumentare l’entusiasmo collettivo sfociante in un primordiale: “E siamo qua, tutto a posto, tutto vecchio, che umidità stasera!”.&lt;br /&gt;Non v’è più bellezza se non nell’aperitivo. Qualsiasi incontro che non preveda calici al vento e crostini farciti è una perdita di tempo. La bellezza deve essere concepita come un rutto a pancia piena, nello sguardo sudato di un uomo avvinazzato.&lt;br /&gt;NOI siamo sul capo estremo d’occidente! Perché non dovremmo sconfinare nelle Egadi per cenare, se nel biglietto è compreso un buon bicchiere di vino locale? Da noi il tempo si ferma, lo spazio avanza. Noi viviamo nell’assoluto non sanato a due passi dal mare per due mesi dell’anno da sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI vogliamo glorificare il sole e il mare – come fossero cosa nostra –; le riserve, perché a noi riservate; il sale, le saline e i salamelecchi; il campanilismo e il tirare a campare; il gesticolare di chi non ha niente da dire; la bella figura dei figli di madre e il disprezzo di chi dalle campagne scende.&lt;br /&gt;NOI vogliamo distruggere i musei che conservano «quattro pietre vecchie», le biblioteche dov’è socialmente inutile leggere ma non sparlare, per costruire nuovi parcheggi e rilanciare il territorio.&lt;br /&gt;NOI osserveremo le grandi folle ai piedi della bella Addolorata addormentata nel pozzo della Sibilla nell’antro della Cava. Canteremo “Osanna nell’alto dei cieli dipinti di blu”. Cantare e pregare, pregare e bere, bere e votare, votare e vomitare nel fervore sciroccato delle notti in canottiera; nei circoli consumare ingordi griffe su griffe; bere tra i vapori etilici di un fuoribordo al chiaro di luna tra i pontili stracolmi di barche stagnanti che scrutano i superstiti sventurati in vacanza; e i motori truccati e tuonanti nella natura selvaggia dell’edilizia litorale, accesso dopo eccesso: enormi trofei fortificati dalle alte muraglie cines…tetiche dietro cui s’alza il ghigno digestivo della strafottenza medio-borghese… E i formidabili aeroplani low cost, divinità celtiche da venerare come l’acqua nel deserto! &lt;br /&gt;E’ da Marsala e per Marsala che NOI lanciamo questo manifesto del Niente travolgente col quale confermiamo oggi il PRESENTISMO, perché vogliamo consegnare per usucapione questa città, pulcherrima come una puella in un troiaio, alla dirigenza di una classe fiera… più che fiera: fieristica. E’ da tanto che ammiriamo questa giostra di illustri professionisti votati al Comune male, ora vogliamo salire sopra la più ardita delle luminescenti attrazioni e assieme svenire felici e dementi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4nbmLOKLI/AAAAAAAAAKs/Ef_r_1OA4eo/s1600/piaz.purg.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4nbmLOKLI/AAAAAAAAAKs/Ef_r_1OA4eo/s320/piaz.purg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507382749378259122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4nL3p6H7I/AAAAAAAAAKk/_YfNt217khw/s1600/lett.nino.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4nL3p6H7I/AAAAAAAAAKk/_YfNt217khw/s320/lett.nino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507382479192465330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4mnczBSrI/AAAAAAAAAKc/ocEz9KdMMM4/s1600/fed%2B5.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4mnczBSrI/AAAAAAAAAKc/ocEz9KdMMM4/s320/fed%2B5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507381853507635890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4mU9JkzvI/AAAAAAAAAKU/DHn6-mdIA8o/s1600/Manzo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4mU9JkzvI/AAAAAAAAAKU/DHn6-mdIA8o/s320/Manzo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507381535774658290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4mI1PiC5I/AAAAAAAAAKM/qzlS-Zggu7w/s1600/piaz.addolor.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4mI1PiC5I/AAAAAAAAAKM/qzlS-Zggu7w/s320/piaz.addolor.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507381327493729170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4l8e2m9iI/AAAAAAAAAKE/1wJqOx1tgUE/s1600/protest9.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4l8e2m9iI/AAAAAAAAAKE/1wJqOx1tgUE/s320/protest9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507381115325183522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4lhmzrwFI/AAAAAAAAAJ8/pxtv73CmN00/s1600/protest15.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4lhmzrwFI/AAAAAAAAAJ8/pxtv73CmN00/s320/protest15.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507380653603930194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4lSO0xW5I/AAAAAAAAAJ0/R01BUny6Fb0/s1600/federica.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4lSO0xW5I/AAAAAAAAAJ0/R01BUny6Fb0/s320/federica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507380389468003218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ssss…indaco a Kakanìa&lt;br /&gt;(di A. Contiliano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c’è un luogo… la vasca dei cervelli&lt;br /&gt;postribolo al consumo, e l’imagin-&lt;br /&gt;ation ora è al lavoro e il potere &lt;br /&gt;è di Matrix. Senza le scorie del culo &lt;br /&gt;e in bocca un’anestesia wireless&lt;br /&gt;SS (reparti di difesa) autoerotico frei &lt;br /&gt;arbeit anestesia per chicchessia&lt;br /&gt;i cinesi fanno chicchirichìììììì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ed è subito overture, cucù a Kakanìa&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;cucù  è dunque la tua governance&lt;br /&gt;banda indifférance di sgherri/sgarri &lt;br /&gt;come bidoni di spazzatura all’asta&lt;br /&gt;per i marsa-lesi delle notti oscene&lt;br /&gt;bianche lacrime e fantasmi fanti&lt;br /&gt;che leccano il deserto del reale&lt;br /&gt;e cucinando in umido fanno flic&lt;br /&gt;tra cosche cricche e caste incaste&lt;br /&gt;e nanoalitosi l’ano si floccano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ssss…indaco gogò di Kakanìa&lt;br /&gt;insolubile come il volubile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tanti vuoti abbandonati&lt;br /&gt;piazze di pizze e tarallucci&lt;br /&gt;sprazzi sprezzi fantasma-&lt;br /&gt;goria di spinte e spuntini&lt;br /&gt;una aperitivo e un apericena&lt;br /&gt;senza la luna e già brille perle&lt;br /&gt;menadi di mona demenza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non sono Amleto l’infinito&lt;br /&gt;screzio piegato nella vendetta&lt;br /&gt;ma zombi senza contratto, dio&lt;br /&gt;quasi folli e par dieu bêtise&lt;br /&gt;votati alla chiacchiera per debito &lt;br /&gt;giurata jouisance per usanza&lt;br /&gt;produci-e-consuma, prosumers&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come te non amano il tatto&lt;br /&gt;l’allegoria dei corpi in amore&lt;br /&gt;i sogni che stridono d’attrito&lt;br /&gt;il tratto che non tratta i nitriti&lt;br /&gt;e così il saldo del debito è ebete&lt;br /&gt;che per estate offri scemi scenari&lt;br /&gt;e un futuro senza trenta denari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e nessuno par dieu bestemmia &lt;br /&gt;il tradimento evaso dall’uliveto&lt;br /&gt;nessun crimine le mille lingue&lt;br /&gt;spuntate sputano imputamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;senza contratto e respingimenti&lt;br /&gt;sei al soggiorno disobbligato&lt;br /&gt;e di Orfeo negro in mare  ascolti&lt;br /&gt;il telegiornale governativo attivo&lt;br /&gt;il curato diventato il caro curaro&lt;br /&gt;(dio non lo sa, tu pas on dit)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è  “drôle de guerre” (guerra buffa)&lt;br /&gt;una buffonata per la verità &lt;br /&gt;e tu dentro l’urna elettorale giaci &lt;br /&gt;confortato dal senso alla spina&lt;br /&gt;con la Città in afasia e avaria&lt;br /&gt;svendite al dettaglio di avemarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non pianti alberi per la rivoluzione&lt;br /&gt;e il futuro apri solo ai parcheggi&lt;br /&gt;rifugiati rifiuti attriti non rifiuti &lt;br /&gt;maggioranze minoranze onoranze &lt;br /&gt;ad oltranza tritolo per l’ineguaglianza &lt;br /&gt;una disperanza download en demand&lt;br /&gt;partout lifting rete di fosse in borsa&lt;br /&gt;ronzi come una mosca sulla merda &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;extra-neo più che neo sei un neo&lt;br /&gt;un nero per la cidade compradora&lt;br /&gt;una mignatta nota tutta mignotta &lt;br /&gt;un tête a tête e tante feste infette&lt;br /&gt;come dire un calimero in zona corta&lt;br /&gt;un preservativo senza cimiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopotutto all’altezza sei di torto&lt;br /&gt;e nel letamaio un matto gaio&lt;br /&gt;e se all’osa non si è fatto qualcosa&lt;br /&gt;è perché non si è provato a farla&lt;br /&gt;e perché nel letamaio privato &lt;br /&gt;poco non sei sprecato devianza&lt;br /&gt;così malacrianza cucù a Kakanìa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;N.B.il testo poetico "Ssss…indaco a Kakanìa", di A. Contiliano, durante le diverse soste del corteo del dissenso per i centri della Città, è stato letto insieme a Massimo Pastore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4kgNeq-EI/AAAAAAAAAJs/U6gtjl8R_sw/s1600/lett.nino.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG4kgNeq-EI/AAAAAAAAAJs/U6gtjl8R_sw/s320/lett.nino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507379530113415234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-3879975697640741380?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/3879975697640741380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=3879975697640741380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/3879975697640741380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/3879975697640741380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/08/lestate-marsalese-votata-al-comune-male.html' title='L’estate marsalese votata al &quot;Comune male&quot;'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TG__TZXrJiI/AAAAAAAAALc/-O66r0KriOQ/s72-c/nino.e.Massimo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-924269572582933623</id><published>2010-08-19T00:57:00.000-07:00</published><updated>2010-08-19T01:16:31.558-07:00</updated><title type='text'>30 luglio 2010 alle "2-rocche" di Marsala</title><content type='html'>Letture poetiche-Foto di una serata a Capo Boeo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzn8nwRqVI/AAAAAAAAAJk/jLyLVatMnrM/s1600/flora2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; 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cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzmlfTPouI/AAAAAAAAAI0/zSKsrvOXeZ0/s320/pub%2Bfranc%2Bn.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507029976099037922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzmRzMUAmI/AAAAAAAAAIs/nyZBFTqhYb8/s1600/n1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzmRzMUAmI/AAAAAAAAAIs/nyZBFTqhYb8/s320/n1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507029637841289826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzl2sNvPPI/AAAAAAAAAIk/55jEjVyaa_Y/s1600/n.m.florapub..JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzl2sNvPPI/AAAAAAAAAIk/55jEjVyaa_Y/s320/n.m.florapub..JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507029172111752434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzkh3gfJBI/AAAAAAAAAIU/pa9-6KHZm3o/s1600/amicadavi2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzkh3gfJBI/AAAAAAAAAIU/pa9-6KHZm3o/s320/amicadavi2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507027714854298642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-924269572582933623?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/924269572582933623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=924269572582933623' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/924269572582933623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/924269572582933623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/08/30-luglio-2010-alle-2-rocche-di-marsala.html' title='30 luglio 2010 alle &quot;2-rocche&quot; di Marsala'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/TGzn8nwRqVI/AAAAAAAAAJk/jLyLVatMnrM/s72-c/flora2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-694694904782546026</id><published>2010-05-20T11:17:00.000-07:00</published><updated>2010-05-21T03:45:03.132-07:00</updated><title type='text'>Romanzo della letteratura siciliana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S_WH8P7ZOBI/AAAAAAAAAIM/cLyshhu8qC0/s1600/stefano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S_WH8P7ZOBI/AAAAAAAAAIM/cLyshhu8qC0/s320/stefano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473430391276255250" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;da sn (nella foto):I.Apolloni,S. Lanuzza, A. Contiliano e S. Pattavina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Insulari” di Stefano Lanuzza alla Broadway di Palermo&lt;br /&gt;di Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S_WFWzVOkII/AAAAAAAAAHs/ZkIpBEq6m-g/s1600/Insulari.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 203px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S_WFWzVOkII/AAAAAAAAAHs/ZkIpBEq6m-g/s320/Insulari.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473427548921565314" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione di “Insulari. Romanzo della letteratura siciliana” (Stampa Alternativa) di Stefano Lanuzza alla libreria Broadway di Palermo (14 maggio 2010). È presente l’autore libro. Coordinamento di Ignazio Apolloni. Relatori Antonino Contiliano e Sergio Pattavina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Insulari, come il Dante e gli altri, è il libro del critico e saggista Stefano Lanuzza che tratta di letteratura in termini non convenzionali. Nello specifico è la produzione letteraria di autori siciliani, e la sua particolarità è nel proporla come un “romanzo”.  &lt;br /&gt;“Romanzo della letteratura italiana” il primo (Dante e gli altri), “Romanzo della letteratura siciliana” il secondo (Insulari). &lt;br /&gt;Una scelta predicativa piuttosto insolita, non convenzionale, quella del nostro critico di riferirsi alla letteratura come se fosse un romanzo. Si potrebbe dire, capovolgendo il rapporto tra genere e specie (come in una metonimia o in una sineddoche), che la specie con la sua differenza specifica – il romanzo – prende il posto del genere: la letteratura. Il sottoinsieme prende il posto dell’insieme generale, il quale, così, lascia la sua funzione inclusiva di contenitore delle parti. &lt;br /&gt;È la letteratura come un oggetto dall’identità fissa – la letteratura “di un giorno che è sempre lo stesso” (parafrasando un pensiero di Gastone Bachelard) – che Lanuzza mette in discussione. L’identità della letteratura, come quella della filosofia, cioè doveva fare i conti e proporsi con/da altri punti di vista, se la storia dei saperi e della conoscenza dipende anche dalla temporalizzazione oltre che da un’ipotesi-funzione (Galvano della Volpe). &lt;br /&gt;Così se ieri l’opera letteraria, per esempio, è stata un factum individuale all’interno dello sviluppo della coscienza nazionale unitaria (De Sanctis) o un’equivalenza intuizione-espressione (Croce), poi rispecchiamento (marxismo ortodosso) o monumento e documento (Michel Foucault) e lingua minore (Gilles Deleuze), différance (Jacques Derrida), etc., nulla impedisce di vedere e proporre la letteratura come la fenomenologia romanzata di un soggetto (metaforicamente assunto) che assume la connotazione duale del rapporto configurativo-dinamico tra contenuto e forma e della metodologia costruttiva messa all’opera. Gli oggetti di conoscenza, come nel campo del sapere scientifico non standard, sono (prima di tutto) il factum di esperimenti mentali che mettono in campo una “tecnologia” immaginativo-concettuale, sicuramente eterodossa, e un’astrazione che come tale in ogni modo deve relazionarsi al concreto della materialità quanto alla razionalità congetturale e dialettica del divenire storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni epoca produce, in letteratura, e naturalmente non solo in questa, un peculiare linguaggio che, coi propri significanti, esprime una serie di significati essenziali. In tal senso, cambiano le forme espressive ma muta anche, sotto l’aspetto critico, l’interpretazione dei fatti. C’è una scrittura metaforica dove parole e cose, simboli e realtà, interagiscono animati da un’unica energia che li acco¬muna. C’è, ancora, un’espressione assertiva ovvero ‘ieratica’, in cui, soprattutto per la poesia, una parola pienamente significante, ‘profetica’, sostituisce un pensiero o un concetto. In tal caso, il linguaggio indica un ordine delle cose avente a che fare con una verità nominata non attraverso procedimenti di logica consequenziale ma per scorci e cortocircuiti. Abbiamo infine un linguaggio di tipo descrittivo che, escludendo l’immaginario, punta a ricalcare le parole sulle cose. Nella letteratura italiana del ‘900, con una quantità di opere che compendia quella degli altri secoli, sono contenuti tutti questi moduli; che danno luogo a una polivalenza di significati a volte interconnessi e, più spesso, distanti fra loro.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È come dire che il fine della letteratura non è di spiegare naturalisticamente il reale, ma di accrescerlo “scoprendo” il nuovo che il quotidiano e standard non permette. Come nel sapere scientifico e filosofico, anche nella letteratura, la “formalizzazione”, propria a ciascun campo conoscitivo, con la sua tipicità tecnico-metodologica, concettuale ed espressivo-comunicativa, mai stabilizzata definitivamente, stabilisce un rapporto relazionale-complementare sempre aggiornato, sì che c’è un reale che si realizza grazie a queste stesse procedure di indagine significativa.&lt;br /&gt;Nei due libri di letteratura Dante e gli altri e Insulari è l’identità della letteratura come un oggetto estetico fisso e reale così che viene messo in discussione. Perché, come aveva già visto la semiologa J. Kristeva (Materia e senso), allorquando si discuteva intorno allo statuto della letteratura post-strutturalismo e post-rispecchiamento, la letterarietà è piuttosto una testualità (come ogni SINGOLA scrittura è un testo) generatrice di senso o pratica significante, in quanto “produzione e strutturazione di senso” che non solamente significante o linguaggio già dotato di un significato univoco e circolante nello scambio comunicativo e intersoggettivo. &lt;br /&gt;Nella scrittura estetico-letteraria e poetica c’è un distanziamento dall’univocità e dall’omogeneizzazione semantica in quanto testualità che lavora la costante del rapporto forma contenuto con il divenire continuo e il conflitto (socio-politico quanto psico-culturale soggettivante) che attraversa la relazione e la correlazione storica. &lt;br /&gt;Nessuna ipostatizzazione identitaria può dunque imprigionare e cristallizzare la predicazione semantica del termine letteratura, e non solo perché di secondo livello o “plurilinguismo” – ri-elaborazione e ri-organizzazione della lingua base. La lingua espressivo-estetica della letteratura e della poesia, se si pensa anche alle altre coordinate del contesto storico conflittuale e antagonista via via emergenti, è un continuo rivolgimento e produzione che fa interagire “tecnologia” e contenuti.  &lt;br /&gt;Una “lingua minore”, direbbe G. Deleuze. Minore non perché tale rispetto a lingua letteraria maggiore, ma perché ne incrina la standardizzazione con gli scarti e la sua aseità semantica complessa. È una lingua, quella letterario-poetico, infatti, in cui l’estetica è finalizzata ad un’informazione plurale e plurivoco-polifonica, polisemantica come una variazione o una differenza che si altera continuamente intanto per confliggere con il mercato mistificante di ogni uso univoco e omogeneizzato. E ciò senza far venire meno le istanze etico-politiche che possono qualificare, pur nello stile est-etico, la narrazione romanzata della scrittura letteraria (in genere) degli italiani e/o degli INSULARI.&lt;br /&gt;Una letteratura come romanzo non dovrebbe sorprendere più di tanto, poi, dove altrove, in filosofia per esempio, si parla della Fenomenologia dello spirito di Hegel come di un romanzo o di una storia romanzata dello spirito. &lt;br /&gt;Cos’è la storia della letteratura, allora, se non “propriamente, racconto della letterarietà, ovvero dell'autonomo valore estetico di taluni testi” (S. Lanuzza, Dante e gli altri); essa “è scelta di opere e del loro senso artistico; è, ancora, selezione di autori (dal latino auctor: dal verbo augere; che vuoi dire aumentare, aggiungere): il cui impegno è anche d’accrescere, coi loro libri, la realtà”. La realtà nella realtà della letteratura cui la forma non è di secondaria importanza rispetto al conte¬nuto, “ perché, se così fosse, qualunque scritto potrebbe chiamarsi letterario”. La forma ha invece bisogno di una sua autonomia (letteraria), sebbene non isolabile dai rapporti storici e sociali, che si manifesta con una sua fenomenologia qualificabile “come romanzo e serie di racconti”. &lt;br /&gt;Non è affatto strano, allora, che Lanuzza ci presenti la letteratura come un romanzo o una narrazione dove il soggetto è la scrittura letteraria con i suoi scarti e la sua aseità semiotica contestualmente organica; un romanzo dove i vari capitoli e gli autori che li popolano, seppure nello schematismo concettuale che li connota, sono le varie realizzazioni particolari che animano la fenomenologia della scrittura di INSULARI. Esemplificando al massimo si possono prendere come funzionali a ciò i titoli dei vari capitoletti del libro (fra l’altro espressi con i colori idiolettici propri della lingua siciliana):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ‘A vucca parra e 'a menti studia; ‘A vuci passa e 'a scrittura rresta; Chi si ‘nto ‘nfernu? Si rnartiddìa; Cantava accussì ‘u cirrincinciò; Mégghiu mmìdia ca pietà; Varda '’nterra e cunta ‘i stiddi; Cu òpira jùdica; Nun diri quantu sai, nun fari quantu poi; Vossiabbinidìca; Mégghiu acéddu di voscu c'acéddu di jàggia;Nun éssiri bannera ‘i campanàru; Nìuru ccu nìuru nun tingi; Quannu nesci ‘u suli nesci ppi tutti; Si babbu o babbìi?; Sùrfaru sugnu; Cca ssutta non ci chiòvi; Chi nnicch’ e nnacchi?; L’abbu ‘rriva e ‘a stima no; Cu nesci arrinésci; Unni tagghi sangu nesci; Unni cc'è meli cùrrunu ‘i muschi; Avìri un vrazzu longu e l’àutru curtu; Appréssu ‘u picca veni l’assai; Cu d’intra avi amàru non po’ sputàri duci; Munnu ha statu e munnu è; D’u fruttu si canùsci l'àrvulu; Pirchí? Pirchí dui nun fannu tri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono i vari titoli di INSULARI che, come tanti  personaggi (spettatori e partecipanti al tempo stesso) che Lanuzza fa parlare narrandone la fenomenologica “letterarietà” come un vero e proprio ideologema kristeviano che funziona quale unica sorgente della stessa scrittura estetica.&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-d741e1ba6d120bce" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v12.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dd741e1ba6d120bce%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068573%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D281E58BDF90D5B29556B6F3A06AEA2BECE0BB492.1812FEB809F66CD6EFF2270E5B218516B6C50E82%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dd741e1ba6d120bce%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DB1Kh5Jx4hL3ik1N5U6cAAWsobvc&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v12.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dd741e1ba6d120bce%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068573%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D281E58BDF90D5B29556B6F3A06AEA2BECE0BB492.1812FEB809F66CD6EFF2270E5B218516B6C50E82%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dd741e1ba6d120bce%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DB1Kh5Jx4hL3ik1N5U6cAAWsobvc&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-694694904782546026?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/694694904782546026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=694694904782546026' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/694694904782546026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/694694904782546026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/05/romanzo-della-letteratura-siciliana.html' title='Romanzo della letteratura siciliana'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S_WH8P7ZOBI/AAAAAAAAAIM/cLyshhu8qC0/s72-c/stefano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8208915485845917116</id><published>2010-04-21T00:59:00.000-07:00</published><updated>2010-04-21T08:53:45.248-07:00</updated><title type='text'>Stefano Lanuzza e Cèline, il “perturbante”</title><content type='html'>Stefano Lanuzza, MALEDETTO CÉLINE UN MANUALE DEL CAOS, Stampa Alternativa, Roma 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il saggio del critico Stefano Lanuzza sullo scrittore  francese Luis Ferdinand Destouches, detto Céline, ha ravvivato l’interesse e anche le polemiche intorno a uno scrittore che, certamente, non ha evitato di prestare il fianco al dissenso e alle recriminazioni per le sue nette e in equivoche posizioni antisemite, e le altre indebite accuse di “collaborazionista” che gli si attribuiscono.  Lo stile violento, fortemente dissacratorio e lontano dal consueto letterario, stigmatizzato dall’argot delle banlieuses (dove il Céline esercitava il suo mestiere di medico senza farsi pagare dai poveri e dagli emarginati, ebrei o non ebrei fossero i malati e i poveri), ma filtrato in versione letteraria innovativa (alterando la sintassi, la punteggiatura, accentuando i puntini di sospensione e l’esclamazione, come nota il critico Lanuzza), non ha certamente aiutato il dottore Destouches/Céline. Violento e delirante quanto di sicuro impatto ripugnante, ha invece avuto un effetto e un’efficacia che hanno spinto più alla rivolta che non all’accettazione di questo impenitente ed emarginato dissacratore quanto rancoroso e bilioso randagio, ma sincero e spassionato (disincantato) come pochi sia nel pensiero che nella scrittura. Le repulsioni sono dunque immediate o di ragionata argomentazione.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S88fFs-3-gI/AAAAAAAAAHM/KaameR_APP4/s1600/CopertinaC%C3%A9line.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S88fFs-3-gI/AAAAAAAAAHM/KaameR_APP4/s320/CopertinaC%C3%A9line.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462619055858383362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;D'altronde il lettore può seguire il percorso tracciato da Lanuzza attraverso la segnaletica che lo stesso ha lasciato in ogni parte del suo libro e sintetizzato nell’indice come:&lt;br /&gt;Céline. U’autobiografia…Quasi;  Lessico céliniano- Céline come ‘Nouveau Philosophe’; Opere di Céline; Louis Ferdinand Céline – à la guerre comme à la guerre; Temi céliniani; Prime edizioni francesi delle opere di L.F. Céline; Selezione bibliografica.&lt;br /&gt;Ma ciò che interessa a chi scrive non è solo la travagliata esistenza dello scrittore francese, il quale ne ha fatto carburante del suo scrivere letterario rivoluzionario (rispetto al canone della distanza emotivo-passionale e dell’equilibrio arte-bello-bene-Verità richiesto allo scrittore), ma il conflitto d’identità della cultura e della civiltà occidentale-europea che il pensiero, la vita e l’opera del maledetto Céline chiama in causa. Quell’identità – MOI MÊME – che si coagula attorno ai valori e all’ideologia dell’umanesimo e delle sue varie “epoche”, e non esente da contraddizioni e paradossi irrisolti – che toccano la vita e l’identità di ciascuno – non sempre affrontati con l’onestà di un’intelligenza disinteressata e di un’etica altrettanto all’altezza dell’oggettività e della nudità che la “cosa” richiede.&lt;br /&gt;Cèline è morto e sepolto per unanime consenso, e conformista, di sciatta voce perbenista e serva urbi et orbi del padrone di ogni tempo e orientamento. Una brutta “razza”, questa, di ominidi che della “dialettica servo-padrone” hegelo-marxista hanno solo apprezzato il valore di scambio della schiavitù corporeo-mentale e socio-politica, onde godere i privilegi merceologici, di sicura garanzia ideologistica dominante, in odore di vita disgustosamente acquiescente ad ogni viltà.&lt;br /&gt;Impiccate Céline, allora, è la sentenza del MOI MÊME della metafisica borghese occidentale e religioso-politica umanistoide, alias, memento, mala semenza nel luogo della “banalità del male” o nella noce che racchiude quel piccolo pensiero di grigia materia neurovegetativa senza “anima” e animus. Quella assenza di cuscinetti di grasso cioè che la ben nota Hannah Arendt ha denunciato come malo pensiero acritico e decostruito svelando l’uso strumentale dell’odio antisemita quale unica causa persecutoria per chi si era macchiato di antisemitismo e genocidio semitico. &lt;br /&gt; Impiccate Cèline. Impicchiamolo ancora perché è la voce insopportabile della cattiva coscienza umanistica impotente e bugiarda, dice (a se stesso e agli altri alter ego benpensanti che si esercitano in recriminazioni moralistiche e di vario genere ed essenza) il MOI MÊME dogmatico, tagliatore di teste e portavoce incallito del perbenismo religioso e politico umanistoide di questa secolarizzazione post-modernista debole quanto omicida!  &lt;br /&gt;IO – il MOI MÊME – non sopporto, e quindi non voglio vedere, la mia ipocrita immagine fluttuante, riflessa e complementare, a somiglianza di Dio, sputarmi addosso il fetore insopportabile che mi anima, o che mi squaderna avanti lo squallore assassino di umanistica anima burattina e ideologista impenitente. Credente impenitente, fino agli omicidi di massa e godereccia ad libitum di altre orge deliranti (questa è storia politico-capitalistica che mi qualifica non indegnamente), non sopporto che si scoperchino le fosse per farmi incontrare i corpi di chi amorevolmente, assoluto indifferente divino, ho macellato in vita e per secula seculorum dannato all’innominabilità, come l’antisemita Céline. Quel Céline che poi era solo un comunista anarchico e ribelle a qualsiasi imbrigliamento che urtasse la sua paradossalità fino a impersonarsi come un antisemita non antisemita. Infatti nessuna prova di questo presunto reato abominevole può essere prodotta avanti a un tribunale (come si legge nel libro di Lanuzza), mentre di tanti perbenisti che gironzolano per Chiese e Stati ce ne sono a iosa, ma non hanno la dignità del capro espiatorio Céline.&lt;br /&gt;il MOI MÊME di questi perbenisti (pennuti pennivendoli) non riconosce, per se stesso, nessun tribunale penale o giudizio. Assoluto cacciatore di teste pensanti uccide chiunque non gli garbi, finta o vera sia l’azione del perseguitato. Il Divino Marchese (De Sade), per ricordare una analogia con il perseguitato Céline, ai suoi inquisitori e carcerieri ha sempre detto che lui non avrebbe mai fatto nessuna cosa di quello che ha scritto nei suoi capolavori di letteratura eterodossa, eretica.&lt;br /&gt;Ma i vari cacciatori di teste israeliani, e affiliati, imperterriti, non hanno smesso di perseguitare gli eretici, vivi o morti. Dal dopoguerra ad oggi hanno continuato farsescamente ad usare l’antisemitismo come jus ad bellum. E i loro  processi norimberghiani, che prevedono la pena capitale, continuano a tenere attiva ancora la ghigliottina per i presunti colpevoli raggiunti dall’ingiuria in base alle ‘legge del sospetto’ e per mano dell’orda adibita alla caccia delle streghe. &lt;br /&gt;Colpito a morte e di ostracismo (compresa la stessa memoria – e non solo dell’autore –, come si può vedere in atto seguendo i rigurgiti anatemici in giro sulla stampa o in rete) è chiunque, propriamente o impropriamente, osi riprendere la questio del paradossale sarcasmo letterario, così colorato ed esplosivo tipico dell’argot  céliniano, o osi rinverdire le memorie dissacratorie e anarco-comuniste del pensiero di Céline. Céline non faceva mistero alcuno del suo disprezzo per il moralismo borghese e la sua doppiezza cattolica, e neanche per la stupidità macellaia delle dittature totalitarie del nazi-fascismo e della deviazione criminale di Stalin, come pure per le aggressività e le volgarità gratuite di chi lo derubava e lo picchiava per strada.&lt;br /&gt;La  sentenza penale punitiva non risparmia neanche i suoi testimoni più documentati e attenti criticamente, i quali nulla omettono della vita dello scrittore maledetto. Sono i soggetti (senza dimenticare anche la recente pubblicazione del saggio di Piero Sanavio, la “Virtù dell’odio”) che, come Stefano Lanuzza con il suo “MALEDETTO CÉLINE-Manuale del caos”, cioè contestualizzano l’autore preso in esame nel suo tempo storico-politico e lo vagliano con la dovuta distanza critica. Non tralasciano  angolo e ripostiglio che possa far luce per rendere giustizia all’ontologia esistenziale e letteraria dell’autore preso in esame, Céline. Il maledetto Céline, a Dio spiacente e ai nemici suoi. il “perturbante”, direbbe il dottor Freud, che nessuno, però, dovrebbe riesumare, ricordare.&lt;br /&gt; Ogni qualvolta il suo nome torna lucidamente a mostrare e ammonire bisogna allora tacitarlo, e con lui anche chi ne ricorda e ravviva il bisogno di verità!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8208915485845917116?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8208915485845917116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8208915485845917116' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8208915485845917116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8208915485845917116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/04/stefano-lanuzza-e-celine-il-perturbante.html' title='Stefano Lanuzza e Cèline, il “perturbante”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S88fFs-3-gI/AAAAAAAAAHM/KaameR_APP4/s72-c/CopertinaC%C3%A9line.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-7547777137407924146</id><published>2010-04-12T02:11:00.000-07:00</published><updated>2010-04-12T02:20:09.638-07:00</updated><title type='text'>Roberta Matera intervista Nino Contiliano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S8LlaFkNhAI/AAAAAAAAAHE/csaIxazslx0/s1600/Copertina.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 206px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S8LlaFkNhAI/AAAAAAAAAHE/csaIxazslx0/s320/Copertina.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459177934659879938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Marsala c’è intervista  Nino Contiliano sulla sua ultima opera letteraria&lt;br /&gt;a cura di Roberta Matera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S8LkkZhcpcI/AAAAAAAAAG8/oVf-Mz96uGo/s1600/Nio.x.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S8LkkZhcpcI/AAAAAAAAAG8/oVf-Mz96uGo/s320/Nio.x.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459177012304061890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima intervista  fatta al poeta marsalese Antonino Contiliano risale alla fine dell’estate 2009. Il nostro giornale, allora, lo aveva sentito su due particolari avvenimenti. Uno riguardava  i risultati della sua attività di animatore delle serate estive poetiche  “Ong non-estinti poetry” sullo scoglio marsalese – le note “2rocche”  – di Capo Boeo. L’altro toccava la sua produzione culturale e poetica. In questo caso, nello specifico, la nostra intervista ruotava attorno al riconoscimento che la Città di Sassari, con il  premio di poesia – “L’isola dei versi” (Sassari, Ottobre in poesia) –,  gli aveva attribuito per la sua opera collettiva – ‘Elmotell blues (Navarra Editore, Marsala). Il poeta aveva, infatti, ricevuto il primo premio per la sezione delle opere edite. Ma da allora ad oggi, il poeta-filosofo  – come lo presenta il critico Stefano Lanuzza nelle sue opere ( Erranze in Sicilia 2003; Insulari- Romanzo della letteratura siciliana 2009) – ha continuato il suo impegno e acquisito altri risultati. Ed è su questo che intendiamo rivolgergli qualche domanda. Anche perché il nostro giornale, pubblicandone gli scritti, via via ha avuto modo di seguirne il ventaglio tematico e le pubblicazioni (dibattiti, poesie, saggistica) tradizionali e on-line.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;D. 1 – Ancora una volta, con il suo amico Avv. Fabio D’Anna, quest’anno, con scadenza mensile e presso il Merkaba di Marsala,  si è impegnato a continuare (fino a giugno 2010) le serate poetiche “Ong non-estinti poetry”. Il vostro diario ha previsto incontri con i testi di Ferdinand Pessoa, Ossip Mandel’štam, Ezra Pound, Bertolt Brecht, Paul Celan e Ferdinand Céline. A marzo 2010,  per i Quaderni di “Collettivo R / Atahualpa”, accompagnandosi a una nota introduttiva del prof. Sergio Pattavina (docente di letteratura presso l’Università di Palermo), esce la sua nuova opera poetica Ero (s)diade / La binaria dell’Asiento. Ci vuole dire se c’è un rapporto tra i due avvenimenti, e sintetizzarci qualcosa intorno al titolo del suo libro e del suo contenuto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. 1 -  Non solo c’è un’ideale continuità significativa tra queste letture serali, dedicate a poeti  del Novecento (anche contemporanei e viventi) e il mio ultimo libro, ma c’è una vera e propria consonanza politico-culturale. Una consonanza che, se da un lato, sul piano del linguaggio poetico, si esercita come un discorso di simbolizzazione allegorizzante e di senso “rivoluzionario” rispetto alla quotidianità e agli stereotipi circolanti, dall’altro Ero(s)diade / La binaria dell’Asiento, tra lirica, ironia e satira dissacrante, è un vero attacco all’ordine del potere delirante e nefasto dei nostri giorni siciliani, italiani, europei, planetari. Nefasto, questo potere capitalistico e liberistico, perché riporta indietro le lancette della storia, della democrazia e delle conquiste dei diritti umani della stessa “visione” liberale della società. Nefasto perché vuole un recinto di schiavi adusi alla velocità senza riflessione e profondità critica, senza pensiero. Non ama e non accetta infatti soggetti di pensiero e azione critici. La poesia delle nostre serate “Ong non-estinti poetry” e quella dei testi Ero(s)diade / La binaria dell’Asiento, invece, è per una storia di soggetti eguali e liberi. Soggetti capaci di azioni e pensiero – una riflessività larga e profonda (negata e impedita nella società del consumo e del mercato dei significati omologanti) –, e volti alla cooperazione dell’essere-insieme plurale. E in/con questa potenza cooperativa orizzontale, soggetti sociali intesi a pensieri e azioni coerentemente critico-conflittuali. Non ci attira lo zuccherino o la trappola per topi della raccolta attorno alle emozioni facili e svianti delle società del consumo e delle “privatizzazioni”. Il “contenuto”, se così si può dire di Ero(s)diade / La binaria dell’Asiento, è esattamente il contrario rivoluzionario del terrorismo e razzismo di stato dei padroni del potere. Il potere che colpisce e smembra i beni comuni, l’amore, i legami sociali quanto il patrimonio dei beni culturali e quello paesaggistico locale e non locale. Il potere che si arroga il diritto di decidere e della vita e della morte di ognuno e di ogni cosa. Il potere che dallo sfruttamento del lavoro e della natura è passato alla disciplina e al controllo della biopolitica e del biopotere, e contro cui Michel Foucault e Gilles Deleuze hanno previsto un intellettuale né più chierico di partito, né maestro di coscienze, ma un soggetto come un altro che lotta direttamente e per una società senza gerarchie sociali. Il mio libro di testi poetici Ero(s)diade / La binaria dell’Asiento si muove in questo orizzonte di pensiero e di azione, e in certi testi parla anche di quanto (beni comuni paesaggistici e non), anche nella nostra Città/territorio, non sfugga al nefasto del marketing e del profitto liberticidi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. 2 – Abbiamo letto più volte della sua attività saggistica e di un’altra pubblicazione più complessa che intreccia la teoria letteraria e l’impegno – engagement – poetico con le ricerche scientifico-filosofiche e financo con la stessa critica dell’economia politica marxista. Ci può dire quali relazioni possono rapportare saperi che, a prima vista, sembrano essere distanti l’uno dall’altro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. 2 – La ricerca saggistica ha accompagnato, fin dalle prime pubblicazioni, la mia scrittura poetica e il tipo di sperimentazione linguistica che la connota. Dai tempi della rivista “Impegno 70” prima, poi “Impegno 80”, a “Spiragli”, a “Fermenti” (Roma), a “Salvo imprevisti” e “Collettivo R / Atahualpa” (Firenze)  e alle nuove riviste elettroniche (come www.retididedalus.it, www.vicoacitillo.it, www.retroguardia.it, www.overleft.it, www.stilos.it...) di oggi, la pubblicazione saggistica è abbastanza presente. Ho già pubblicato (ne ricordo solo alcuni): Poesia e follia: corpo e ombra  (Salvo Imprevisti, 1988/1989), Filosofie della poesia: L’“effetto farfalla” ( Molloy, Firenze 1991); Sulle rovine e le tracce di un sogno ininterrotto (Spiragli, Marsala 1997); Antigruppo siciliano - frammenti di storia, avanguardia e impegno (www.vicoacitillo.it, Napoli, 2003); Preveggenze nel sapere po(i)etico di Dante- Dalle sfere di Dante all’ipersfera di Riemann (Fermenti, Roma 2009); Il soggetto poetico nell’economia cognitiva (Fermenti, Roma 2009), Simmetrie rotte. La curva di Koch. Il soggetto collettivo / Poesia e avanguardia impegnata (www.vicoacitillo.it / Napoli, 2010); Fare poesia in Sicilia (www.bollettario.blogspot.com / «Bollettario», XXI, n. 61, gennaio 2010). Per quanto riguarda il rapporto tra il sapere della poesia e quello delle scienze (in generale), utilizzando lo strumento dell’analogia, potrei dire, in breve, che condividono una comune capacità di astrazione immaginativa, comuni strumenti retorici di  indagine (come le metafore, il principio di somiglianza, contraddizione…), e la capacità costruttiva di mondi e modelli alternativi. Universi del discorso plurisignificativi che arricchiscono la conoscenza quanto la capacità pratica dei soggetti in un contesto storico determinato. Un altro saggio – “Per una critica dell’economia poetica dell’io” –, confluito poi nel più ampio lavoro Simmetrie rotte. La curva di Koch. Il soggetto collettivo / Poesia e avanguardia impegnata, utilizzando un ulteriore percorso ana-logico, tenta di decostruire quanto di sostanzializzato e ossificato rimane ancora nell’universo (linguaggio e sapere) del discorso della poesia. Qui, infatti, come nell’economia politica capitalistica, la coscienza individuale atomizzata (l’Io) si comporta come l’io capitalistico rispetto all’attività produttiva e ai suoi “costrutti”. Entrambi proprietari esclusivi del prodotto immesso nel mercato comunicativo. Per uno, l’artefatto (merce) è unicamente di sua proprietà, e il suo valore è tale solo in quanto valore di scambio finalizzato al profitto individualisticamente godibile ad usum delphini. Per l’altro, l’artefatto (poesia) è tale solo se interiorità (magari angosciata e abbandonata…) liricizzante e di sola proprietà dell’Io. Un lirismo tutt’al più esposto sui banchi del mercato “ingenuo e sentimentale” (Friedrich Schiller) ma ad uso e consumo della sola soggettività privata. E quest’ultima sempre più spesso ridotta all’ineffabilità o, peggio ancora, rinchiusa nell’emozionalità becera e sedativa (disciplina e controlla) della spettacolarizzazione estetizzante odierna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. 3 – Per finire un’altra domanda. Leggendo i vari interventi da lei fatti in diverse occasioni e ascoltando le cose che ci dice in questa pur breve e sintetica chiacchierata, ci sembra che nel suo discorso corra un implicito punto di vista che fa parlare insieme economia, politica, beni comuni e poesia. E, per non rimanere troppo nel vago, ci riferiamo ai suoi interventi contro la privatizzazione dell’acqua, al suo incontro (UNESCO, Erice 2009) con il filosofo della scienza Ervin László o ai titoli di alcuni suoi saggi (qui citati) come soggetto poetico, soggetto collettivo, economia cognitiva, avanguardia impegnata, etc. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. 3 -Brevemente (ci vorrebbe più tempo e spazio…per simili argomenti). Come l’acqua, la terra, l’aria…sono beni comuni di/per tutti gli uomini, dunque non privati né privatizzabili, così beni comuni sono il sapere, la conoscenza, la lingua, la cultura, la poesia e l’arte. Personalmente, con argomenti e testi di poesia, scelgo di “combattere” per la difesa dei beni comuni e un’economia politica e culturale collettiva. Un modo d’Esser-ci, quest’ultimo, sottratto alla legge del valore del mercato, della rapina e dell’uso del mondo come profitto del mercato dei privati, delle multinazionali, delle banche e delle borse finanziarie. Con il filosofo della scienza Ervin László ci siamo trovati perfettamente in linea su questo punto: è necessario per il bene di tutti e ciascuno che il mondo scelga un altro paradigma o modello/stile di vita rispetto a quello della privatizzazione e della scienza subordinata al mercato del profitto e all’individualismo. Sì che è necessario e urgente ripristinare il valore del bene collettivo e del soggetto collettivo oltre gli schemi della verticalizzazione e della gerarchizzazione del passato. Non si può più permettere di mortificare il senso prioritario del “noi” e della prassi sociale plurale direttamente democratica. Al di fuori non c’è vita per nessuna individualità separata, soprattutto se ammalata della “libido dominandi” (S. Agostino). Il soggetto collettivo della poesia e la poesia stessa, decidendo di lasciare le stanze dell’intimità lirica isolazionistica per “mescolarsi” con l’esterno e la sua materialità storica, così almeno crediamo, è sicuramente un stimolo non indifferente in questa direzione. In tempi in cui i linguaggi e la comunicazione  sono diventati forza produttiva industrializzata di nuova generazione (industria post-fordista), il suo linguaggio infatti si sottrae alla mercantilizzazione e all’omologazione, e anche perché il soggetto, che nel tempo ne ha costruito la casa, è un soggetto collettivo concretizzatosi nel patrimonio comune della poietica che gli ha dato vita e consistenza.&lt;br /&gt;L’opera pittorica di copertina, che potenzia la semantica poetica di Ero(s)diade, è del pittore Giacomo Cuttone, e porta il titolo “L’isola non è arrivo 2”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-7547777137407924146?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/7547777137407924146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=7547777137407924146' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7547777137407924146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7547777137407924146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/04/roberta-matera-intervista-nino.html' title='Roberta Matera intervista Nino Contiliano'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S8LlaFkNhAI/AAAAAAAAAHE/csaIxazslx0/s72-c/Copertina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8163885115402309019</id><published>2010-04-02T09:32:00.000-07:00</published><updated>2010-04-02T09:59:10.259-07:00</updated><title type='text'>La binaria dell'asiento</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ero(s)diade/La binaria dell'asiento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i Quaderni di “Collettivo R / Atahualpa” (Firenze 2010), esce la  nuova opera poetica di Antonino Contiliano, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ero(s)diade / La binaria dell’Asiento&lt;/span&gt;. L'introduzione è stata curata da Sergio Pattavina (Università di Palermo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S7Yg3K8mfYI/AAAAAAAAAG0/UxdIXd3i1aA/s1600/Copertina.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 206px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S7Yg3K8mfYI/AAAAAAAAAG0/UxdIXd3i1aA/s320/Copertina.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455584130809363842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'introduzione di Sergio Pattavina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra la soggettività del poeta [...] con i suoi principi astratti di libertà, eguaglianza, solidarietà, pace, si istituisce un acrimonioso disaccordo con la realtà empirica fatta di sfruttamento, di guerre imperialiste, di vecchi e nuovi fascismi, di razzismo, che dà luogo all’invettiva, all’ironia, agli stratagemmi più “in-sensati” per disarticolare il discorso, stravolgendone alchemicamente il linguaggio, dei texta (letterari, giornalistici, televisivi) del potere, appannaggio delle classi dominanti.&lt;br /&gt;Non possiamo non rilevare, en passant, una certa cromosomica affinità con la “satura” latina, tra Marziale e Giovenale, cioè con quel genere di transizione che si sviluppò nella Roma imperiale, nel processo di dissoluzione dell’arte classica e della società schiavista,  la cui essenza consiste, secondo Hegel, nel fatto che  “un animo virtuoso a cui rimanga negata la realizzazione della sua coscienza in un mondo di vizio e stoltezza, si volge  con appassionata indignazione o sottile arguzia e gelida amarezza contro l’esistenza che gli sta dinanzi, ridicolizzando o adirandosi contro il mondo che direttamente contraddice  alle sue idee di virtù e verità” (Estetica). &lt;br /&gt;L’esito di questo atteggiamento, l’approdo tematico e retorico, non può essere certo la fuga, né esistenziale né tanto meno linguistica, dal presente (“una premessa senza promessa, un’insonnia/ raggrumata dove il desiderio naviga l’àncora/ la poesia entro lo stupore dello sguardo/ un nesso che cerca l’amplesso, e l’ora/ il tempo predatore è ‘ancora una volta’”, in Esodo), in quanto la soggettività è concatenata all’essere, ma la poiesis si piega e si arrovella nella ricerca di immagini che possano far apparire la distanza critica, ideologica ed esperienziale dall’esser-ci; e da qui alcune tematiche evocate nei titoli e nei versi da Contiliano: l’esilio, l’esodo, il viaggio, il naufragio, il mare, lo scoglio, la riva, linea di confine e di transizione fra noi e l’altro da noi, ed infine, riprendendo l’interpretazione di Ero(s)diade cui ho accennato all’inizio, l’eros, affermazione della nostra identità attraverso l’altro, linea di confine ed unità con la parte mancante di noi, che il potere non può tenere del tutto sotto controllo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8163885115402309019?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8163885115402309019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8163885115402309019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8163885115402309019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8163885115402309019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/04/la-binaria-dellasiento.html' title='La binaria dell&apos;asiento'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S7Yg3K8mfYI/AAAAAAAAAG0/UxdIXd3i1aA/s72-c/Copertina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8670682149061313665</id><published>2010-03-04T03:01:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T03:10:27.860-08:00</updated><title type='text'>Godot non è arrivato! Allora importa chi parla chi!</title><content type='html'>Ong non-estinti poetry al Merkaba&lt;br /&gt;(diario marzo-giugno 2010)&lt;br /&gt;Godot non è arrivato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il successo delle serate di letture poetiche al Caffè letterario (Merkaba) di Marsala, e soprattutto dell’omaggio al poeta Ferdinando Pessoa (20 febbraio 2010), l’Ong non-estinti poetry, coordinata dall’Avv. Fabio D’Anna (autore del Marsalese) e dal poeta Antonino Contiliano, presenta il suo programma poetico-letterario fino a giugno 2010. La scadenza degli incontri è sempre dell’ordine di una al mese (salve variazioni tempestivamente comunicate), e dalle ore 22 alle 23. Diario degli incontri: domenica  21 marzo, venerdì 30 aprile, venerdì 28 maggio e venerdì 25 giugno 2010. &lt;br /&gt;L’Ong non-estinti poetry di Marsala si augura, come attestato dalla foto qui riprodotta, che ci sia una maggiore affluenza di partecipanti e lettori diretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S4-UmTjmlfI/AAAAAAAAAGk/mibIWUPQuok/s1600-h/Senza+titolo-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 123px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S4-UmTjmlfI/AAAAAAAAAGk/mibIWUPQuok/s320/Senza+titolo-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444733860319761906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La poesia “informa” e “forma”. J. Bruner scrisse che la poesia è “un mondo al congiuntivo”. Oltre ad essere godimento estetico e di pensiero, il piano del suo piacere est-etico, veicolato dall’ordine simbolico-discorsivo “tipico” del suo linguaggio, dialogando con le letture del mondo, è interpretazione e proposizione di mondi alternativi o paralleli.&lt;br /&gt;La novità del 21 (domenica) marzo, rispetto al tradizionale ultimo venerdì di ogni mese, è giustificata dal fatto che l’UNESCO ha dichiarato il 21 marzo (coincidente con l’ingresso astronomico della primavera) giornata mondiale di “festa” dedicata alla poesia. &lt;br /&gt;Il tema, che raccoglie in accordo di ricerca documentaria – i testi dei poeti anche come documenti di un’epoca, delle sue “visioni”, dei suoi conflitti, delle lacerazioni, delle esecrazioni e dissacrazioni… –, “Godot non è arrivato! Allora importa chi parla chi!”. E gli autori al centro delle serate sono Ossip Mandel’štam, Ezra Pound, Bertolt Brecht, Paul Celan e Ferdinand Céline.&lt;br /&gt;Se “Godot” non ha liberato il mondo, anzi l’ha sottoposto a sofferenze estreme e all’autodistruzione, lo vedremo insieme a questi poeti/letterati e tramite il loro lascito creativo. Del resto la violenza di cui sono stati testimoni, e a volte anche “complici” più o meno consapevoli, oggi è ancora di turno. E guarda caso sono gli stessi protagonisti “faber” civilizzatori, il prosieguo di quello stesso umanismo, democraticismo e liberalismo che arma le loro mani e le loro politiche di sfruttamento e sterminio programmato di uomini, biodiversità e ambiente. Le immagini non mancano, e certamente non mentono. E se questo serve a rinfrescare la nostra memoria, con Ottavio Paz, possiamo ripetere che la poesia “è la Memoria fatta immagine e l’immagine convertita in voce”. Allora non c’è migliore occasione che partecipare all’incontro delle voci, che ognuno può far sentire, potenziando le presenze dei marsa-lesi presso le serate poetiche al Merkaba organizzate dall’ Ong non-estinti poetry.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8670682149061313665?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8670682149061313665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8670682149061313665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8670682149061313665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8670682149061313665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/03/godot-non-e-arrivato-allora-importa-chi.html' title='Godot non è arrivato! Allora importa chi parla chi!'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S4-UmTjmlfI/AAAAAAAAAGk/mibIWUPQuok/s72-c/Senza+titolo-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8240110837690140831</id><published>2010-03-01T09:34:00.000-08:00</published><updated>2010-03-01T12:16:30.213-08:00</updated><title type='text'>Il connubio delle arti: “Corpo a corpo. Turi Sottile e i poeti”</title><content type='html'>Galleria Studio 71 (Palermo, 20 febbraio 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Turi Sottile  usa i suoi colori come lame affilate di coltelli o fasci di luce laser per aprire, lacerare e accoltellare il vuoto stracolmo del vaso di Pandora. Lo seziona e lo aggredisce per “realizzare” l’invisibile pieno e vibrante della materia sulla tela o altro supporto a superficie e geometria piegate. Ne muta il brusio, ne ascolta il fuoco atomico crepitante centrale che lo fa divenire e lo distende con pugni sparati e distese forme amorfe esplose. Stessa cosa fa il poeta: svuota il vuoto della pagina bianca allorquando de-cide lo spazio, e taglia la forma con il suo ordine simbolico e sintattico straniato. &lt;br /&gt;Se poi, come è avvenuto in “Corpo a corpo. Turi Sottile e i poeti”, si incontrano poesia e pittura per reciprocamente dirsi quanto sfugge alla cattura di un linguaggio rispetto ad un altro, allora la ricerca e gli esiti artistici e poetici del connubio sono più interessanti e produttivi di polisemia non comune, come quando due corpi sociali eterogenei si incrociano e generano una nuova vita ibrida che comincia battere con ritmi propri.&lt;br /&gt;Una singolarità sociale che, pur parlando ognuno con voce propria, produce plusvalore e saggio di profitto semantico, di natura artistico-poetico, in termini di crescita esponenziale e in ragione dell’aumento del capitale “costante” complessivo e delle “variabili”. Una tendenza di produttività significante e di senso polisemico sovrabbondante, che capovolge le equazioni della caduta tendenziale del saggio di profitto dell’IO (Capitale), il proprietario individualista dell’economia capitalistica: diminuendo la componente variabile e, invece, aumentando la composizione organica del capitale costante, il saggio di profitto diminuisce in ragione della diminuzione della forza-lavoro viva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4dc78cb7f89e0496" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v13.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D4dc78cb7f89e0496%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068574%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D709677E97FE887332C70F19FA90C9EF45E0ACD8E.847907B47F61D07624970D27103F3824861D648A%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D4dc78cb7f89e0496%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D5ZZJc2epG7VHgSAq7goFOcKGMdw&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v13.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D4dc78cb7f89e0496%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068574%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D709677E97FE887332C70F19FA90C9EF45E0ACD8E.847907B47F61D07624970D27103F3824861D648A%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D4dc78cb7f89e0496%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D5ZZJc2epG7VHgSAq7goFOcKGMdw&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il caso dell’opera collettiva “Corpo a corpo. Turi Sottile e i poeti”. E per questo che, in “Corpo a corpo. Turi Sottile e i poeti”, gli alieni della parola si sono incontrati al crocevia con la testualità dei testi pittorici di Turi. I testi della pittura e quelli della poesia, come in un passaggio di trans-izione e di tra-duzione reciproco, infatti si sono mutuamente riflessi in un attrito simultaneamente gravitazionale e di espansione che ha generato altri universi. Sono gli elementi del pittore – linee, punti, colori, pieghe, s-fusioni e pennellate, rullate e incroci di vibrazioni elettronico-luminose e fasci di fotoni-fonologici da matter dark – che si sono incontrati con l’alter-ego-alter degli elementi turbolenti dei poeti, i quali, presi dall’“amour fou” di bretoniano surrealismo, si sono sperimentati in un viaggio “amoroso” di anabasi poetica unico. &lt;br /&gt;Un amore meticciato e ribelle alle convenzioni di genere e differenza specifica. Un nexus e un eros che si abbraccia con gli elementi del poeta – la voce simbolizzata di ventidue poeti tra i più significati della nostra contemporaneità. La voce che si è fatta lettera o gramma, sintagma, inserti e frammenti  linguistici come voli che attraversano le tele del pittore Sottile, il  “gran mare dell’essere” di Turi, come ebbe a dire il critico d’arte e poeta Aldo Gerbino la sera dell’inaugurazione della mostra a Palermo (20 febbraio 2010), nella Galleria Studio 71. Interveniva pure Vinny Scorsone, una giovane critica d’arte. La Sig.ra Scorsone ha scritto e detto come l’opera del pittore siciliano (il “terrore/terronio/terrognio” Sottile, il siculo errante, come ci siamo reciprocamente qualificati all’atto della conoscenza con Turi) catturi “l’attenzione del distratto visitatore costringendolo a soffermarsi su una frase, anche solo su una parola”. &lt;br /&gt;Una “contaminazione dei linguaggi”, come ha scritto e ideato, in una con Turi, la poetessa Maria Teresa Ciammaruconi, la grande assente di quella serata. Era trattenuta a Roma da impegni non derogabili. Un’assenza, senza la quale, però “Corpo a corpo. Turi Sottile e i poeti” non sarebbe venuta a Palermo e non avrebbe visto neanche il primo mattino della sua nascita. E noi non avremmo avuto il piacere di assaporare la danza del syn-bállein – il gettarsi insieme – della poesia e della pittura nello sguardo del pittore e dei poeti nella corrispondenza d’amorosi sensi e di intelletto che li vede insieme mentre curvano il vuoto sfidante con i colori e le parole della formazione simbolico-semiotica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8240110837690140831?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8240110837690140831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8240110837690140831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8240110837690140831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8240110837690140831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/03/il-connubio-delle-arti-corpo-corpo-turi.html' title='Il connubio delle arti: “Corpo a corpo. Turi Sottile e i poeti”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5988904065813681313</id><published>2010-02-11T04:29:00.000-08:00</published><updated>2010-02-11T04:35:29.500-08:00</updated><title type='text'>Ong non-estinti poetry  &amp; Merkaba</title><content type='html'>Ong non-estinti poetry  &amp; Merkaba di Marsala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Venerdì 29 gennaio 2010, ore 21,30-22,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; dedica la serata delle letture poetiche a Fernando Pessoa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Una sola moltitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S3P4n8cMWzI/AAAAAAAAAGM/APIx9dHaZyc/s1600-h/clip_image002.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 237px; height: 182px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S3P4n8cMWzI/AAAAAAAAAGM/APIx9dHaZyc/s320/clip_image002.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436962540289284914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ong non-estinti poetry &lt;br /&gt;Fabio D’Anna e Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso libero e libere letture. Ognuno legga le poesie che gli aggradano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5988904065813681313?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5988904065813681313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5988904065813681313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5988904065813681313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5988904065813681313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/02/ong-non-estinti-poetry-merkaba.html' title='Ong non-estinti poetry  &amp; Merkaba'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S3P4n8cMWzI/AAAAAAAAAGM/APIx9dHaZyc/s72-c/clip_image002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-6250194736183644319</id><published>2010-02-06T01:25:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T01:30:20.774-08:00</updated><title type='text'>Tra il pesce pigiama e il pesce pagliaccio (pro palestinesi)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S202K6aqsYI/AAAAAAAAAGE/jqEm3vZTJBk/s1600-h/Gaza.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 222px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S202K6aqsYI/AAAAAAAAAGE/jqEm3vZTJBk/s320/Gaza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435059886413754754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi non ha sentito in questi giorni il sollen (dovere) delle sbafarate, le dichiarazioni di “stato” democratico e liberale, supinamente elargite dal Presidente del Governo italiano al presidente di Israele Nietaniau,? Con quale coraggio e verità storica si può incensare democratico e liberale uno Stato e un Governo, quello israeliano, che applica al popolo palestinese la patente di combattenti terroristi, quando utilizzano, da più di mezzo secolo, nei confronti di quella gente e della loro terra una politica di guerra predatoria, colonizzante, espropriatrice  e genocida? &lt;br /&gt;Israele è uno Stato e un Governo che applica ai palestinesi gli stessi metodi per cui il popolo ebraico, oggi, celebra la Shoah (lo sterminio curato dai nazisti nei loro confronti, l’OLOCAUSTO)! E, alla sua dissidenza interna, non consente espressione pubblica, così come i media italiani governativi non danno spazio alle ragioni della “resistenza” palestinese tranne che per bla-bla-dire-disdire che bisogna adoperarsi per riprendere il tavolo delle trattative di pace…&lt;br /&gt;Il territorio palestinese, o quel che gli resta come una riserva indiana (non a caso lo Stato israeliano, oggi, gioca il ruolo di avamposto americano in medioriente e dell’ala della destra occidentale ed europea, nonché del moderatismo dei padroni del ricco mondo di certi sceicchi), è infatti un ghetto e un campo di tiro a bersaglio sicuro per la micidiale macchina bellica israeliana annientatrice. &lt;br /&gt;Non solo! Asserragliati, sono deprivati della loro economia, dell’energia, della loro acqua (gli israeliani deviano le vene d’acqua), della libertà di movimento, degli aiuti umanitari (convogli dell’Onu e della Croce rossa) con i loro aiuti alimentari e medicinali sostano per settimane bloccati ai cech point prima di essere rimandati indietro. Non hanno il permesso di superare lo sbarramento per portare aiuto ai sofferenti, agli ammalati, alla popolazione palestinese, attorno a cui vengo eretti  muri reali o campi di concentramento a cielo aperto.&lt;br /&gt;E nonostante queste cose si sanno (popoli e governi), gli italiani, per mezzo dei suoi rappresentanti, di governo e di opposizione, profondono, prosternati, legittimità democratica e liberale a Israele! E Israele ha centrali nucleari e deterrenza atomica, e altrettanta potenza di armi convenzionali e non convezionali come i palestinesi (muniti di pietre e razzi da giochi d’artificio) non hanno, e non possono mai avere. Ma nessuno ha mai chiesto, come hanno fatto con Iran e Corea del Nord, ispezioni punitive o deliberato embarghi o isolamenti internazionali.&lt;br /&gt;Ma dove sono anche le voci degli intellettuali di questo nostro paese dei giochi di tv e sedativi sculettanti tra veline  e veleni di ogni genere carnevalesco!&lt;br /&gt;Come si può consentire, senza battere ciglio, a un Primo ministro (dittatorello baluba), e ai suoi accoliti (non ultimo il ministro dell’INGIUSTIZIA),  di dire che rappresenta e parla in nome del popolo italiano tutto. È talmente analfabeta o in spudorata malafede e impunità (non è un caso che sia la primula delle impunità) che mescola la RAPPRESENTANZA  di una maggioranza (repubblichina) con la PRESENZA di un Popolo intero. &lt;br /&gt;Non mi rappresenta né Lui, né il suo Governo, né l’inesistente opposizione di chi opposizione non fa e alternative non propone.&lt;br /&gt;La Palestina, oggi, è come Haiti.  Una terra dove si muore di stenti, di privazioni, di emarginazione, di povertà, di disoccupazione, di sterminio dei diritti e della stessa vita ad opera di chi della vita e dei diritti vorrebbe, invece, farsi una bandiera liberale e perbenista, mentre favorisce la libera circolazione delle merci impedendo quella delle persone e del popolo dei migranti, sottoposti a nuove leggi razziali e al terrore dell’antiterrorismo e della sicurezza o dell’in-tolleranza della civiltà umanistico-cattolico-borghese.&lt;br /&gt;“Umanismo o terrore”? Nessun “umanismo” al posto del “terrore”! La bandiera di questi stragisti di professione – che governano il mondo del capitale liberale e della presunta democrazia borghese-repubblicana, ovvero il regime della maggioranza ormai allo sfascio e nel vuoto di qualsiasi rappresentanza che non sia quella del proprio e dei  propri compagni di merenda. &lt;br /&gt;Semmai, il loro spot politico può essere solo quello, indegnamente praticato e capovolto di “Virtù e Terrore” dei rivoluzionari francese della pasta di Robespierre e Saint Just. Quelli avevano in mente e nella prassi una nuova società: quella della libertà nella fratellanza e nell’eguaglianza. Questi nostrani omuncoli di governo liberista praticano il “Terrore” senza la “Virtù”, e hanno solo la carta d’identità della schiavitù altrui per la conservazione del proprio stile di vita e di rappresentanza populistica come interesse generale e cinica “governante”. Per  loro i crimini della loro violenza e della loro guerra, come anche il diritto del loro potere e della loro sopraffazione (impunita) sono benemeriti di civiltà e umanità, e pronti a “fare dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti l’Evento unico e sacro del XX secolo; dell’antisemitismo, il contenuto destinale della storia europea; della parola “ebreo" la designazione vittimaria di un assoluto di ricambio; e della parola “arabo”, appena velata sotto quella di “islamico”, la designazione del barbaro. Da questi assiomi risulta che la politica coloniale dello stato d’Israele è un avamposto della civiltà democratica, e l'e¬sercito americano l’ultimo garante di un mondo accettabile”. (Alain Badiou, Il secolo).&lt;br /&gt;Dov’è l’antagonismo della sinistra e degli intellettuali? L’eterno presente della fine della storia, gli ha mozzato il fiato e la lingua? La “rassegnazione” è dei “preti” (Breton). La contraddizione fondamentale (Mao), e nessuna delle contraddizioni fra il popolo sono state affrontate e risolte da divinità alcuna. Ribellarsi è un diritto, e Berlusconi non è certo l’espressione del dolore per la sorte e il genocidio in itinere dei palestinesi!&lt;br /&gt;Se nell’agorà politica non c’è “rumore” –  sottolineava Montesquieu –, la democrazia è morta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-6250194736183644319?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/6250194736183644319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=6250194736183644319' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6250194736183644319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6250194736183644319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/02/tra-il-pesce-pigiama-e-il-pesce.html' title='Tra il pesce pigiama e il pesce pagliaccio (pro palestinesi)'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S202K6aqsYI/AAAAAAAAAGE/jqEm3vZTJBk/s72-c/Gaza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-6558152221973439809</id><published>2010-02-06T01:22:00.001-08:00</published><updated>2010-02-06T01:24:57.512-08:00</updated><title type='text'>Nel “campo” akashico un nuovo modello di coesistenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S201XuECHzI/AAAAAAAAAF8/IejOikuMCJ8/s1600-h/Nino%2BErvin.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 237px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S201XuECHzI/AAAAAAAAAF8/IejOikuMCJ8/s320/Nino%2BErvin.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435059006924267314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Incontro con Ervin László&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’UNESCO di Trapani, nella sua sede di Erice, ospita ancora una volta il filosofo della scienza Ervin László. È il 30 gennaio 2010. L’iniziativa è del gruppo dirigente dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione e la Scienza) trapanese, e precisamente nella persona del suo Presidente, Dott. Vincenzo Bandi, e del Dott. Vincenzo Garaffa, Vicepresidente. L’incontro con il filosofo (nato a Budapest nel 1932) della scienza e pianista, due volte candidato al Nobel per la Pace, si svolge in un  contesto dialogico che affronta il pensiero dell’autore maturato e reso pubblico tramite il libro LA SCIENZA ED IL CAMPO AKASHIKO (URRA Edizione).&lt;br /&gt;Invitati (unitamente al dr. V. Bandi e V. Garaffa), a discutere con Ervin László sono: il prof. Rosolino Buccheri (astrofisico CNR- Palermo), il prof. Armando Vitrano, il dr. Paolo Calabresi e Antonino Contiliano (presentato all’ospite e al pubblico presente come poeta e filosofo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale ricordare che il prof. László è anche Presidente del Club of Budapest International, e tra gli attori e protagonisti del progetto “Globale 2012”. Il progetto è una rete planetaria finalizzata a una coscienza, atta a favorire una grande sintesi delle conoscenze e delle esperienze per riunirle in un modello unitario che inglobi l’essere umano, la società e il pianeta secondo i criteri della complessità scientifica, la giustizia umana e la saggezza spirituale. &lt;br /&gt;Incalzato dai partecipanti alla discussione e al dialogo, infatti, il filosofo riprendeva continuamente l’IDEA scientifica e insieme utopica di questo progetto “Globale 2012”, la quale si trova anche al centro delle riflessioni e delle argomentazioni del suo libro, LA SCIENZA ED IL CAMPO AKASHIKO. Un’idea di unitarietà, di relazione e di connessione reciproca di tutti gli elementi della vita del nostro universo che fa sì che ognuno è PARTE  e non sovrano assoluto con il diritto e il potere di sottomettere cose, animali e simili al proprio uso e consumo.&lt;br /&gt;Non è un caso che una delle parole che significa il titolo del libro del prof. László è infatti Akashiko.   Akashiko è vocabolo sanscrito che significa: “spazio, etere, cielo o 7° cielo, e nei sacri testi della tradizione indiana del VI° secolo a. C., designa una dimensione superiore da cui tutti proveniamo e a cui dobbiamo tornare, nonché la dimora del Supremo”. Non è altresì casuale che l’altra vocabolo significante è la parola “campo”, il termine semantico, cioè, che è proprio del “paradigma” della scienza “quanto-relativistica”. Campo, in questo modello scientifico, è infatti, come l’ Akashiko indiano, una strutturazione di relazioni tra tutti gli elementi del campo quantistico. L’insieme delle CONNESSIoni che come PARTI vivono in quanto coesistono e reciprocamente interagiscono in maniera autonomia e dipendenza; parti sottoposte a una logica plurale, e ognuna come indispensabile all’altra nel rispetto dei limiti che la RELAZIONE comporta. Le logiche delle relazioni comunicano e significano solo entro le regole di una sistema complesso in funzione.&lt;br /&gt;Un modello logico-matematico e scientifico – paradigma – o insieme di teorie, procedure e metodi di analisi che (unitamente alle connesse dimensioni antropologiche, sociologiche, politiche, etiche…delle diverse società umane terrestri) – diceva László – la comunità scientifica vorrebbe trasferire come praticabilità della comune vita planetaria.&lt;br /&gt;Un paradigma, in altre parole, che, per analogia, si propone anche come una “visione” o “cosmo-visione” (come ha sottolineato chi scrive durante il suo intervento). Una concezione e una costruzione che richiede non scienza, immaginazione e una progettualità etico-politica alternativa, collettiva. L’esempio (in tal senso) del mondo delle CONNESSIONI  quantistiche – il campo – o quello di presentarsi “banca che presta senza interesse” è quanto mai lampante del funzionamento co-operativista e democratico collettivo della natura. Lo scambio energetico di emissioni e riassorbimento tra le particelle delle vibrazione atomiche, noto come “free lunch”, è infatti un pranzo comune e libero o senza profitto, come sottolineava lo scrivente nel corso del dibattito.&lt;br /&gt;Per un breve lasso di tempo e, diversamente dal capitalismo neoliberista degli attuali padroni del mondo e signori della guerra, le CONNESSIONI della natura mostrano come sia possibile anteporre il bene di tutti di tutti gli elementi in gioco. E all’orizzonte storico politico c’è anche una scommessa in tal senso. È la coraggiosa, nuova ed esemplare rivoluzione che Bolivia ed Ecuador, già fin dal 2008, hanno messo in atto dichiarando, nella loro nuova Carta Costituzionale, la Natura  “Soggetto di diritto” e gli uomini, tutti, egualmente “parte”.&lt;br /&gt;Il nostro mondo capitalistico, invece, preferisce ancora, come gli ha insegnato il pensiero cristiano-cattolico e liberale-borghese, che il “bipide implume” e “scimmia” battezzata e civilizzata è il solo padrone e signore del “creato”, e che a rimediare alle catastrofi, se ne ha voglia, c’è sempre una divinità disponibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-6558152221973439809?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/6558152221973439809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=6558152221973439809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6558152221973439809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6558152221973439809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/02/nel-campo-akashico-un-nuovo-modello-di.html' title='Nel “campo” akashico un nuovo modello di coesistenza'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S201XuECHzI/AAAAAAAAAF8/IejOikuMCJ8/s72-c/Nino%2BErvin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-6496304821321618563</id><published>2010-02-06T01:19:00.001-08:00</published><updated>2010-02-06T01:21:26.938-08:00</updated><title type='text'>C’ è un pianeta da salvare e la sua bio-polis?</title><content type='html'>Occorre occuparsi delle tarme!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il filosofo della scienza (e anche pianista) Ervin László (nato a Budapest nel 1932), esperto pure di teoria dei sistemi, è a Trapani. Siamo nella serata del 16 gennaio 2010. László è ospite della “Fondazione Pasqua 2000” in occasione di “una cena per nutrire la cultura”. La serata è stata organizzata da Don Liborio in uno dei saloni del seminario di Trapani. Il filosofo Ervin ha pubblicato circa 75 libri e oltre quattrocento pubblicazioni scientifiche. In atto, al centro delle sue ricerche, è la questione della grave crisi climatico-energetica-ambientale. E su questo va in giro in Europa e altrove per conferenze e dibattiti. Per ora si trova a Trapani. Come ha dichiarato, durante la serata della “cena per la cultura” del 16 gennaio 2010, è in Sicilia sia per un periodo di vacanza, che di ricerca sull’ambiente e le fonti energetiche alternative. Durante la serata, dopo aver rivolto il saluto ai convitati, ha esternato anche il suo compiacimento ed apprezzamento per la natura siciliana, la sua cultura, la sua storia, gli amici, la calorosa accoglienza e incomparabile ospitalità con cui è stato accolto. &lt;br /&gt;Il filosofo, recentemente (dicembre 2009), invitato dall’UNESCO trapanese, nella persona del suo attuale Presidente Vincenzo Bandi (Preside/Dirigente), e su iniziativa del Dott. Vincenzo Garaffa, è stato, pure, il relatore di una ricca e documentata conferenza-dibattito sull’attuale situazione di crisi energetica, climatica ed ambientale planetaria. L’incontro, presenti studenti e Cittadinanza, si è svolto nell’Aula Magna del Polo Universitario trapanese. Candidato al Nobel per la Pace e Presidente del Club of Budapest International è tra gli attori e protagonisti del progetto “Globale 2012”. Il progetto è una rete planetaria finalizzata a una coscienza, atta a favorire una grande sintesi delle conoscenze e delle esperienze per riunirle in un modello unitario che inglobi l’essere umano, la società e il pianeta secondo i criteri della complessità scientifica, la giustizia umana e la saggezza spirituale. La Terra, nei prossimi anni, aggredita dalla rapacità del modello economico-sociale capital-liberistico, sarà sottoposta ad instabilità critica ambientale e sociale tale, che se non si interviene in tempo segnerà la fine di ogni forma di vita sul pianeta, almeno così come ora noi la conosciamo. László, filosofo della scienza e della teoria dei sistemi, propone insomma un modello “olistico” o comprensivo di una interazione interdipendente, necessaria e ineludibile tra l’attività dell’uomo e il suo ambiente planetario. Ritiene che, per maturare una coscienza universale di nuovo tipo eco-sistemico totale e integrato, siano le coscienze individuali l’unica strada percorribile. “Macro Schift” è il nome espressivo che qualifica il raggiungimento di questa “massa critica”, ovvero l’unitarietà e l’unità delle coscienze individuali in grado di cambiare la visione del mondo ed il modo in cui l’umanità si rapporta ad esso. Noi siamo altresì convinti che, per una svolta radicale, è indispensabile che la maturazione delle coscienze individuali si accompagni al cambio di modello economico e sociale.  &lt;br /&gt;Il fallimento del protocollo di Kyoto (la riduzione delle sostanze inquinanti, cfc, etc.), come ebbe a sostenere chi scrive, durante l’incontro-dibattito al “Polo Universitario di Trapani”, dopo che il filosofo László aveva illustrato la gravità della crisi con grafici e percentuali, è opera soprattutto degli “Stati” capitalisti o del “primo mondo” e del loro modello di sviluppo. Se al fallimento di “Kyoto”, aggiungiamo quello di Copenhagen (ultimo summit in ordine di tempo sul clima), allora la nostra preoccupazione è maggiormente avvalorata. &lt;br /&gt;Nessuna variazione nello stile di vita delle persone se non c’è, simultaneamente, un cambio di modello socio-economico e di “governance”, quel misto di cinismo politico e dittatura populistica che ha svuotato di qualsiasi significato ogni “rappresentanza della volontà generale” per privatizzare e mercantilizzare ogni cosa! Il filosofo Slavoj Žižek, nella sua opera “In difesa delle cause perse- Materiali per la rivoluzione globale”, dice che puntare al risanamento solo mediante la riconversione di una “industria pulita” è cosa insufficiente.&lt;br /&gt; Il “primo mondo”, in poche parole, non vuole farne le spese! Anzi, continua a vendere tecnologie inquinanti (non più usate in patria) ai paesi poveri, e dichiara di non avere abbastanza soldi per il disinquinamento, lì dove a Copenhagen sono stati fatti i conti (che risultano sostenibili). I costi aggiuntivi (necessari per contenere (entro il 2030) la temperatura fra il 2,0 e 2, 4 gradi centigradi) sono, infatti, modesti. E lo sono a fronte delle spese per gli armamenti o degli investimenti per salvare le banche dall’ultima crisi finanziaria. &lt;br /&gt;“Secondo alcuni basterebbe destinare l’1% del Pil mondiale all’anno (810 miliardi di dollari) per abbattere del 70% la CO2 entro il 2030 (secondo altre stime ci vorrebbe tra il 2/3%. Ma la Fed e il Tesoro degli Stati Uniti hanno impegnato 12 miliardi di dollari (ma hanno speso solo 2.000 miliardi dollari) per salvare mercati finanziari e industrie decotte” (Paolo Cacciari, Il day after di Copenhagen, in Carta/Cantieri sociali, XII, n. 1, 15/21 gennaio 2010, pp. 28-31). &lt;br /&gt;Gli Usa, per il 2008, hanno speso 800 miliardi di dollari per gli armamenti, equivalenti a 3miliardi di euro al giorno, pari a 424 euro pro capite (in Italia al 2% del Pil). Si investo 18 mila miliardi per salvare le banche dalla crisi finanziaria (la “finanza creativa”!), e i governi nazionali  e i loro G8/20 dicono di non essere in grado di trovare tra 10 e 30  miliardi di dollari all’anno (fonte Onu) per l’istruzione dei bambini e delle bambine. &lt;br /&gt;Nel mondo le persone senza casa (per non tener conto di quelli che moriranno per fame e sete: circa due miliardi nei prossimi anni) sono più di un 1 miliardo, e per il “2020 la popolazione in queste condizioni crescerà del 70% (responsabili Fmi e Bm); in Italia più del 20 % della popolazione vive in affitto; sono 4 milioni le famiglie che faticano a pagare l’affitto…i canoni pesano più del 50% sul reddito; nel 2088 sono state 140 mila le richieste di sfratto, e 53 mila le sentenze e 25 mila le esecuzioni” (Anna Pizzo, Movimenti urbani cercano casa. Un fenomeno mondiale, in Carta/Cantieri sociali, XI, n. 46, 24 dic. 2009/ 14 gen. 2010, p. 38). &lt;br /&gt;Eppure le agenzie finanziarie continuano a spremere i paesi poveri. All’inizio degli anni Novanta i paesi poveri inviavano più di 4 miliardi di dollari al mese ai propri creditori solo per pagare gli interessi del debito estero. Con il pagamento del debito (+ interessi) stesso, stiamo parlando di 12.500 milioni di dollari al mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-6496304821321618563?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/6496304821321618563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=6496304821321618563' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6496304821321618563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6496304821321618563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/02/c-e-un-pianeta-da-salvare-e-la-sua-bio_06.html' title='C’ è un pianeta da salvare e la sua bio-polis?'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-2228860146595461960</id><published>2010-02-06T01:19:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T01:20:30.755-08:00</updated><title type='text'>C’ è un pianeta da salvare e la sua bio-polis?</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-2228860146595461960?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/2228860146595461960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=2228860146595461960' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/2228860146595461960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/2228860146595461960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/02/c-e-un-pianeta-da-salvare-e-la-sua-bio.html' title='C’ è un pianeta da salvare e la sua bio-polis?'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8822328085017547008</id><published>2010-01-28T08:14:00.001-08:00</published><updated>2010-01-28T08:24:46.608-08:00</updated><title type='text'>"Ong non-estinti poetry" - 29 gennaio 2010</title><content type='html'>Merkaba Caffè Letterario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corso G. Amendola  57- Marsala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         Ospita&lt;br /&gt;                Ong non-estinti poetry &lt;br /&gt;            La poesia, questa SVER- gognata e fa-Nulla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Serata dedicata alla poetessa Nadia Cavalera)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 29 gennaio 2010, ore 21,30-22,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S2G4eDzguSI/AAAAAAAAAF0/SrZBtTTK8K8/s1600-h/Maya.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 129px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S2G4eDzguSI/AAAAAAAAAF0/SrZBtTTK8K8/s320/Maya.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431825452142475554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Francisco Goya, La maja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ong non-estinti poetry &lt;br /&gt;Fabio D’Anna e Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso libero e libere letture. Ognuno legga le poesie che gli aggradano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8822328085017547008?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8822328085017547008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8822328085017547008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8822328085017547008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8822328085017547008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/01/blog-post_28.html' title='&quot;Ong non-estinti poetry&quot; - 29 gennaio 2010'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S2G4eDzguSI/AAAAAAAAAF0/SrZBtTTK8K8/s72-c/Maya.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-7633975474066913661</id><published>2010-01-05T03:20:00.000-08:00</published><updated>2010-01-05T05:12:16.728-08:00</updated><title type='text'>Ong non-estinti poetry</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S0Mhv9ITegI/AAAAAAAAAFU/V5PTtwC8wq0/s1600-h/Turi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S0Mhv9ITegI/AAAAAAAAAFU/V5PTtwC8wq0/s320/Turi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423215484031171074" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                                       Nudo di donna &lt;br /&gt;                                     (pittore:Turi  Sottile)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Merkaba Cafè Letterario" (Corso G. Amendola  57- Marsala), Martedì 29 dicembre 2009, ore 21,30,&lt;br /&gt;                                          Ha Ospitato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                     Ong non-estinti poetry &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                 (letture per “pornografie” poetiche) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata delle letture poetiche – partecipate e libere – è stata dedicata al pittore siciliano Turi Sottile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                     Ong non-estinti poetry &lt;br /&gt;                                                Fabio D’Anna e Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso libero e libere letture poetiche.&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-2d9edb3b3fc7db36" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v6.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D2d9edb3b3fc7db36%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068574%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D19D0F0BD8CA2987D73AE03409E30A42159E3E2EC.66FA57550ECD77CED7402CA5AD8124D7247DD93F%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D2d9edb3b3fc7db36%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D8W2GUJ62BWj9XJpOqn3aUBBiOa8&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v6.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D2d9edb3b3fc7db36%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068574%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D19D0F0BD8CA2987D73AE03409E30A42159E3E2EC.66FA57550ECD77CED7402CA5AD8124D7247DD93F%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D2d9edb3b3fc7db36%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D8W2GUJ62BWj9XJpOqn3aUBBiOa8&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel video, il testo letto (con la voce di Antonino Contiliano) si intitola "Il sogno di Paola", ed è tratto dalla raccolta poetica IPERPOEMA. PRIMA CHE LA NOTTE FINISCA di Maria Teresa Ciammaruconi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-7633975474066913661?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/7633975474066913661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=7633975474066913661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7633975474066913661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7633975474066913661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2010/01/ong-non-estinti-poetry.html' title='Ong non-estinti poetry'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/S0Mhv9ITegI/AAAAAAAAAFU/V5PTtwC8wq0/s72-c/Turi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-6847526247110912408</id><published>2009-10-27T05:08:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T06:01:18.487-07:00</updated><title type='text'>'Elmotell blues premiato a "L'Isola dei Versi"- Sassari 2009.</title><content type='html'>La II Edizione del Premio Internazionale di Poesia Città di Sassari – L’Isola dei Versi  (17 ottobre 2009) – ha assegnato il primo  premio al testo di poesia collettivo ‘ELMOTELL BLUES di Antonino Contiliano, che ne è stato l’ideatore, il curatore del montaggio e il regista. Gli coautori del testo sono: Giacomo Cottone, Valerio Cuccaroni, Gino De Vita, Guglielmo Lentini, Francesco Muzzioli ed Emilio Piccolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Giuria del Premio – Giuseppe Serpillo, Herman Lodola, Marco Manetta, Luigia Polo, Giovanni Nucis, Aldo Maria Morace, Antonio Fiori, Antonio Strinna, Guanfranco Chironi – ha così motivato la sua decisione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contaminazioni stilistiche, musicalità filosofiche dal tratto orchestrale; parole disseminate su sentieri paralleli gestiti con maestria profetica dalla regia di un poeta-scultore.&lt;br /&gt;In questo testo Contiliano mette insieme una materia multiforme di linguaggi sparsi e la plasma con arte jazzistica.&lt;br /&gt;Poesia pura, poesia oltre i confini delineati che stabilisce nuovi orizzonti; nella consapevolezza che anche quelli in breve tempo si sgretoleranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune foto delle giornate sassaresi.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) 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height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5418591513657957087</id><published>2009-10-11T01:04:00.000-07:00</published><updated>2009-10-11T03:27:02.586-07:00</updated><title type='text'>“Argo”, “Carta” e “Paganini” alle “2rocche”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/StGy2zEYR-I/AAAAAAAAADg/2MAUOq_5qi8/s1600-h/Andrea.Valerio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 156px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/StGy2zEYR-I/AAAAAAAAADg/2MAUOq_5qi8/s320/Andrea.Valerio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391286883430451170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/StGyClC8KTI/AAAAAAAAADY/mVGQwSP9COU/s1600-h/Nino%2BNinabis.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 286px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/StGyClC8KTI/AAAAAAAAADY/mVGQwSP9COU/s320/Nino%2BNinabis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391285986313120050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ong non-estinti poetry&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 28 agosto 2009, ore 21,30, il gruppo marsalese “Ong non-estinti poetry”, coordinato da Nino Contiliano, ha portato a termine l’ultimo appuntamento estivo di letture e ascolto artistico-poetico sull’incomparabile scenario notturno dello scoglio “2rocche” del nostro Capo Boeo.&lt;br /&gt;A Nino Contiliano, primo premio anche della seconda Edizione del premio internazionale di poesia (sezione editi) della città di Sassari  – “L’isola dei versi” (Sassari, Ottobre in poesia) –, il nostro giornale, riaprendo i battenti dopo la pausa feriale, ha rivolto qualche domanda. La conversazione ha avuto come oggetto e il premio ricevuto e la qualità della serata “Ong non-estinti poetry” a Capo Boeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.1 -  Quale opera ha inviato al premio e come valuta il riconoscimento conquistato?&lt;br /&gt;R.1 -  L’opera di poesia spedita e  premiata è il libro ’Elmotell blues (NavarraEditore, Marsala, 2007). L’opera, che è un testo di poesia collettivo, comprende anche un CD. Il CD riproduce la testualità in recitativo unitamente al linguaggio musicale che vi si intreccia. Il  libro/CD vede come “coautori” l’attore Guglielmo Lentini (Marsala) che ha curato il recitativo, il musicista Gino De Vita (Marsala) che ha curato il ritmo “blues”, il pittore Giacomo Cuttone (Mazara del Vallo) che ha curato le grafiche e la copertina, mentre i poeti Emilio Piccolo (Acerra), Francesco Muzzioli (Roma) e Valerio Cuccaroni (Ancona/Bologna) hanno messo a disposizione i testi sottoposti a manipolazione e sperimentazione poetica. Il sottoscritto, come regista (dj, direbbe Valerio Cuccaroni), ha curato il montaggio poetico tessendo la tela poetica con i suoi testi originali. &lt;br /&gt;Il riconoscimento, inatteso lì dove la poesia è sempre vista come un distillato solo individuale e liristico, è stato, credo, un risultato che ha pagato il mio lavoro poetico collettivo (ormai alla terza prova: lo precedono Compagni di strada caminando e Marcha hacker /risata cyberfreak). Mi sento ricompensato e soddisfatto per un lavoro di lunghi anni e di una scommessa disinteressata. Sono  soddisfatto soprattutto perché il riconoscimento viene da una terra (Sardegna), come la Sicilia, considerata di confine ed emarginata, e da attori da me assolutamente sconosciuti. Soggetti culturali però che sanno riconoscere la poesia lì dove la ‘sperimentazione’ linguistico-poetica mette in discussione il fare tradizionale e propone altro per conservare il valore della poesia stessa come un “bene comune”.&lt;br /&gt;Sono pienamente soddisfatto perché gli attori della Giuria dell’“L’Isola Dei Versi” 2009  , che hanno valutato il mio lavoro, sono persone attente e autorevoli. Essi sono:  Aldo Maria Morace (Preside Facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari) Marco Manotta (Università di Sassari), Giuseppe Serpillo (Università di Sassari), Luigia Polo (docente di lingua inglese), Hernán Loyola (Ex Docente di Letteratura Ispano Americana, Università di Sassari/Universidad de Santiago de Chile, maggior curatore dell'opera di Pablo Neruda nel mondo), Giovanni Nuscis (poeta e scrittore) Antonio Fiori (poeta e scrittore) Gianfranco Chironi (presidente dell’associazione culturale Verba Manent - Sassari), e Antonio Strinna (poeta e scrittore), Luca Losito (Autore, attore, regista e responsabile ARTS TRIBU).&lt;br /&gt;Sarò a Sassari,  presente alla cerimonia della premiazione, il 17 ottobre 2009, data in cui la Città attualizza interamente il suo calendario di “Ottobre in poesia” e, per quattro giorni consecutivi, parteciperò anche agli altri lavori (relazioni, dibattiti e letture) che completano la manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. 2 -  Il 28 (venerdì) agosto 2009, ore 21, 30, alle “2rocche”, coordinata da lei, ha avuto luogo l’ultimo incontro/concerto plurale e molteplice degli “Ong non-estinti poetry”. Può dirci qualcosa delle presenze e delle perfomances messe in atto quella sera?&lt;br /&gt;R. 2 - Senza “Frizzi”, senza “Carini” e senza “Fede” eravamo in molti e con molti “Sgarbi”. Battute a parte, non solo gli indigeni erano numerosi ed entusiasti, ma hanno confluito persone e artisti di altre città come Trapani, Ancona e Milano. Andrea Bordonali (Milano), Gabriella Ruggirello, Nina Scammacca, Flora Restivo e Marco Scalabrino (Trapani), Natalia Paci e Valerio Cuccaroni (Ancona).  &lt;br /&gt;Per economia di spazio qualche indizio sui testi messi in scena e, per ringraziarli in quanto partecipanti attivi o performers esibitisi con canto, musica, letture di poesie  o altri testi, i loro nomi: Marisa Sturiano (lettura di poesie proprie), Giacomo Rallo (il Mazzola marsalese si è esibito con una canzone), Matteo Passalacqua (si è esibito con diverse canzoni), Angelo Rallo (ringraziamo per aver messo, gratuitamente, a disposizione tastiera, microfoni, casse e lampade), Catia Genovese (lettura di poesie), Ninni La Bella (ha letto poesie di Pasolini), Salvatore Giampino (ha letto testi letterari propri), Deika Elmi (ha letto poesie Wislawa Szymborska – nobel letteratura 1996 – e di Virginia Hamilton Adair), Mycol Contiliano e Antonella Bianco (hanno letto poesie di Maria Di Francesco), Massimo Pastore (ha letto “poesie da Guantanamo” e passi di “lettere luterane” di Pasolini), Peppe Mucci (ha letto testi poetici propri e altrui), Alfredo Anania (ha letto la prefazione di A. Camilleri agli “Invisibili/Minori migranti detenuti all’arrivo in Italia”), Nicola Samaritano (ha letto poesie di Daniela Mortillaro). Andrea Bordonali (ha fatto suonare il suo violino con pezzi di autori diversi), Ruggirello Gabriella (ha letto poesie proprie), Nina Scammacca (la letto dalle opere del poeta Nat Scammacca), Flora Restivo e Marco Scalabrino (hanno letto poesie in lingua siciliana tratte dalle loro opere edite), Natalia Paci (ha letto un sua poesia) e Valerio Cuccaroni (ha letto testi poetici di F. Muzzioli/A. M. Pinto, M. Lunetta e N. Contiliano). Flavia Palumbo ha letto “poesie da Guantanamo”,  e Gregorio Nicolosi, frequentatore delle “2rocche”, passi della Medea di Seneca.  &lt;br /&gt;Mancavano, come sempre, i tanti “artisti locali” che plaudenti (ieri) all’originalità dell’iniziativa non si sono però mai fatti vedere nonostante l’adesione spirituale (meglio, forse, spiritosa!) e la promessa della presenza partecipativa.&lt;br /&gt;Ogni performer ha letto testi propri o altrui, e tutto in un clima di felice convivenza culturale plurale. Serietà, ironia, scherzo e piacere hanno contagiato protagonisti e ascoltatori, tant’è che ne hanno auspicato una terza edizione per l’estate 2010.&lt;br /&gt;Tra i testi “consumati” sullo scenario marino e notturno delle “2rocche” del nostro Capo Boeo, e come un omaggio alla Città e un augurio per un arrivederci, la lettura e l’ascolto di: lettera di Pierluigi Sullo rivolta al papa, “Herr Ratzinger” (Carta, n.25) come controcanto ad una Chiesa della doppia verità (che nega la “perdonanza” a Silvio Berlusconi e ne sposa la linea conservativa e reazionaria razzista) e il testo di Geraldina Colotti – “italiani: vittime e carnefici nelle dittature latino americane”, pubblicato dalla rivista “ARGO n. 15 / OSCENITÀ” e direttore Valerio Cuccaroni (Ancona) – ad opera di N. Contiliano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il violino di Andrea Bordonali (Milano) ha eseguito la “Ciarda” di V. Monti, “Tema da Scindler’s List” di J. Williams e il “Capriccio n. 20” di Paganini. Le esecuzioni al violino di Andrea Bordonali, seducente armonia con-sonante con lo scenario notturno del palcoscenico marino di Capo Boeo, possono essere ancora riascoltate cliccando http://www.youtube.com/user/Lucreziocaro90.&lt;br /&gt; “L’odore delle chiese” è invece la poesia di Natalia Paci (Ancona) che qui ci piace riproporre per intero. Il testo si connota per la sua indiscussa qualità poetica e lo spessore etico che traspare dall’armonia erotica con il “sacro” esposto al “blasfemo” (direbbe la stessa autrice):&lt;br /&gt;“L’odore delle chiese non mi appartiene / mi sento extracomunitaria in territorio sacro. // Profanatrice di umori cristiani / prendo a morsi come meretrice / il corpo di cristo: / trasformo stigmata in cicatrice. // Il suo corpo contorto / così magro e sfinito sulla croce / è sempre stato il mio tipo / se lo avessi conosciuto, ci avrei provato / lo avrei voluto come fidanzato / per avere proprio dentro / tutta la fede che non sento”.&lt;br /&gt;Per altri (filosofi: Kierkegaard, Berdjaev, Chestov, Benjamin…), il sacro include/induce allo “scandalo” e alla “violenza fondativa”. &lt;br /&gt;Per Natalia Pace  – Presidente dell’Associazione Culturale Nie Wiem di Ancona, partecipante agli incontri dei poetry slam del suo quartiere e coordinatrice di un laboratorio di poesia haiku per persone con disagio psichico –, ospite delle 2rocche (28 agosto 2009) insieme al marito Valerio Cuccaroni, il “sacro” invece è “letizia” erotica e comunione di corpi attraversati dall’amore e dalla sua potenza fusiva. Una potenza corporea, paradossalmente ateo-credente, che il testo di Natalia esalta con peculiare e delicata leggerezza linguistico-poetica: l’enunciazione poetica dove l’eteros del desiderio e del godimento “demonico”, elevatosi alla spiritualità materialistico-straniante,  vince i divieti dottrinari e li consegna all’elaborazione estetica e sonora della parola contraddittoria che ritma/rima “dentro” con “non sento”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.3 - Cosa ci può dire della sua idea di trasformare le “2rocche” in anfiteatro? Ha avuto riscontri nella locale Amministrazione? Ha abbandonato l’idea? È nata qualche altra idea per la Città e i suoi operatori culturali?&lt;br /&gt;R.3 - La proposta di trasformare l’arco delle “2rocche” in un semianfiteatro, avanzata dal sottoscritto, che ha avuto anche il consenso della vostra redazione, del pubblico dei vostri lettori e di altri cittadini, era/è ancora lanciabile. È augurabile che i successi dell’iniziativa convincano anche gli Amministratori a prendere in seria considerazione la cosa. Finora hanno adottato il ruolo dell’orecchio di Dionisio perforato. Alla condivisione, e al sopralluogo (fatto l’autunno scorso) del Sindaco e del suo Architetto d’Ufficio, è seguito solo il silenzio e null’altro che risposte evasive.  Eppure, quest’anno, mi era stato proposto di inserire il notturno del “concerto” anarchico di Capo Boeo nel circuito dell’estate marsalese ufficiale. Ho declinato l’invito. Il progetto non ha nulla d’impossibile (almeno credo). Se è possibile sventrare e “piastrellare” parte della zona archeologica di “Porta Nuova”, perché non sarebbe consentito un intervento trasformativo presso le “2rocche” nel senso proposto dell’anfiteatro? &lt;br /&gt;Per le novità, l’iniziativa è quella di far nascere una redazione marsalese della rivista ARGO (e per chi volesse acquistarla, già disponibile nelle due librerie della Città). L’idea è stata di Valerio Cuccaroni (autore e direttore di ARGO), dopo averlo fatto incontrare con alcuni amici e promesse della “creatività” culturale marsalese. Già questo numero di ARGO (n. 15/Oscenità), percorrendo lo stivale italiano da Nord a Sud, porta gli scritti del trapanese Marco Scalabrino e altri siciliani. Valerio auspica un maggior e più ravvicinato contatto con l’area marsalese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5418591513657957087?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5418591513657957087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5418591513657957087' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5418591513657957087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5418591513657957087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2009/10/argo-carta-e-paganini-alle-2rocche.html' title='“Argo”, “Carta” e “Paganini” alle “2rocche”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/StGy2zEYR-I/AAAAAAAAADg/2MAUOq_5qi8/s72-c/Andrea.Valerio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-1494734256447518267</id><published>2009-10-08T09:47:00.000-07:00</published><updated>2009-10-11T03:58:07.382-07:00</updated><title type='text'>Poesia a Capo Boeo di Marsala</title><content type='html'>Una serata poetica a Marsala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ Ong non-estinti poetry di Marsala, nel corso del 2009, ha dedicato due serate poetiche alla popolazione migrante e ai “clan-destini”, e contro il razzismo nell’era del capitalismo e del neoliberismo globalizzato.&lt;br /&gt;La prima serata è stata, organizzata in un saletta del bar Zicaffè di Marsala. I poeti, il pubblico e i “fratelli neri” presenti hanno letto poesie della resistenza “nera” e i poeti della “negritudine” tratti dall’“Orfeo nero”, l’antologia poetica del poeta senegalese Senghor.&lt;br /&gt;La seconda serata si è svolta nel mese di agosto sullo storico scoglio delle “2rocche” di Capo Boeo (Marsala). I presenti, e partecipanti (numerosi), hanno letto testi di diversa provenienza letteraria e poetica, ma tutti finalizzati a denunciare il corso del razzismo in atto e le responsabilità dei governi, della Chiesa cattolica e dell’Europa.&lt;br /&gt;Nino Contiliano ha letto la lettera “ A Her Ratzinger” di Pierluigi Sullo (Carta/Cantieri sociali, luglio 2009). Valerio Cuccaroni ha letto la poesia “Non-fortess-europe” tratta da IL TEMPO DEL POETA di Antonino Contiliano, e pubblicato a cura del poeta campano Emilio Piccolo (in occasione de “I venerdì del castello”) per le edizioni del Centro di cultura “Acerra nostra” onlus.&lt;br /&gt;Tutti i filmati delle due serate sono visibili suh ttp://www.youtube.com/user/Lucreziocaro90.&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-97363ee533bf6e26" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v13.nonxt3.googlevideo.com/videoplayback?id%3D97363ee533bf6e26%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068574%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DD72AA1DC356D982883BD3E69D6F23CC46625F27.79802AC5CF9F07FFF318B69D102D0C19344CB409%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D97363ee533bf6e26%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D76PvLUbu3dH7MH93lavovWsPEZE&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v13.nonxt3.googlevideo.com/videoplayback?id%3D97363ee533bf6e26%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331068574%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DD72AA1DC356D982883BD3E69D6F23CC46625F27.79802AC5CF9F07FFF318B69D102D0C19344CB409%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D97363ee533bf6e26%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D76PvLUbu3dH7MH93lavovWsPEZE&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-1494734256447518267?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/1494734256447518267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=1494734256447518267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1494734256447518267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1494734256447518267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2009/10/una-serata-dedicata-ai-migranti.html' title='Poesia a Capo Boeo di Marsala'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5187945214996283374</id><published>2009-05-13T02:06:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T07:02:16.226-07:00</updated><title type='text'>Diritto di“resistenza all’oppressione”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/SgrQ6eg1uMI/AAAAAAAAADQ/h4oVjIPFJgo/s1600-h/Scarpinato+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 131px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/SgrQ6eg1uMI/AAAAAAAAADQ/h4oVjIPFJgo/s320/Scarpinato+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335306411615566018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Teatro Impero&lt;br /&gt;Pino Corrias, Marco Travaglio, Antonio Ingroia, Roberto Scarpinato (al centro), Brunot Tinti, Luca Telesi, Perez Comez.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt;" align="center"&gt;Il giornalismo d’inchiesta a Marsala&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt;" align="center"&gt;(8,9,10 maggio 2009)&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;di Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Grande è il disordine sotto il cielo, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;ma la situazione è ottima?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Mao&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;La situazione è disperata, ma &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;bisogna essere decisi a cambiarla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Lautréamont&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Perché a ciascuno secondo bisogni, possibilità ed elogio della follia. Solo due parole senza mercato e non tornarci più: &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;1.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;scommessa pascaliana (l’&lt;i style=""&gt;hasard&lt;/i&gt; – “Se sei onesto, per azzardo, o Sesto, puoi vivere” (Marziale) – degli amici Renato (Polizzi) e Vincenzo (Figlioli) - “Communico”); &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;2.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;“sfida” (?) dei finanziatori, &lt;st1:personname productid="la Citt￠" st="on"&gt;la Città&lt;/st1:personname&gt; di Marsala nella sua attuale espressione di Governo istituzionale; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;3.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;semina di ribellione del “giornalismo d’inchiesta” – di documentata verità e condotta – contro il potere e la “rassegnazione dei preti” (Breton) complice quanto cinicamente “omicida”, &lt;i style=""&gt;et simul&lt;/i&gt; giusta incitazione di lotta antagonista dura e “a chiare lettere”; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;4.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;partecipazione massiccia, ma timbrata dal “fumo passivo” degli spettatori/uditori – a-dialogo (limite da evitare per altre iniziative: non basta ascoltare per cambiare…) – dei “Marsa-lesi” non disponibili a farsi rubare il futuro. &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Basta! Il passato è già saccheggiato e s/venduto Il presente è piuttosto ipotecato, inquietante paesaggio e pestaggio per ogni voce distante!&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Non potendo occuparmi di ogni intervento (e per ogni tema delle tre giornate), convoglio la sintonia corale ribelle nell’intervento strutturato (10 maggio 2009) di Roberto Scarpinato. Un pensato e detto di senso complessivo che ha sintetizzato storia, modelli, teoria, prassi, valori, idealità e soggetti dell’ita(g)liota “azienda” all’insegna del feudale dominio schiavistico pastorale e del ritorno dell’impero clerico-politico dei padroni del potere e della vita (“biopotere”, M. Foucault). Un monito, quello di Scarpinato, che invita a non abbassare la guardia contro la recrudescenza della “Santa Allenza” politico-mafiosa e criminale-religiosa che ha bruciato Giordano Bruno, Galileo Galilei…acceso le micce della “strategia della tensione” e delle “stragi di stato” fino al disprezzo del patrimonio della resistenza antifascista e allo svuotamento attuale della Costituzione Repubblicana.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Perché emblematizzare l’intervento di Roberto Scarpinato? Perché ha completato il senso di tutti gli interventi precedenti e successivi lì dove ha visto, sottolineato, la necessità della ricostruzione di un “soggetto collettivo”, sociale, alternativo e senza il quale non c’è espressione di libero pensiero e parola che possa trovare gambe di “comandare obbedendo” o democrazia reale volta al “comune”. &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Ieri la classe operaia, oggi la classe dei cogni-operai, degli immateriali-operai o meglio dell’intera umanità di sfruttati e ammazzati come danni collaterali del capitalismo assassino e seminatore di guerre, devastazioni e fame di “popolo della libertà” che mangia persino l’&lt;i style=""&gt;egualibertà&lt;/i&gt; della sua stessa, storica rivoluzione “liberale”.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Ed è per questo, e per non dimenticare e svendere il dettato democratico politico-sociale della nostra Costituzione Repubblicana, costante punto di riferimento del dire sostanzioso, antagonista e conflittuale, di Roberto Scarpinato, che vogliamo, qui, ricordare, i primi due articoli della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (nata dalla Rivoluzione Francese):&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Art 1- Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Art. 2- Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Il diritto alla “sicurezza” dell’uomo e del cittadino (tale solo se libertà e uguaglianza sono la stessa cosa), in uno stato di democrazia liberale, è il diritto di “resistenza all’oppressione” dei governi.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Il diritto di rivolta e rivoluzione contro l’oppressione e lo sfruttamento è il valore di una modernità spirito-materiale e storica non liquidabile, né in liquidazione neanche nella società “liquida”. Un gruppo di “illuminati” che non si faccia soggetto collettivo e comunitario democratico è solo una scintilla; ma la scintilla rimane viva e si propaga solo se si fa onda-corpuscolo e, di ritorno, corpuscolo-onda come &lt;i style=""&gt;moltitudine&lt;/i&gt; “insurgente” e, “marcia dei colori”, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“Compagni di strada caminando”. &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Un cammino né “unanime” – &lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Democrazia è “regime politico definibile appunto come unione di tutti i cittadini, che esercita collegialmente un diritto sovrano su tutto ciò che è in suo potere. […] In regime democratico infatti […] tutti hanno convenuto di agire […] in base a una decisione presa in comune: non hanno&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;convenuto però di pensare e di ragionare in modo unanime (Spinoza ( &lt;i style=""&gt;Trattato teologico-politico&lt;/i&gt;, capp. XVI, XX) &lt;/span&gt;– , né un “ideale da realizzare” (Marx) quanto un “movimento” che modifica lo “stato di cose presente”&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt; e senza alcun decreto che sia di popolo o di governo di “Cacania” (R. Musil) o della “Corte del Corto” (F.Muzzioli).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5187945214996283374?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5187945214996283374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5187945214996283374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5187945214996283374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5187945214996283374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2009/05/diritto-diresistenza-alloppressione_13.html' title='Diritto di“resistenza all’oppressione”'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/SgrQ6eg1uMI/AAAAAAAAADQ/h4oVjIPFJgo/s72-c/Scarpinato+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8575093516166544394</id><published>2009-05-12T07:46:00.000-07:00</published><updated>2009-10-08T11:07:02.987-07:00</updated><title type='text'>Festival del giornalismo</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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text-indent: 14.2pt;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CNino%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt; 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 &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; font-style: italic;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La situazione è disperata, ma &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; font-style: italic;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;bisogna essere decisi a cambiarla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lautréamont&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt;" align="right"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Perché a ciascuno secondo bisogni, possibilità ed elogio della follia. Solo due parole senza mercato e non tornarci più: &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;1.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;scommessa pascaliana (l’&lt;i style=""&gt;hasard&lt;/i&gt; – “Se sei onesto, per azzardo, o Sesto, puoi vivere” (Marziale) – degli amici Renato (Polizzi) e Vincenzo (Figlioli) - “Communico”); &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;2.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;“sfida” (?) dei finanziatori, &lt;st1:personname productid="la Citt￠" st="on"&gt;la Città&lt;/st1:personname&gt; di Marsala nella sua attuale espressione di Governo istituzionale; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;3.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;semina di ribellione del “giornalismo d’inchiesta” – di documentata verità e condotta – contro il potere e la “rassegnazione dei preti” (Breton) complice quanto cinicamente “omicida”, &lt;i style=""&gt;et simul&lt;/i&gt; giusta incitazione di lotta antagonista dura e “a chiare lettere”; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;4.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;partecipazione massiccia, ma timbrata dal “fumo passivo” degli spettatori/uditori – a-dialogo (limite da evitare per altre iniziative: non basta ascoltare per cambiare…) – dei “Marsa-lesi” non disponibili a farsi rubare il futuro. &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Basta! Il passato è già saccheggiato e s/venduto Il presente è piuttosto ipotecato, inquietante paesaggio e pestaggio per ogni voce distante!&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Non potendo occuparmi di ogni intervento (e per ogni tema delle tre giornate), convoglio la sintonia corale ribelle nell’intervento strutturato (10 maggio 2009) di Roberto Scarpinato. Un pensato e detto di senso complessivo che ha sintetizzato storia, modelli, teoria, prassi, valori, idealità e soggetti dell’ita(g)liota “azienda” all’insegna del feudale dominio schiavistico pastorale e del ritorno dell’impero clerico-politico dei padroni del potere e della vita (“biopotere”, M. Foucault). Un monito, quello di Scarpinato, che invita a non abbassare la guardia contro la recrudescenza della “Santa Allenza” politico-mafiosa e criminale-religiosa che ha bruciato Giordano Bruno, Galileo Galilei…acceso le micce della “strategia della tensione” e delle “stragi di stato” fino al disprezzo del patrimonio della resistenza antifascista e allo svuotamento attuale della Costituzione Repubblicana.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Perché emblematizzare l’intervento di Roberto Scarpinato? Perché ha completato il senso di tutti gli interventi precedenti e successivi lì dove ha visto, sottolineato, la necessità della ricostruzione di un “soggetto collettivo”, sociale, alternativo e senza il quale non c’è espressione di libero pensiero e parola che possa trovare gambe di “comandare obbedendo” o democrazia reale volta al “comune”. &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Ieri la classe operaia, oggi la classe dei cogni-operai, degli immateriali-operai o meglio dell’intera umanità di sfruttati e ammazzati come danni collaterali del capitalismo assassino e seminatore di guerre, devastazioni e fame di “popolo della libertà” che mangia persino l’&lt;i style=""&gt;egualibertà&lt;/i&gt; della sua stessa, storica rivoluzione “liberale”.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Ed è per questo, e per non dimenticare e svendere il dettato democratico politico-sociale della nostra Costituzione Repubblicana, costante punto di riferimento del dire sostanzioso, antagonista e conflittuale, di Roberto Scarpinato, che vogliamo, qui, ricordare, i primi due articoli della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (nata dalla Rivoluzione Francese):&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Art 1- Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Art. 2- Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Il diritto alla “sicurezza” dell’uomo e del cittadino (tale solo se libertà e uguaglianza sono la stessa cosa), in uno stato di democrazia liberale, è il diritto di “resistenza all’oppressione” dei governi.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Il diritto di rivolta e rivoluzione contro l’oppressione e lo sfruttamento è il valore di una modernità spirito-materiale e storica non liquidabile, né in liquidazione neanche nella società “liquida”. Un gruppo di “illuminati” che non si faccia soggetto collettivo e comunitario democratico è solo una scintilla; ma la scintilla rimane viva e si propaga solo se si fa onda-corpuscolo e, di ritorno, corpuscolo-onda come &lt;i style=""&gt;moltitudine&lt;/i&gt; “insurgente” e, “marcia dei colori”, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“Compagni di strada caminando”. &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;Un cammino né “unanime” – &lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Democrazia è “regime politico definibile appunto come unione di tutti i cittadini, che esercita collegialmente un diritto sovrano su tutto ciò che è in suo potere. […] In regime democratico infatti […] tutti hanno convenuto di agire […] in base a una decisione presa in comune: non hanno&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;convenuto però di pensare e di ragionare in modo unanime (Spinoza ( &lt;i style=""&gt;Trattato teologico-politico&lt;/i&gt;, capp. XVI, XX) &lt;/span&gt;– , né un “ideale da realizzare” (Marx) quanto un “movimento” che modifica lo “stato di cose presente”&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt; e senza alcun decreto che sia di popolo o di governo di “Cacania” (R. Musil) o della “Corte del Corto” (F.Muzzioli).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8575093516166544394?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8575093516166544394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8575093516166544394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8575093516166544394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8575093516166544394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2009/05/festival-del-giornalismo.html' title='Festival del giornalismo'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8189464444253333970</id><published>2008-11-08T01:08:00.000-08:00</published><updated>2008-11-08T01:10:56.806-08:00</updated><title type='text'>"Preveggenze" nel sapere po(i)etico di Dante</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Dalle sfere di Dante all’ipersfera di Riemann&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;( di Antonino Contiliano)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: red;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;E com’io mi rivolsi e furon tocchi / li miei da ciò che pare in quel &lt;span style="color: red;"&gt;volume&lt;a style="" href="#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Calibri; color: red;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, /&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;qualunque nel suo &lt;span style="color: red;"&gt;giro&lt;a style="" href="#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Calibri; color: red;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; ben si adocchi, / un&lt;span style="color: red;"&gt; punto&lt;/span&gt; vidi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che raggiava lume / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;acuto sí, che ’l viso ch’elli affoca / chiuder conviensi per lo forte acume; / […] / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;distante intorno al punto un cerchio d’igne / si girava sí ratto, ch’avría vinto /&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;quel moto che più tosto il mondo cigne. / E questo era d’un altro circuncinto, / e quel &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;dal terzo, e ’l terzo poi dal quarto / dal quinto il quarto, e poil il sesto dal quinto &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; letter-spacing: 0.1pt;"&gt;Dante, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;Paradiso, XXVIII (13-18; 25-29)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;Forma e materia, congiunte e purette, / usciro ad esser che non avría fallo, / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;come d’arco tricordo tre saette. / […] / Concreato fu ordine e costrutto / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;a le sustanze; e quelle furon cima / nel mondo in che puro atto fu produtto; / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;pura potenza tenne la parte ima; / nel &lt;span style="color: red;"&gt;mezzo&lt;a style="" href="#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Calibri; color: red;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; strinse potenza con atto / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;dì secoli de li angeli creati / anzi che l’altro mondo fosse fatto /[…].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; letter-spacing: 0.1pt;"&gt;Dante, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;Paradiso, XIX (22-24; 30-39))&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;Vergine madre, Figlia del Tuo Figlio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ […] / Qual è ’l geomètra che tutto s’affige / &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;per misurar lo cerchio, e non ritrova, / […]/ l'imago al cerchio e come vi s’indova /&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;[…]/ A l’alta fantasia qui mancò possa; /[…].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; line-height: normal;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; letter-spacing: 0.1pt;"&gt;Dante, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Paradiso, XXXIII ( 1,133-134, 138, 142)&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Vorrei precisare, partendo dal titolo del mio intervento, e prima di enucleare qualche concetto tematico che mi sono prefissato, almeno due parole che in certo qual modo preparano il mio testo e lo anticipano. Sono le parole preveggenza e sapere po(i)etico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Della parola po(i)etico vorrei che se ne prendesse il senso combinato che fa della poesia un sapere della lingua e dei segni come un conoscere e costruire (&lt;i style=""&gt;poiein&lt;/i&gt;, fare) e un agire che modifica comportamenti, atteggiamenti e percezioni, specie quelli del senso comune. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Non c’è testo poetico che non sia produzione nella lingua – che non facciamo noi, che ci precede e ci forma storicamente – e che in quanto tale non sia testo linguistico e insieme semiotico, verbale e non verbale. E tra livelli e registri, sebbene irriducibili ai suoi meccanismi formali, sembra esserci anche un sapere plurale e dialogico tra il piano logico, grammaticale, sintattico, retorico, evolutivo e logiche particolari e plurali (oltre il dialogo tra i testi e), etc. che appartengono alla &lt;i style=""&gt;poiesis&lt;/i&gt;, e tale che non può essere completamente ignorato se si vuole agire il testo poetico con minore o maggiore maestria e consapevolezza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il testo spesso sfugge a chi lo scrive e a chi lo legge. I soggetti dicono e fanno cose di cui non sanno di sapere e fare.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;E nessun livello semiotico della lingua, di primo grado o di secondo grado, come è il caso della lingua letteraria e poetica in particolare, scappa a questo ordine del discorso e a un certo sperimentalismo linguistico-semiotico. Valéry ha detto che “l’autore è un’invenzione” e che ogni poesia non è la “rappresentazione” di un &lt;i style=""&gt;significato&lt;/i&gt; immobile ma è un’interpretazione in attesa di ricevere &lt;i style=""&gt;senso&lt;/i&gt;. “ &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;L'intendere è sempre fraintendere. &lt;span style="letter-spacing: -0.1pt;"&gt;Che è poi un punto capitale […] anche nella&lt;/span&gt; riflessione di un Valéry o di un Benjamin.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;“ &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;In altre parole, i testi non si definiscono una volta per &lt;span style="letter-spacing: -0.1pt;"&gt;tutte. Sono in permanente definizione. Non stanno con la&lt;/span&gt; &lt;span style="letter-spacing: -0.15pt;"&gt;loro immobile identità nel tempo e nella storia; ma il tempo&lt;/span&gt; &lt;span style="letter-spacing: -0.15pt;"&gt;e la storia operano in essi. Appartengono al tempo che li ha&lt;/span&gt; &lt;span style="letter-spacing: -0.15pt;"&gt;prodotti e al tempo che li legge”&lt;a style="" href="#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri; letter-spacing: -0.15pt;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;E del sapere po(i)etico Dante, oltre a questa consapevolezza di apertura storica di cui è testimone la sua stessa lingua mescolata e rinnovata (plurilinguismo e multilinguismo) e alla sua classica eleganza – una strada antica all’interno della città nuova che la incorpora, o di frutto incerottato e sbrinato alla bisogna per gustarlo in altra stagione – è senza dubbio la lezione po(i)etica di laboratorio inesausto che vogliamo prendere. Laboratorio di sperimentalismo, di allegorismo (oggi allegoresi moderna), di plurilinguismo/multilinguismo e della dimensione della “&lt;i style=""&gt;significance&lt;/i&gt;” (&lt;i style=""&gt;significanza&lt;/i&gt;: attenzione cioè alle aperture e agli sviluppi di senso dei testi e non solo ascolto della pura ricettività del significato, o del &lt;i style=""&gt;meaning&lt;/i&gt; come lo chiamano i logici). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Un laboratorio cui oggi si può ancora riferimento come bussola d’orientamento. E di questo ci serviremo per qualche passo di ricerca congetturale, e circoscritto, lì dove il testo dantesco offre lo spunto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Preveggente è, come il vocabolo “veggente”, parola più equivoca (assume significati diversi nella lingua quotidiana e in quella scritta) e polisemica che univoca (basterebbe pensare al “veggente” de l’io è un altro o dello sgretolamento dell’identità del soggetto di cui ha parlato Rimbaud nelle sue &lt;i style=""&gt;lettres du voyant&lt;/i&gt; tra il 13/15 maggio 1871). Non è un termine, e perciò cerchiamo di circoscriverne l’uso che ne facciamo in questo contesto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Preveggente viene, dunque, depurato dai soliti significati di soggetto capace di prevedere il futuro come di un tempo che realizza una verità predeterminata; e non è neanche il sacerdote/profeta che attraverso certi segni delle cifre dell’oroscopo poetico sa anticipare il futuro. Nella scrittura poetica, peraltro, il passato del testo dipende dal futuro (non il futuro dal passato) o dal senso che le nuove generazioni sapranno dargli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Se i poeti sanno quello che dicono, non sempre però sanno quello che possono dire. Nei testi dei poeti la storia e la diacronia temporale aprono orizzonti di senso che prima non c’erano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Le persone, diceva K. Marx, dicono e anticipano cose di cui non sono consapevoli, e &lt;/span&gt;&lt;a name="Benjamin"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.3pt;"&gt;Walter Benjamin in una sua conclusione ha scritto che per il lettore e il critico “non si tratta di presentare le opere di letteratura nel contesto del loro tempo, ma di presentare, nel tempo in cui sorsero, il tempo che le conosce, cioè il nostro”.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="" href="#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.3pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri; letter-spacing: 0.3pt;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.3pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma se nel senso della significanza o del nostro tempo che visita l’opera di Dante, il presente (Benjamin) che legge il &lt;i style=""&gt;Paradiso&lt;/i&gt;, e ne ri-contestualizza la vita prestandole sviluppi possibili e coerenti, è quello delle congetture o &lt;i style=""&gt;denkexperiment &lt;/i&gt;ricollegabili ad alcuni momenti del XXXVIII, XIX e XXXIII canto del &lt;i style=""&gt;Paradiso&lt;/i&gt;, qui citati in esergo, che ci interessano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Sono alcuni passi del canto XXXVIII e XIX dove Dante introduce il mondo dell’Empireo, il Primo mobile e i cerchi concentrici della gerarchia angelica, e quelli del canto XXXIII dove introduce il discorso sulla trinità divina (l’identità delle tre persone) e il riconoscimento dell’impotenza della fantasia del geometra di fronte alla quadratura del cerchio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Sono i passi che ci mettono in condizione di pensare a Dante come il “preveggente” della logica anaclitica schizofrenica (pluralità e intreccio di logica simmetrica e asimmetrica) di Ignazio Matte Blanco e della geometria ellittica e iperbolica di Riemann o della pluralità dei modelli geometrici utili per conoscere e scrivere la configurazione del nostro universo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Del resto non è cosa insolita che intuizioni artistico-poetiche e/o avanzate ipotesi teoriche &lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;ante litteram&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;, e senza alcuna applicazione pratica per secoli, siano state pensate e descritte molto tempo prima che qualcun altro ne abbia approfittato o scoperto, indipendentemente, poi. È il caso, per esempio, delle ellissi e delle iperboli in età greca o della formula del carbonio che è stata anticipata dalla ricerca modellistica di Archimede. E &lt;/span&gt;non è una novità per nessuno che scoperte teoriche messe a punto, per esempio sempre nell’ordine della razionalità matematica, abbiano trovato applicazione anche in poesia, in astronomia o in chimica. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;È il caso della proporzione di Eudosso. La proporzione trova impiego, infatti, nella metafora a quattro termini (Aristotele: la primavera sta alla giovinezza come la sera sta alla vecchiaia). Le ellissi (studiate dai matematici greci attorno al &lt;st1:metricconverter productid="400 a" st="on"&gt;400 a&lt;/st1:metricconverter&gt;. C), nell’età moderna, sono utilizzate invece da Keplero per descrivere le irregolarità delle orbite dei pianeti o quelle curvature o zig zag delle orbite dei pianeti spiegate dalla teoria della relatività come deviazione dalla retta per effetto della materia che curva lo spazio, mentre lo spazio dice alla materia/luce come muoversi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;La configurazione simmetrica di esagoni e pentagoni, studiata da Archimede nel III secolo a. C., nel nostro tempo, invece, renderà visibile la struttura molecolare-geometrica del carbonio (una molecola fatta di sessanta atomi in combinazione simmetrica di pentagoni ed esagoni regolari). La forma, a sua volta, sarà riprodotta come disegno emblematico sui palloni di calcio di tutto il mondo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;Alla forma è stato dato anche il nome di “&lt;span style="color: red;"&gt;buckyballs&lt;/span&gt;”. Il neologismo è il risultato dell’unione di ball e della contrazione del nome “&lt;span style="color: red;"&gt;buckminsterfullerene&lt;/span&gt;”&lt;a style="" href="#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;a name="qui"&gt; Richard Buckminster Fuller è stato il designer e l’architetto americano che ha utilizzato la forma/formula del &lt;span style="color: red;"&gt;buckminsterfullerene&lt;/span&gt; per la costruzione di cupole geodetiche.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Se così possono andare le cose, anche nel Paradiso di Dante allora è leggibile, analogicamente, l’anticipazione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;della forma sferica – i cerchi delle intelligenze angeliche elaborati nella logica poetica di certa ideologia cosmo-teologica del tempo abbracciata dal fiorentino – &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;o a “curvatura costante postiva”&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;che riceverà invece il rigore della matematica dei modelli delle astrazioni dell’immaginazione geometrica di George Friedrich Bernhard Riemann, o altrimenti detta, secondo il nome del primo battesimo dato da Nicolaj Ivanovic Lobacevskij, “geometria immaginaria”, e poi conosciuta come geometria non euclidea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma di Dante del &lt;i style=""&gt;Paradiso&lt;/i&gt;, grazie alla sua immaginazione logico-poetica e alla &lt;i style=""&gt;po(i)esis&lt;/i&gt;, possiamo pure dire che è stato un anticipatore della bi-logica dello psicoanalista cileno Ignazio Matte Blanco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Quando nel canto &lt;/span&gt;XXXIII (1) del &lt;i style=""&gt;Paradiso&lt;/i&gt;, Dante scrive «Vergine madre, Figlia del Tuo Figlio» certamente non poteva sapere che, domani, Matte Blanco (psicoanalista), come dicono Franco Fornari e&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; &lt;/span&gt;Remo Bodei, avrebbe reso possibile applicarvi la logica degli insiemi infiniti di Cantor. Un metodo logico e una logica diversi dai tradizionali processi bivalenti che servono a mettere in luce come i folli e poeti usino anche un altro tipo di logica; la logica del tertium datur che fa saltare tutti i rapporti metonimici della contiguità e della causalità gerarchica e quelli della sineddoche circa la differenza tra il tutto e le sue parti (maggiore e minore). Il tutto ha le stesse caratteristiche o qualità delle parti e viceversa; e tra causa ed effetto non esiste più nessuno rapporto di precedente e conseguente. Sembra essere in pieno “campo” quanto-relativistico, lo zoo delle particelle subnucleari e virtuali che ubbidiscono al principio indeterminazione di Heisemberg e di altre leggi &lt;i style=""&gt;ad hoc&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;Come scrisse Voltaire, nella matematica della natura c’è tanta ricchezza d’immaginazione quanto nella poesia. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Archimede non è meno di Omero.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;In altre parole, i testi s&lt;span style="letter-spacing: -0.1pt;"&gt;ono in permanente definizione e non hanno un significato organico chiuso e ripetibile in maniera cristallizzata. Non stanno con la&lt;/span&gt; &lt;span style="letter-spacing: -0.15pt;"&gt;loro immobile identità nel tempo e nella storia; ma il tempo&lt;/span&gt; &lt;span style="letter-spacing: -0.15pt;"&gt;e la storia operano in essi. Appartengono al tempo che li ha&lt;/span&gt; &lt;span style="letter-spacing: -0.15pt;"&gt;prodotti e al tempo che li legge, in quanto il consumatore ha un patrimonio linguistico e di conoscenze che gli consente approfondimenti ermeneutici e &lt;i style=""&gt;denkexperiment &lt;/i&gt;senza tuttavia alterare l’intenzione dell’autore. E l’allegoria piuttosto che rivelarvisi come strumento &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di un significato universale e immutabile preesistente è un’allegoresi &lt;i style=""&gt;come &lt;/i&gt;un connettere e &lt;i style=""&gt;dire altrimenti &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;le&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;cose. Un altro punto di vista che la storia temporale rende possibile connettendo concettualmente i frammenti e le rovine che il tempo ci lascia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;br /&gt;  &lt;hr align="left" size="1" width="33%"&gt;  &lt;!--[endif]--&gt;  &lt;div style="" id="ftn1"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;/a&gt;Qualche precisazione in nota per alcuni punti dei versi di Dante parzialmente indicati in esergo: &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Calibri;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; “volume”: è la parola che sta a indicare la &lt;span style="color: red;"&gt;sfera&lt;/span&gt; rotante. Fissandone il “giro” (la circonferenza), insieme all’alone di luce circostante e diffuso, si vede anche il “punto” centrale (la luce divina) che irradia quella luce. Intorno a questo punto Dante vede un cerchio di fuoco rotante con una velocità maggiore (il Primo Mobile)&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;rispetto a tutti gli altri che gli stanno attorno, e cioè gli altri cerchi che rappresentano le nove gerarchie angeliche (XXVIII, 12-29);&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;2&lt;/span&gt; “&lt;span style="color: red;"&gt;giro&lt;/span&gt;”: è la linea che circoscrive il Primo mobile, l’estremo confine del cielo. Al di là di questo, e attraverso la sua perfetta trasparenza, Dante vede il divino punto luminoso che occupa il centro dell’Empireo, e, rotanti, i nove cerchi degli ordini angelici;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;3 &lt;/span&gt;“&lt;span style="color: red;"&gt;mezzo&lt;/span&gt;”: è il&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;luogo tra la terra e l’Empireo dove presero&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;posto i cieli, e nei quali potenza e atto, materia e forma, furono &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;congiunti in solo nodo (“vime”).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn2"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn3"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref3" name="_ftn3" title=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn4"&gt;  &lt;p class="MsoHeader" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref4" name="_ftn4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Guido Guglielmi, &lt;i style=""&gt;Il libro introvabile&lt;/i&gt;, in &lt;i style=""&gt;La parola del testo&lt;/i&gt;, Il Mulino,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Bologna, 1993.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn5"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref5" name="_ftn5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Calibri;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Guido Guglielmi, &lt;i style=""&gt;Ermeneutica e critica&lt;/i&gt;, in &lt;i style=""&gt;La parola del testo&lt;/i&gt;, cit.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn6"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref6" name="_ftn6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Calibri;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Robert Osserman, &lt;i style=""&gt;Poesia dell’universo &lt;/i&gt;/ &lt;i style=""&gt;l’esplorazione matematica dell’universo&lt;/i&gt;, TEA, Milano, 2000&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8189464444253333970?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8189464444253333970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8189464444253333970' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8189464444253333970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8189464444253333970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2008/11/preveggenze-nel-sapere-poietico-di.html' title='&quot;Preveggenze&quot; nel sapere po(i)etico di Dante'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-133935853302743700</id><published>2008-10-19T11:22:00.002-07:00</published><updated>2008-10-19T11:24:41.054-07:00</updated><title type='text'>Nino Contiliano, da Palermo a Verona</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: rgb(51, 51, 0);"&gt;(di Giacomo Cuttone)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Calibri; color: rgb(51, 51, 0);"&gt;Il 7 ottobre il marsalese Tonino Contiliano sarà presso &lt;st1:personname productid="la Facoltà" st="on"&gt;la Facoltà&lt;/st1:PersonName&gt; di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo che ha promosso l’iniziativa (7, 8 e 9 ottobre 2008) “&lt;i&gt;I linguaggi della città: colloqui sulla città in movimento”,&lt;/i&gt; volta a focalizzare la ricerca sulla puntualizzazione dei “linguaggi” che hanno attraversato i territori siciliani negli ultimi decenni del secolo scorso. Tonino Contiliano è stato invitato come relatore e testimone diretto dell'Antigruppo siciliano (il movimento che tra i suoi fondatori ha avuto &lt;i&gt;Rolando Certa, Gianni Decidue, Nat Scammacca, etc)&lt;/i&gt; e parlerà di come si sia configurato, in quegli anni, il linguaggio della poesia siciliana antigruppo (questo il titolo della sua relazione: &lt;i&gt;La ripresa dell’antagonismo e il linguaggio “anti” dell’Antigruppo&lt;/i&gt;); farà riferimento diretto ai protagonisti del movimento stesso e intramezzerà la relazione con letture dirette dei testi. Contiliano in diversi suoi lavori saggistici, ha parlato di questo movimento “anti”; dello stesso ha fatto anche parte, e ne ha condiviso la tensione conflittuale e antagonista e i tentativi di rinnovamento linguistico. Il poeta, inoltre, sarà il 15 novembre 2008, anche, alla Biennale di Poesia di Verona, in occasione della &lt;i&gt;XXII Edizione del Premio di Poesia "Lorenzo Montano".&lt;/i&gt; Contiliano è tra i poeti “segnalati” per una raccolta di testi poetici inediti (la silloge &lt;i&gt;Ero(s)diade! La binaria dell’asiento&lt;/i&gt;). Tonino Contiliano è stato invitato a Verona per la celebrazione dell’avvenimento della Biennale stessa, per leggere i suoi testi e discuterne, partecipare ai lavori della sessione che prevede letture poetiche, recitazione, approfondimenti teorici, musica, videoart, filosofia. Tra i lavori ci saranno interventi e approcci argomentativi sul tema del “&lt;i&gt;Dire la vita”&lt;/i&gt;. L’intera iniziativa porta la firma della nota rivista letterario-poetica &lt;i&gt;Anterem,&lt;/i&gt; e del suo animatore, lo scrittore, critico e filosofo Flavio Ermini.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Calibri;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: rgb(51, 51, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; color: rgb(51, 51, 0);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-133935853302743700?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/133935853302743700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=133935853302743700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/133935853302743700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/133935853302743700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2008/10/nino-contiliano-da-palermo-verona_2444.html' title='Nino Contiliano, da Palermo a Verona'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-6975422709091770573</id><published>2008-10-19T11:17:00.000-07:00</published><updated>2008-10-19T11:28:28.393-07:00</updated><title type='text'>Tonino Contiliano: attività frenetica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/SPt6R70TxZI/AAAAAAAAACI/P9tnFVQ22co/s1600-h/Conti.Unvers.PA.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/SPt6R70TxZI/AAAAAAAAACI/P9tnFVQ22co/s320/Conti.Unvers.PA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258931438418642322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-6975422709091770573?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/6975422709091770573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=6975422709091770573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6975422709091770573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6975422709091770573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2008/10/tonino-contiliano-attivit-frenetica.html' title='Tonino Contiliano: attività frenetica'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/SPt6R70TxZI/AAAAAAAAACI/P9tnFVQ22co/s72-c/Conti.Unvers.PA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8500603641907453167</id><published>2008-02-28T11:24:00.000-08:00</published><updated>2008-02-28T11:26:02.618-08:00</updated><title type='text'>Contro il grigiore della contemporaneità</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;‘Elmotell blues, contro il grigiore plumbeo &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;della contemporaneità&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;I versi dell'ultima fatica di Antonino Contiliano sono anche una ribellione contro le tante guerre infinite e dimenticate, per affermare una cultura della non-violenza e della pace.&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Piero Di Giorgi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;(Mazara, 22 febraio 2008)&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;br /&gt;  Ancora una volta mi trovo in un ruolo a me non consono, quello di presentatore di un libro di poesie, anche se, ormai, ci ho fatto un pò l'abitudine, essendo stato chiamato più volte a questo compito e mi ricordo ancora l'emozione della prima volta, quando la compianta Irene Marusso volle che Le presentassi il suo libro, "Una donna frigida", al famoso caffè greco, in via dei Condotti a Roma. Com'è noto, non sono né un poeta né un critico letterario, ma solo un buon lettore di poesie e di romanzi, e, tuttavia, penso di potere dire cose utili alla conoscenza del poeta per la lunga amicizia e frequentazione, risalente ai lontani anni settanta, all'epoca degli incontri dei popoli del Mediterraneo, ad opera del compianto amico Rolando Certa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;br /&gt;Contiliano, credo di poter dire, è quello che si può chiamare un poeta engangé, impegnato, ma è anche un filosofo e saggista, un intellettuale critico, caratterizzato da un'ansia di verità, a cui risponde con quello che Hans Jonas chiama l'etica della responsabilità. E questo mi sembra naturale per un poeta. L'éngagement, l'impegno non può, infatti, non chiamare in causa il poeta in quanto poeta. Come diceva Rolando, "la poesia è il cuore del mondo". Ma, proprio per questo, un poeta impegnato, come Contiliano, avverte anche quel senso di sconfitta verso un mondo che, per dirla con un verso di Franco Fortini, "ci ha vinto giorno per giorno"; un senso di rabbia verso questo tempo che ci tocca di vivere, "il tempo spaginato", come lo chiama Contiliano in una sua opera precedente, in cui l'onomatopeico "spaginato", dà appunto l'idea di un fascicolo o di una serie di fogli che cadono a terra, perdendo il loro ordine e che ben raffigura questo nostro tempo frenetico, caotico, confuso, indotto dall'ideologia dominante della confusione, come la chiama Francesco Muzzioli nell'introduzione all'opera citata. Ed è da questo senso di rabbia che nasce la ribellione sarcastica espressa dalla poetica del Nostro ma anche l'impegno a ricercare nuovi orizzonti di senso. Da ciò una critica senza attenuanti contro i poteri dominanti, contro la globalizzazione neoliberista e le sue contraddizioni, che insieme all'accumulo di grandi ricchezze, genera masse di diseredati ed oppressi, di affamati ed offesi nella loro dignità, che genera guerre e lacerazioni senza fine, immaginando, invece, utopie di pace e fratellanza, nella consapevolezza che nessuna salvezza è possibile se non insieme.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Sbaglierebbe chi volesse inscrivere il poeta Tonino Contiliano nel registro della poesia ‘ufficiale'. Tonino è uno sperimentatore, che utilizza una libertà di stili, pur nel pulsare del ritmo, ma che usa un linguaggio poetico difficile, non solo perché mutuato da vari ambiti disciplinari, ma anche per il tentativo di reinventare le parole e spesso il suo rischia di restare un messaggio cifrato. Tonino sa quante volte abbiamo avuto l'occasione di discutere anche aspramente, seppure in momenti conviviali tra amici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Pur se non è facilmente decifrabile la sua poesia, sbaglierebbe chi volesse catalogarlo all'interno del neocrepuscolarismo o addirittura tra gli epigoni del surrealismo. Tonino, al contrario, a mio modesto parere, trova, certamente, un degno posto tra gli sperimentatori linguistici, i cui prodromi possono rinvenirsi nel "Gruppo 1963 (Eco, Fortini, Sanguinetti ecc.) e soprattutto nell'&lt;i style=""&gt;Antigruppo&lt;/i&gt;. D'altronde, un grande come Calvino sosteneva, nelle "Lezioni americane" che la poesia ma anche la prosa sono ricerca, ricerca di espressioni, di parole, di forme. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;La poetica di Contiliano, ma forse azzardo troppo, è scienza e istinto insieme, nel divenire del processo generativo del dire e dello scrivere. Ce lo dirà magari, poi, l'autore stesso. Spesso, i versi di Tonino appaiono a me come la messa su carta di immagini oniriche e, come il sogno, danno la sensazione di una produzione apparentemente caotica, senza tempo e senza spazio, tipica del modo di operare dell'inconscio, ma da cui, poi, scaturisce un ordine, che è la sintesi di una materialità cosmologica, di particelle-mondo e degli orrori di questo mondo, oltre che di mondo onirico, ma che fa intravedere un orizzonte di speranza. Le parole, che sembrano smarrirsi in labirinti cerebrali, operando una coupure con la poesia canonica, anche quella fondata su liberi versi, in verità, vengono costruendo un nuovo ordine metrico, che sembra mutuato dalla musica dodecafonica di Schömberg. Dietro un dissacratorio accostamento di cose disparate, che sembra un'enucleazione caotica, emerge una ricerca per verificare la possibilità di reinventare le parole perdute.&lt;br /&gt;Tuttò ciò lo potete ritrovare anche nell'opera che oggi presentiamo: Elmotellblues, che è la terza di una trilogia, iniziata con "Compagni di strada caminando" e con "Marcha hacker". Già il titolo esprime un gioco linguistico, che è presente anche nel lavoro poetico, tra Elmo e motel, oppure Guglielmo Tell o ancora Otello da una parte, e blues, emblematico di un genere musicale imprevedibile, risultato di contaminazioni e meticciato, di spirituals e ballate euro-americane, dall'altra.&lt;br /&gt;Ritornando sul discorso del poeta engagé, non c'è dubbio che il testo poetico che oggi presentiamo ha un contenuto politico, non certo nel senso della politica ufficiale di questo o quel partito. Ma cos'è che non è politico di tutto ciò che affrontiamo o di tutte le difficoltà con le quali ci scontriamo da quando ci alziamo al mattino a quando andiamo a letto la sera, compreso i sogni che facciamo o la stessa insonnia di cui milioni di persone soffrono? Troviamo, perciò, nella composizione poetica di Tonino, una ribellione e un antagonismo, espresso in forma ironica e dissacratoria, contro le tante guerre infinite e dimenticate, per affermare una cultura della non-violenza e della pace. C'è poi una critica sarcastica al consumismo totalizzante, che già Pasolini aveva definito un cataclisma antropologico, al mondo delle merci, attraverso l'uso di anafore del tipo "che ci faccio qui?... Blues della solitudine?...e giochi linguistici, in cui "merci può essere scambiato anche con il francese "merci", oppure del tipo "dico e non di-co", ripreso anche in una delle grafiche di Giacomo Cuttone "dico in-Dio",con chiaro riferimento alle coppie di fatto, o ancora "è finimondo in Vaticano prodi e brodi, mastella amanti e deretano; una critica all'uso del progresso tecnologico e dei mass-media e a tutti gli addetti alla formattazione della coscienza, una vera, e propria filippica contro il grigiore plumbeo della contemporaneità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Inoltre, il lavoro poetico, che oggi presentiamo, si caratterizza per l'originalità e la novità sperimentativa, costituita da un testo a più voci, ma unitario perché condiviso, dove non c'è certo la rinuncia a fare sentire la "voce", ma la rinuncia al nome dell'autore dietro la "voce"; c'è la scelta dell'anonimato, non già perché non si ha il coraggio di assumersi la responsabilità della scrittura, bensì come rinuncia al singolare, all'individuale per approdare al comune, ad una voce corale. "Gli autori sono, come annota Muzzioli, operai del testo". Un'ars poetica in cui il testo è un unicum coerente, una polifonia poetica, ma che appare quasi come il prodotto di una mente poetica unica ed invece è l'espressione di un sentire comune, all'unisono, con i "compagni di strada caminando", come recita il titolo del precedente componimento. Ma la poesia dell'amico Tonino è anche poesia dotta, con richiami a Schakespeare, a Nietzsche, a Marx, a Cervantes, a Lacan.&lt;br /&gt;Infine, e concludo, questa opera di Contiliano è originale anche perché è uno strumento multimediale, perché è una pubblicazione cartacea, ma anche sonora (la voce parlante è di Guglielmo Lentini), musicale ed iconica, perché illustrata dalle cinque magnifiche grafiche dell'amico Giacomo Cuttone, marsalese, ma mazarese di adozione (&lt;i style=""&gt;Pegaso-chip&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Un giorno un'antenna in giro&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Sottosuolo e potenza&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Blues irrué&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Di-co in-Dio&lt;/i&gt;), che bene illustrano e fanno risaltare icasticamente alcuni elementi pregnanti dell'opera di Contiliano. Insomma è un componimento che vi esorto a leggere.   &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8500603641907453167?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8500603641907453167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8500603641907453167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8500603641907453167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8500603641907453167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2008/02/contro-il-grigiore-della-contemporaneit.html' title='Contro il grigiore della contemporaneità'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-7171986535000605307</id><published>2008-02-20T04:15:00.000-08:00</published><updated>2008-02-20T04:16:54.327-08:00</updated><title type='text'>Sarcasmo terminale</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;di Domenico Cara&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Antonino Contiliano: &lt;i style=""&gt;Tempo spaginato. Chi-asmo&lt;/i&gt;, pp. 92, Ed. Polistampa, Firenze 2007.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In più apparenti derive, in uno stato pregettuale già avanzato e colto, Antonino Contiliano ritrova (con noi lettori del suo manifesto di poesia) se stesso, impigliato in una duttile e felice intensità di ricerca a dir poco performatica. Le radici dei suoi versi in questa nuova silloge: &lt;i style=""&gt;Tempo spaginato&lt;/i&gt;, iniziano il loro itinerario verso il basso (e la continuità implicita) con una morbidità imposta a ostinazione liricistica, lieve, limpida di senso e di conflitto; poi la testualità verticale dilaga per flussi complicati, nel dominio di un dettato esperto ed acuto, e su briosi o tesi intrugli di verbum critico, forse a scompiglio infinito e senza dubitazioni civili o ritmi monocordi e friabili. IL verso è avviluppato nelle sue novità libere e neo-gotiche, istanza dopo istanza; il confessarsi molteplice diventa riflessione testimoniale e insieme caustico esempio di sensi e volti del nuovo mondo, tra sospetto insidioso e una varietà (ispirativa?) che si addestrano categoricamente per capire l’irrisione e i grafi del proprio dettato e in tutto convinto del totale rien va del nostro tempo in ballo: solo arcobaleno e – intimamente – inferno sociale, politico, altro disfacimento aperto e completo. “La poesia: questo parlare all’infinito soltanto di mortalità e effimero!” (secondo Paul Celan) riaffronta l’immagine di più dissipazioni esistenziali, traumi (e chi-asmi) che impediscono la fedeltà a un diritto (e dovere) alla vita, altre interruzioni e deviate forme di possibile sogno qui arroventato in plurima voce. Antonino Contiliano, con i suoi poemetti, più che trasgressivi, a emergenza implicita, allea ai contenuti allusivi un’insoave ironia, contingenze lessicali anomale, striate di dissenso, frangenti oppositivi, collegamenti appassionati a una specificità ideologica disposta più all’invettiva che al dissidio sperimentale irresponsabile e al caos. In questo assedio emotivo e intellettuale, egli riscopre una suprema e forse istintiva necessità di ribellione e, quindi, un problema etico che diventa poesia distante da ogni altro possibile lirismo post-realista a disincanto epocale, tra spostamenti di segno e sfiducia di consolazioni, in sommovimenti estrosi o codici soltanto simbolici e dandy. “ il respiro della brezza, la tua distanza / desiderio del pensiero nell’osceno dominante / storia sdorata, spettacolo del disincanto / che brilla come una mina dell’ultima / notte, la tenda che chiude la finestra / alla banchina del sogno attraccata /fra gli acuti del faro nel porto sgomenti / per l’opposto reale sedotto e abbandonato / in panchina le armi della critica / e la quiete senza la tempesta dopo / e lo sdegno che si fuma in discoteca / …” (“&lt;i style=""&gt;La freccia del tempo&lt;/i&gt;, p. 31). “ quando i boschi si diradano alluvionati / e il cielo piange gli acidi della serra / e deserto umano le città sputano / barboni e mangiate di accattoni / e il mare oscura il canto della luna&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e gli scogli gridano la stanchezza&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e i fiumi fanno silenzio sulle sponde&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e le cime reggae tra-montano la terra&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ d-anzando con il dolore degli indios&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ versato con i mandati bancari e gli uragani&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e jazz gridato planano di contrazione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e scambi liberisti saccheggiano liberi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ i poveri già schiavi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;per fame&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e rapine slam tradiscono il mio Sud &lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e il vento è skylab di slang&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e le spighe delirio di Van Gogh &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;/ fioriscono i campi di azzurro&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ e i confini dell’universo sparano&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ righe rughe finiti infiniti e foglie &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;/ gorgogliano di dissolvenza soglie faglie&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;/ dimore d’urti nel grido degli alberi” ( “&lt;i style=""&gt;Indios-rap&lt;/i&gt;, p. 38). Il verso informale ripartito in una serie di squarci e devianze sintattiche attraversa la topografia della negatività, la cui convulsa misura diventa gioco o snellito perturbativo, inguaribile vis di diversità e strategia di quei neologismi e macchie di irritabilità espressiva, più sofferta che adeguatezza ad un principio dada e – per più aspetti – registrazione greve di un sarcasmo terminale, attivo, versato con libera e clamorosa consapevolezza.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-7171986535000605307?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/7171986535000605307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=7171986535000605307' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7171986535000605307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/7171986535000605307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2008/02/sarcasmo-terminale.html' title='Sarcasmo terminale'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8965172924384803605</id><published>2007-11-10T04:23:00.000-08:00</published><updated>2007-11-10T04:28:12.231-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Migrante&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal tempo, migrante&lt;br /&gt;sogni l’abbondanza&lt;br /&gt;e di segno globale, garante&lt;br /&gt;trovi i tesori dell’intolleranza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;zero ti sparano e muso nero&lt;br /&gt;fronte a muro e disperato&lt;br /&gt;la lingua inghiotti forestiero&lt;br /&gt;diritto duro e volto sfigurato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal tempo, migrante&lt;br /&gt;e sogni l’abbondanza&lt;br /&gt;vieni dal tempo, migrante&lt;br /&gt;e sogni l’abbondanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal mare al cappio zatterato&lt;br /&gt;danno ti bollano collaterale&lt;br /&gt;il corpo lasci nel mare abbandonato&lt;br /&gt;il deserto nel cuore e niente male&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal tempo, vieni dal mare&lt;br /&gt;radice scendi a fondo lo squallore&lt;br /&gt;le ossa doni un corallo per ornare&lt;br /&gt;gli occhi spegni carico di terrore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sogni l’abbondanza e la speranza&lt;br /&gt;migrante, nomade delle onde&lt;br /&gt;una donna non hai per la danza&lt;br /&gt;ma corone, e di alghe profonde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal tempo, vieni dal mare&lt;br /&gt;migrante e gioco della storia&lt;br /&gt;una guerra, e non per amare&lt;br /&gt;ti abbraccia fantasma delirante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal tempo, vieni dal mare&lt;br /&gt;sogni l’abbondanza e la speranza&lt;br /&gt;al mercato trovi precario e le gare&lt;br /&gt;sicura morte ti aspetta, la devianza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vieni dal tempo, migrante&lt;br /&gt;e sogni l’abbondanza&lt;br /&gt;vieni dal mare, migrante&lt;br /&gt;un calendario sfogli la mattanza&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;vieni dal tempo, vieni dal mare&lt;br /&gt;vieni dal tempo, vieni dal mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…&lt;br /&gt;schiantiiiiii precariooooooooooooooooo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;ott.2007&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8965172924384803605?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8965172924384803605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8965172924384803605' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8965172924384803605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8965172924384803605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/11/migrante.html' title=''/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-3834253444183018190</id><published>2007-11-10T04:22:00.000-08:00</published><updated>2007-11-10T04:29:16.744-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Jonni va alla guerra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonni va alla guerra&lt;br /&gt;la vuole per sé&lt;br /&gt;la vuole per gli altri&lt;br /&gt;vuole la terraaaaa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è un gran casino&lt;br /&gt;ci sono tutti&lt;br /&gt;c’è la concorrenza&lt;br /&gt;lo vuole il destinooooo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;hanno i nervi scoperti&lt;br /&gt;global è la scoperta&lt;br /&gt;precario è la copertaaaaa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonni va alla guerra&lt;br /&gt;la vuole per sé&lt;br /&gt;la vuole per gli altri&lt;br /&gt;vuole la terraaaaa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ci pensa la sera&lt;br /&gt;la dà in affitto&lt;br /&gt;è lì che spera&lt;br /&gt;ritorna il profittooooo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è cosa bella e pura&lt;br /&gt;la bandiera rimane a stelle&lt;br /&gt;e di striscie la fattura&lt;br /&gt;il futuro è una scacchieraaaaa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonni va alla guerra&lt;br /&gt;la vuole per sé&lt;br /&gt;la vuole per gli altri&lt;br /&gt;vuole la terraaaaa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se muore qualcuno&lt;br /&gt;non è di nessuno&lt;br /&gt;lo sdegno se ne va in fumo&lt;br /&gt;e di dio neanche unooooo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sentieri africani&lt;br /&gt;mine afgane&lt;br /&gt;è un pianeta di cani&lt;br /&gt;la fame mai immaneeeee&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonni va alla guerra&lt;br /&gt;la vuole per sé&lt;br /&gt;la vuole per gli altri&lt;br /&gt;e ruba tutta la terraaaaaaaaaaa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;7 ott. 2007&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-3834253444183018190?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/3834253444183018190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=3834253444183018190' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/3834253444183018190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/3834253444183018190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/11/jonni-va-alla-guerra.html' title=''/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-2869126545433900599</id><published>2007-11-03T11:07:00.000-07:00</published><updated>2007-11-03T11:10:56.669-07:00</updated><title type='text'>Tempo spaginato/Chi-asmo</title><content type='html'>Una segnalazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di JANA CARDINALE&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARSALA. Si chiama «Tempo spaginato/Chi-asmo» il nuovo lavoro di Nino Contiliano che si avvale di un’antologia critica e un saggio introduttivo di Francesco Muzzioli, docente di critica letteraria all’Università La Sapienza di Roma. Un testo nel quale viene analizzato il tempo frenetico e confuso della post-modernità, in cui la profondità storica sembra essersi appiattita in una sorta di eterno presente. «Il tempo spaginato è il nostro - dice Muzzioli nella sua introduzione - come un fascicolo caduto a terra o sollevato dal vento, i cui fogli si siano mescolati». La poesia di Contiliano si ribella a questo tempo con le armi dell’utopia; le parole vengono reinventate attraverso un dettato poetico che le «mastica» per strapparle alla banalità, per scavarle in tutto il loro potenziale. Da allegoria della crisi, in questo testo, lo «spaginamento» diventa simbolo positivo, caos vitale e liberante. «La prima utopia di Contiliano - scrive Muzzioli - è quella che riguarda il corpo della parola: ogni parola deve essere reinventata, ma la lingua è sempre quella comune eppure, nella poesia, non può che essere assunta attraverso un processo di alterazione. Tutte le parole sono come passate dentro una pronuncia che le «mastica» per strapparle alla loro banalità convenzionale e alla patina del consumo. La seconda utopia riguarda la vita sociale, e corrisponde a un sogno collettivo, che deve passare attraverso un difficile filtro per evitare le trappole della retorica moralistica. È presente anche un’utopia dei sensi e del piacere, che si ritrova in passi che potrebbero sembrare elegiaci se non fossero giocati da Contiliano sul piano del materialismo e del corporeo (dove «liberare» si intreccia con «libare»).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; In “LA SICILIA” (CULTURA &amp;amp; SOCIETÀ), SABATO 3 NOVEMBRE 2007 (39 TRAPANI).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-2869126545433900599?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/2869126545433900599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=2869126545433900599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/2869126545433900599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/2869126545433900599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/11/tempo-spaginatochi-asmo.html' title='Tempo spaginato/Chi-asmo'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-465100466084436923</id><published>2007-10-29T05:09:00.000-07:00</published><updated>2007-10-29T05:13:44.128-07:00</updated><title type='text'>‘Elmotell blues</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Navarra Editore pubblica " ‘Elmotell blues "&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Jana Cardinale&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=7466987957102410307&amp;amp;postID=465100466084436923#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Appena pubblicato da Navarra Editore «’Elmotell blues». Nato da un’idea di Antonino Contiliano, già preside, saggista e poeta, ha una sua storia di incontri tra persone diverse e distanti, ma unite dall’intento di costruire un testo collettivo e condiviso. La tecnica compositiva è quella del montaggio: in una ricombinazione di poesie dei vari autori con la scrittura nuova in itinere, a segni poetico-artistici e stili differenziati sono stati aggiunti innesti interi o parziali di altri testi, segnalati a piè di pagina, e il montaggio ha portato all’interazione di scrittura, grafica, voce e musica. Gli autori, che si differenziano per stile di scrittura e linguaggio, per la parte linguistica sono Antonino Contiliano, Valerio Cuccaroni, Francesco Muzzioli ed Emilio Piccolo, mentre Giacomo Cuttone è il pittore delle cinque grafiche presenti, Gino De Vita è il musicista e la voce di teatro è quella dell’attore Guglielmo Lentini. «’Elmotell blues» si concretizza grazie a un procedimento ormai consolidato nell’operatività di Antonino Contiliano, tanto che funziona come terzo momento di un trittico iniziato con «Compagni di strada caminando» e proseguito con «Marcha hacker». La strategia di Contiliano consta di estrapolazioni testuali da diversi autori defunti e viventi, da Marx a Nietzsche, da Benjamin a Muzzioli, con un occhio all’ultimo Negri, a Benveniste, a Marramao, sotto gli auspici della grande ombra sovrastante di Cervantes. «La varietà è la soluzione manifesta di questo lavoro – evidenzia Mario Lunetta nella prefazione - l’operazione di Contiliano trova nella corda sarcastica la propria spina dorsale. Il suo è un testo di demistificazione realizzato girando una varietà di chiavi stilistiche, ciascuna delle quali produce concentrazioni di controsenso senza mai scadere nella facile demagogia degli slogans». &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Cfr. Nota pubblicata in “La Sicilia” (CT), Ottobre 2007.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-465100466084436923?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/465100466084436923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=465100466084436923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/465100466084436923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/465100466084436923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/10/elmotell-blues.html' title='‘Elmotell blues'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-6616445286765953850</id><published>2007-10-26T01:18:00.000-07:00</published><updated>2007-10-26T01:25:39.273-07:00</updated><title type='text'>Tempo spaginato - Chi-asmo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/RyGkQmw3EVI/AAAAAAAAABY/AXRwTs3oo9M/s1600-h/clip_image001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125558456114680146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/RyGkQmw3EVI/AAAAAAAAABY/AXRwTs3oo9M/s320/clip_image001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il Tempo spaginato di Contiliano è il nostro. Spaginato come un fascicolo caduto a terra o sollevato dal vento, i cui fogli si siano irrimediabilmente mescolati. È il tempo frenetico e confuso della post-modernità, in cui la profondità storica sembra essersi definitivamente appiattita in una sorta di eterno presente.La poesia di Contiliano si ribella a questo tempo con le armi dell’utopia. Le parole vengono reinventate attraverso un dettato poetico che le “mastica” per strapparle alla banalità, per scavarle in tutto il loro potenziale. Utopia come impulso alla libertà, accusa ai luoghi comuni, in particolare quelli della propaganda di guerra. Poesia pacifista ma di conflitto, nella sua “guerra alla guerra”, per avvicinarsi di nuovo al livello umano imprescindibile, quello elementare e comune. Da allegoria della crisi lo “spaginamento” diventa allora simbolo positivo, caos vitale e liberante. È il disordine produttivo, che salva l’istante dall’invadenza del “sistema”, facendo del verso una somma di frammenti, costellazioni verbali di parole dense di significato.Con un’antologia critica e un saggio introduttivo di Francesco Muzzioli, &lt;em&gt;La doppia utopia di Contiliano.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;© Polistampa 2007, cm 14x21, pp. 96, br., € 8,00ISBN: 978-88-596-0288-XCollana: &lt;a href="http://www.polistampa.com/asp/sc.asp?id=206"&gt;Sagittaria / Opera, 23&lt;/a&gt;Settore: &lt;a href="http://www.polistampa.com/asp/ss.asp?id=10"&gt;L9 / Poesia&lt;/a&gt;Altri settori &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-6616445286765953850?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/6616445286765953850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=6616445286765953850' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6616445286765953850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/6616445286765953850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/10/tempo-spaginato-chi-asmo.html' title='Tempo spaginato - Chi-asmo'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OLTnhy4hk_Y/RyGkQmw3EVI/AAAAAAAAABY/AXRwTs3oo9M/s72-c/clip_image001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-8249453376521271274</id><published>2007-10-26T01:15:00.000-07:00</published><updated>2009-10-09T11:05:41.249-07:00</updated><title type='text'>La doppia utopia di Contiliano</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-8249453376521271274?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/8249453376521271274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=8249453376521271274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8249453376521271274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/8249453376521271274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/10/la-doppia-utopia-di-contiliano.html' title='La doppia utopia di Contiliano'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-5061686390229160532</id><published>2007-10-06T01:56:00.000-07:00</published><updated>2007-10-06T02:07:39.057-07:00</updated><title type='text'>Phi:"progetto intenzione ostile"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il grande fratello aeroporto&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Phi, il “Progetto intenzione ostile” &lt;span style="font-size:130%;"&gt;americano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Pubblichiamo nel nostro blog (kaone: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://contilianoantonino.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://contilianoantonino.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;) la notizia del progetto americano Phi (rimandando a piè di pagina gli estremi di riferimento) considerandolo un supplemento aggiornato rispetto alla nostra nota pubblicata il 5 giugno  2007 su “identità e potere”). Dell’importanza, e della pericolosità sotto ogni punto di vista politico e culturale in senso lato e globale, ognuno si renderà conto da sé. Ogni commento non potrebbe aggiungere ulteriore esplicitazione e chiarezza al disegno di dominio e potere indiscusso che il governo americano mette in atto ogni giorno perfezionandolo con volontà terroristica e maniacale permanente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Antonino Contiliano&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“IMMAGINATE LA SCENA. Arrivate all'aeroporto di New York, stanchi dopo un lungo viaggio e vi mettete in fila al controllo passaporti. Mentre siete in coda un insieme di laser, videocamere, eye tracker e microfoni iniziano a compilare un dossier di infor&amp;shy;mazioni sul vostro corpo. Il computer che elabora i dati inviati da questi sensori nascosti non sta cercando armi o stupefacenti. Sta invece cercando di capire se voi vi state preparando a compiere un atto terroristico. Sembrano prospettive lontane, ma è l'obiet&amp;shy;tivo del «progetto intenzione ostile» [Phi], l'ultima idea antiterrorismo del Dipartimento Usa per la sicurezza nazionale. Il proget&amp;shy;to mira a identificare espressioni del volto, portamento, livelli di pressione sanguigna e di battiti cardiaci o tassi di traspirazione che siano indici di ostilità. L'obiettivo è analizzare a distanza il comportamento delle persone, per individuare tra i 400 milioni di persone che ogni anno entrano negli Stati uniti chi ha intenzioni ostili, attuali o future. Il «phi» ha mosso i primi passi senza clamo&amp;shy;re lo scorso luglio, quando il Dipartimento ha chiesto ad aziende e centri di ricerca attivi nella sicurezza di indicare le tecnologie adatte allo scopo. Si punta ad avviare i primi test in alcuni aeroporti, porti e posti di frontiera nel 2010, per poi estendere il sistema a tutti gli ingressi entro il 2012. In realtà già a partire dal 2003 negli aeroporti statunitensi è stato utilizzato un programma di osservazione dei passeggeri [si chiama «spot»] basato sulle micro-espressioni, cioè sui cambiamenti della mimica facciale che invo&amp;shy;lontariamente tradiscono le reali intenzioni. Sulla base dello «spot», agenti appositamente addestrati osservano la folla e prima isolano e poi interrogano le persone sospette. Il problema è che Io «spot» è costoso. Scopo del «phi» dovrebbe essere proprio quello di automatizzare il riconoscimento delle intenzioni ostili. Ll problema è che i posti di frontiera – e in particolare gli aeroporti – sono luoghi ad alto stress, con molta gente stanca e stufa o semplicemente innervosita dalle attese. Qualsiasi apparecchio potreb&amp;shy;be selezionare gente assolutamente innocua: sarà fermato chiunque mostri emozioni?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt;Il grande fratello aeroporto, in Carta, IX, n. 34, 5 ottobre 2007, p. 7 (La notizia è ripresa da Paul Marks, Supplemento Nova, Il Sole 24 Ore del 20 settembre 2007). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-5061686390229160532?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/5061686390229160532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=5061686390229160532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5061686390229160532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/5061686390229160532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/10/phiprogetto-intenzione-ostile.html' title='Phi:&quot;progetto intenzione ostile&quot;'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-1446408690784397840</id><published>2007-06-05T02:57:00.000-07:00</published><updated>2007-06-05T03:00:13.722-07:00</updated><title type='text'>Identità e potere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Antonino Contiliano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sezione “Alexanderplatz” della rivista &lt;a href="http://www.vicoacitllo.it/"&gt;http://www.vicoacitllo.it/&lt;/a&gt;, nel suo prossimo numero, vuole proporre un confronto su “identità e potere”. Anche in questa sua seconda proposizione tematica offre ai suoi collaboratori e visitatori uno spazio di dialogo, scritture e lettura sul tema dell’identità e del potere tra i passaggi e le tendenze che la realtà tecno-scientifica e culturale-politica mette avanti ai soggetti del 2000. Un tema, come quello di “formazione e management” del precedente banchetto in rete, altrettanto intrigante quanto promettente di sollecitazioni differenziate.&lt;br /&gt;La globalizzazione neoliberista del pensiero unico, la politica della sicurezza e del terrorismo che gli sono propri, e gli scenari della guerra infinita aperti attorno all’accaparramento delle risorse “biologiche” per la sopravvivenza, hanno cambiato i termini dell’identità dei singoli, dei gruppi e dei popoli, come anche delle modalità e della misura del suo riconoscimento, così come la storia li aveva consegnati al sapere della filosofia, della scienza, della logica, della politica, della sociologia, della psicologia, della cultura.&lt;br /&gt;Nei grandi crocevia dei transiti contemporanei, porti o aeroporti, frontiere e confini, ma anche nella realtà multiculturale e del melting pot, della realtà virtualizzata, della biopolitica e del biopotere, la questione dell’identità e del suo riconoscimento si pone così nei termini di una tecnologia del controllo per l’inclusione degli amici o l’esclusione o la “prigione” o la morte dell’Altro.&lt;br /&gt;La produzione e circolazione delle idee dominanti, per le immediate ricadute di politica globale e di sicurezza, per il potere omologante gestito e teso a conservarsi, non certa e sicura di mediare, integrare e assorbire l’eterogeneità delle identità multiculturali, così codifica e decodifica le identità oltre i vecchi strumenti rappresentativi “formativo-psico-somatici”, personali e nazionali, del passaporto, della carta d’identità, delle impronte digitali o delle varie informative poliziesche, segrete o di altro spionaggio e alterazioni ad hoc.&lt;br /&gt;La più recente codifica e decodifica delle identità, le cui chiavi di programmazione e lettura sono solo nelle mani del potere dominante, è quella di un’identità mappata astratta e formalizzata, e tutta interna e funzionale al tempo della vita sussunto interamente nella misura de tempo produttivo e linguistico del capitale neoliberista.&lt;br /&gt;Digitalizzando la persona di ogni singolo uomo o donna attraverso misure di tratti psico-mentali e reazioni emotivo-intellettuali e culturali, identificanti “spessori” di “aggressività”, “pericolosità”, socialità, cultura et alia specifici, le cui tracce sono incise nella particolare morfologia che assumono determinate zone del cervello, fuori dal contesto storico-materiale proprio che ne ha plasmato lo stato d’essere contingente, l’identità eterogenea non ha più molti spazi di vita e di azione conflittuale e antagonista. La stessa retorica della diversità come “risorsa” diventa la parodia di una morte preannunciata.&lt;br /&gt;Una carta d’identità psico-sociale e individuale, insomma, genetica e brevettata, e messa a punto per creare nuove frontiere di esclusione ed eliminazione programmate lì dove le stesse forze produttive in corso hanno abbattuto i vecchi confini ideologici degli stati nazionali, delle classi sociali e dei diritti universali dell’uomo, ma non l’oppressione e lo sfruttamento.&lt;br /&gt;Questa nuova carta d’identità psico-sociale e individuale digitalizzata, geneticamente brevettata, messa a punto con una scannerizzazione sofisticata, che scandaglia l’iride, la temperatura dei corpi, il dna e le zone del cervello “plastico” preposte al governo delle interazioni con la mente, le emozioni e i pensieri di ciascuno, è confezionata su misura e disponibile per un potere di dominio e controllo perpetuato, di inclusione ed esclusione dell’Altro, criminalizzato, che non ha bisogno di preghiere o di riti magici per essere scongiurato.&lt;br /&gt;Offerta al potere e al controllo dalla nanotecnologia elettronica delle neuro-scienze, sperimenta nei laboratori di ricerca avanzata e finanziata dai governi dei paesi ricchi e potenti, questa nuova carta d’identità, come un recombinat chimico e linguistico di omogeneizzazione e uniformità politica, non fa del cielo un presagio di democrazia e del mondo un prodigio di saggezza.&lt;br /&gt;Ma un’altra identità è impossibile? Il politico – polis – non può essere privato e privatizzato, se il personale, e migrante in rete, del nostro tempo è divenire storico socio-politico e culturale collettivo planetario; se il suo “immaginario”, immerso in un tessuto di identità in transito, non si trova a suo agio tra le vecchie strutture novecentesche ed è in cerca di un habitat tra modelli emergenti in costruzione e mescidanza nell’equilibrio instabile dei tempi plurali e del tempo plurimo; se è potenza del divenire essere-plurale e molteplice che il potere non può bloccare, ma non annullare, se non con le misure della sua violenza e coercizione storica o misure messe in atto dalla sua classe dominante coniugando insieme sofisticate armi ideologiche tecnologico-strategiche, non ultima quella di una comunicazione contraddittoria quanto vischiosa e totalizzante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-1446408690784397840?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/1446408690784397840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=1446408690784397840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1446408690784397840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1446408690784397840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/06/identit-e-potere.html' title='Identità e potere'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-1058636505408799513</id><published>2007-06-05T02:48:00.000-07:00</published><updated>2007-06-30T12:56:49.605-07:00</updated><title type='text'>Liturgia dei miserabili, il cortometraggio di Rino Marino</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I fantasmi della luna e l’immagine-azione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Liturgia dei miserabili)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;di Antonino Contiliano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è il sonno della ragione che genera mostri,&lt;br /&gt;bensì la razionalità vigile e insonne.&lt;br /&gt;G. Deleuze.&lt;br /&gt;La razionalità è solo irrazionalità imbrigliata.&lt;br /&gt;Bas C. van Foester&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean Luc Godard affermava “non un’immagine giusta, giusto un’im&amp;shy;magine”. Gilles Deleuze rispondeva “ non un concetto giusto, giusto un concetto”. L’uno parlava di cinema, l’altro di filosofia, ma anche di filosofia e pensiero del cinema, dell’essere del suo divenire ‘immagine’ o ‘concetto’. Li accomuna il volerne cogliere il &lt;em&gt;ritmo&lt;/em&gt; di processo ed evento singolare della fenomenologia esistenziale delle cose nella contingenza e nella circostanza del loro accadere.&lt;br /&gt;E credo che il binomio – “giusto un’im&amp;shy;magine” e “giusto un concetto” – sia appropriato per riferirsi al cortometraggio &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt; di Rino Marino.&lt;br /&gt;I miserabili di questa liturgia cinematografica, che ci racconta la consuetudine rituale e ripetitiva degli atti e dei comportamenti – quasi un riparo dall’angoscia dei conflitti esterni – d’essere del divenire alienati, miserabili sociali che dall’erranza sulla nave dei folli nel medioevo sono passati ai manicomi moderni e alla disciplina medica e microfisica del potere (M. Foucault), sono i folli dell’alienazione psicotica o schizofrenica che qui assurgono a narrazione di tragica visività filmica. Sono i soggetti “schizofrenici” che, appunto, per una quasi forma di cecità hanno perso il contatto con la realtà del quotidiano condiviso e del senso comune (quello cioè solamente dello scambio concettualizzato, e unica comunicazione intersoggettiva di verità pubblicamente riconosciuta), ma che non hanno perso il senso dell’esistenza e della sua ricerca ossessiva pur, come ci dice il deposito della migliore letteratura mondiale, nella forma reificata di fantasmi spettralizzati.&lt;br /&gt;Il loro senso delle cose e della ricerca come erranza ed esilio è infatti dentro un universo di discorso non comune o legato al loro ‘interpretante’ (J.Peirce), ovvero a un insieme di significati con cui ognuno di noi filtra le cose, le distanzia e le mostra pubblicamente come segno di senso singolare e concreto. Qui immagini e concetti non hanno il significato tradizionale e consueto del modello rappresentativo accreditato nei processi dell’&lt;em&gt;astrazione&lt;/em&gt;. Non sono cioè ‘rappresentazione’ o “simbolo”, schemi trascendentali che rimandano a qualcosa che simbolo o rappresentazione non sono se non nel senso semiotico di essere presenza non scissa dei due termini della relazione coinvolti nel processo ‘immagine-azione’ del divenire e concetti concreti di qualcosa. Ed ecco perché, per dire due parole su &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt; di Rino Marino, è opportuno richiamare Godard e Deleuze.&lt;br /&gt;Deleuze è il pensatore (è stato anche il filosofo del cinema) che ha elevato le immagini e i concetti a uno statuto tale per cui, come accade nel cinema d’arte e di pensiero, immagini e concetti non sono altro da quello che è l’essere del loro &lt;em&gt;divenire&lt;/em&gt; – l’essere &lt;em&gt;tra&lt;/em&gt;, processo tra due punti, arresto, blocco, linea di fuga, deterritorializzazione e mai passaggio da un’identità ad un’altra –: divenire vegetale, per esempio, o lupo. L’ululato del lupo nella notte e alla luna, il correlato vibrare del vecchio pescatore di &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt; che, prima delirante e poi assorto, smozzicando e ripetendo “asciucà lu mari”, si trascina e si lascia andare – &lt;em&gt;mor-ire&lt;/em&gt; – nel cono di luce del mare della luna. E il pescatore che, altra analogica allegoria allusa, rinchiuso nella sua stessa prigionia di mente s-viata, come il lupo, sente il richiamo dell’assenza, presente, di un mondo e di un deserto, diversamente significanti, che lo brucia, e la cui voce come una risonanza si innalza fino alla luna e nella notte che accentua gli spessori di ogni cosa e di ogni sentire che sia ferito. E la voce &lt;a name="qui"&gt;del lupo e la voce del marinaio sono entrambi votati, nella notte, alla luna dove un Orlando cercava il suo senno.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rino Marino, il regista di &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt;, è castelvetranese, psichiatra, poeta, attore e scrittore di teatro, e tra i suoi testi migliori, che ha visto anche una riduzione teatrale, qualche anno fa, c’è appunto La nave dei folli la cui vicenda ed esistenza ora ci presentata elaborata con lo statuto particolare delle immagini del cinema e del loro essere simbolico particolare come ‘cinema’ corporeo (per trasferire ai fotogrammi montati di &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt; ciò che del “simbolo” ha riscritto Carlo Sini in il suo L’uomo e il simbolo).&lt;br /&gt;Come i geroglifici egiziani, le immagini degli alienati mentali di &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt; sono il simbolo corposo e sensibile dei concetti esperenziali che i folli hanno del loro rapporto con il mondo; sono i segni che danno a vedere (esteriorizzati) agli altri mentre, senza residuo e rimando a chi sa che cosa di strano o ineffabile, li vivono con voce di senso; mentre li gestualizzano e li distanziano da sé, dalla propria interiorità, per renderne “pubblica” l&lt;em&gt;’intenzionalità&lt;/em&gt; di senso e significati che li muove e li anima come prassi corporea. Per vivere e morire come immagine concettuale e comunicabile. Rino Marino lo di-mostra con la poesia della sua Liturgia dei miserabili.&lt;br /&gt;Nel cinema l’&lt;em&gt;immagine &lt;/em&gt;infatti non è una rappresentazione che rimanda ad altro, ma dice se stessa, così come il concetto, più che figlio di una catena assiomatica-deduttiva, è la contrazione d’intensità di una &lt;em&gt;con-tingenza&lt;/em&gt; che si raggruma. Anche il concetto, scrive Deleuze, non è un’idea generale e astratta o concetto rappresentativo di essenze immobili; è &lt;em&gt;com-prensione&lt;/em&gt; – percetto (Deleuze) – di un evento nella circostanza di quell’accadere che afferma l’essere del divenire un qualcosa. “Il concetto come essere, come bestia”, il divenire minerale, inorganico, don&amp;shy;na, ecc.; è sempre un gioco tra due termini senza coincidere con nessuno di essi. Una linea di fuga che de-territorializza l’identità senza bloccarla in uno dei due poli o farlo transitare dall’uno all’altro. “Il divenire animale dell'uo&amp;shy;mo è reale, benché non sia reale l'animale che egli diviene”.&lt;br /&gt;Così ne &lt;em&gt;La liturgia dei miserabili&lt;/em&gt; l’ululato del lupo alla notte è il vecchio pescatore divenuto folle – ripetiamo. Il pescatore che, dopo il suo viaggio sgembo (ritmato dall’ossessiva ripetizione “asciucà lu mari”, angoscia spossessante, qualche sosta all’edicola votiva e il riposo ai fianchi della barca (isotopia della nave dei folli, e dismessa) dismessa e a secco sulla riva, e al cui riparo per l’ultima volta ripete come un’auto ninna nanna “asciucà lu mari. Terra sicca, spini e furmento abbruciatu”), si alza e s’immerge nel cono di mare illuminato dalla luna. È il pescatore alienato che è preso nel divenire animale senza diventare lupo (così come il lupo non diventa uomo) quando si muove di notte fra gli alberi e il verde di una sentiero che attraversa per portarsi in riva al mare e lì scomparire fuso con la luce liquida e accogliente.&lt;br /&gt;Ma entrambi, direbbe Benjamin (altro filosofo che per primo, nell’epoca della riproducibilità tecnica, al cinema riconobbe dignità poetica e funzione democratica) vivono l’&lt;em&gt;allegoria&lt;/em&gt; delle tracce e delle rovine. Il mondo delle fratture e dei resti dove l’&lt;em&gt;allegoria &lt;/em&gt;moderna, non più legata alla trascendenza e alla metafisica, cerca di montare, quasi una ricomposizione dell’infranto, per costruire e fissare un senso. Non è un caso che l’ambiente in cui, fissi nell’occhio e nell’idea dominante e irremovibile, vivono, girano si muovono i personaggi di Rino Marino, gli alienati mentali in rovina, in un mondo di rovine; i soggetti altri capaci più di altri di dar corpo a dei fantasmi a cifre di immobilità. L’immobilità dell’idea fissa che imprigiona la mente del personaggio e si proietta anche come fissità del paesaggio e dell’ambiente. Quasi un “paesaggio moralizzato” che rende superfluo il ricorso ai rapporti di somiglianza per spiegare, per dire con i caratteri del mondo e delle cose la temporalità immobile dell’anima straniata del folle che vive nell’intemporalità di un presente che si ripete: il presente dell’eterno ritorno della donna, del barone o del vecchio assorto e spaesato/spaesante del cortometraggio del regista Rino Marino.&lt;br /&gt;Una &lt;em&gt;temporalità&lt;/em&gt;, in questa Liturgia dei miserabili, qual è quella che attraversa e picchia la mente del folle, mo(n)strata dalla &lt;em&gt;monotonia&lt;/em&gt; cadenzata del bianco e del nero e la sua scala di grigio, dei gesti, dei toni di voce, della musica, del canto dei grilli e delle cavallette, del gesto del vento che muove appena le foglie degli alberi o delle canne per connotarci una scena che rimane invariata, dipinta di immobile, maniacale, monotonia.&lt;br /&gt;La stessa monotonia, fissità, immobilità d’essere, delle ruote della piccola carretta dell’omino, del ticchettio di una goccia d’acqua nel secchio all’interno di un diruto, della rigidità di una casa diroccata, devastata da un terremoto e con cinque occhi-finestre spalancati sul vuoto (l’orrore di una mancanza o di un’assenza), di una donna allucinata, come altri personaggi del film, che culla e nenia un pupazzo – il &lt;em&gt;divenire bambino&lt;/em&gt; (maternità mancata) –, un Antonino, portato per mano da un bambino – il &lt;em&gt;divenire aquilone&lt;/em&gt; –, un vecchio poeta, surrealisticamente seduto in mezzo alle rocce e alle rovine che, contattato dall’omino del carretto in cerca di un fiammifero per spegnere il giorno e trovare l’aquilone di Antonino, come una vecchia incisione canora registrata e addormentata, ora si risveglia e fa sentire la sua voce di anima assente e straniata che sa “…la pena del viandante e il suo canto smozzicato” o del barone e del suo cameriere che festeggiano ogni compleanno senza invitati, sempre.&lt;br /&gt;E su questo mondo di rovine, profondamente reso dal bianco e nero del film, c’è pure un’orchestra di suoni e voli. Baudelaire direbbe una foresta di simboli: corpi, volti, segni e lingua poetica plurale, mistilinguismo di siciliano e italiano sicilianizzato, segnali e atmosfere di lunari cristallizzazioni, angoli oscuri, rimossi e/o di solito ignorati, anfratti in chiaroscuro assorbente.&lt;br /&gt;C’è una colonna sonora artificiale che è solo una parte e complementare, perché silenzi assordanti e solitudini risonanti pulsano insieme frequenze di identità in dormiveglia con i segnali più svariati nascosti/mostrati e impressi nel ritmo delle cose catturate dalle inquadrature. Non c’è solo la ricerca dell’aquilone di Antonio (altra allegoria e allusa che rimanda al volo del gabbiano, il vecchio del mare caro alla memoria di Baudelaire), anche l’allegorico rimando ad altre ali, che nel tempo delle macerie si elevano in alto per la ricerca di un senso da comporre e seguire, richiamano l’affinità con l’assetto del decollo di un altro messaggero, e non comune, che spia gli indizi del tempo nel paesaggio che si trasforma.&lt;br /&gt;È il volo dell’&lt;em&gt;Angelo &lt;/em&gt;della storia di Walter Benjamin – l’allegoria dell’immagine-rimando, dell’&lt;em&gt;Angelo &lt;/em&gt;di Paul Klee – che si leva e si porta per essere lì dove la distruzione è “più vicino del consueto alla creazione, ma non ancora abbastanza” (Paul Klee) e tentare un montaggio di pratica significante . Nel montaggio della storia della liturgia dei &lt;em&gt;miserabili &lt;/em&gt;di Rino Marino, è lo stesso del come vola l’aquilone di Antonino, il cigolio delle ruote della carretta, il suono dello sgocciolare della goccia d’acqua nel secchio, l’urlo silenzioso delle finestre spalancate della casa diruta (imponente e sinistra), la monotonia delle nenie della donna, il delirio bruciante del pescatore, il canto surreale del poeta tra le rovine, le battute enigmatiche del sacerdote del fuoco sacro e del riso ebete e saputo del sacrestano, l’andare sospeso e il coro salmodiante dei pellegrini che si avvicinano all’altare e poi al rito finale della capra scannata e macellata, &lt;em&gt;sacri-ficata&lt;/em&gt;, e del gesto “religioso”, accompagnato da una musica incalzante, del suo cuore sradicato in trionfo votivo (il ‘sacer’ del tragico, quasi un ritorno al sacrificio religioso antico) in parallelo (altra allegoria) con i fumi del turibolo della religione nostrana.&lt;br /&gt;E in questo montaggio filmico che diagramma le rovine montando le/sulle rovine, e dove l’occhio della cinepresa ha bloccato il poetico e l’umano degli attimi di vita, d’esistenza “miserabile” e di ricerca di senso dei folli, si incontra e ammira anche il montaggio della visività narrativa e dell’articolazione scelta e orchestrata che ne fa il regista Marino. E, secondo noi, è un montaggio che orientata con lo spessore del suo bianco e nero sfumati (a volte come chiazze abbacinanti) e dei &lt;em&gt;campi lunghi&lt;/em&gt;. Le forme che dicono della &lt;em&gt;fusione&lt;/em&gt; del folle con l’ambiente e il ritmo del suo tempo, la dominanza dell’ambiente e del paesaggio sull’individuo. In particolare sull’alienato mentale. L’individuo viene da un fondo scuro e viene assorbito in un orizzonte che lo inghiotte. Anche il “dettaglio”, la panoramica e la carrellata o gli altri tagli di campo, piani e ritmi interni dell’inquadratura filmica, nella successione narrativa scelta dal regista, denotano questo discorso di fondo delle realtà vissuta e pensata dai folli, senza che per questo il vissuto degli stessi perda di valore e amore. Il regista-poeta Marino, combinando tra tagli diretti e indiretti o il soggettivo e l’oggettivo (pasolinianamente detto “soggettiva libera indiretta”), ha conciliato, con ossimoricità artistica, il congelamento dell’occhio dell’obbiettivo della cinepresa – immagine di arresto e blocco, quasi una successione di fotogrammi piano-sequenza o immagine-azione che stagna istanti che si immobilizzano d’eternità – con la mobilità ricompositiva della coscienza del soggetto interpretante che cerca un senso non con un montaggio giusto, ma (come direbbero Godard e Deleuze) &lt;em&gt;giusto un montaggio&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;giusta un’immagine&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;giusto un concetto&lt;/em&gt; per una breve sosta &lt;em&gt;tra &lt;/em&gt;essere divenire “folli” e divenire “uomini” senza perdere l’umanità che è propria di ognuno, e &lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt; dei folli e diversi; e perché non ogni follia è una malattia mentale!, e perché la follia di questi &lt;em&gt;miserabili &lt;/em&gt;non è meno degna di quella di alcuni grandi nomi.&lt;br /&gt;Perché la follia, dall’&lt;em&gt;Otello &lt;/em&gt;di Shakespeare, al &lt;em&gt;Don Chisciotte&lt;/em&gt; di Cervantes, all’&lt;em&gt;Orlando furioso&lt;/em&gt; di Artiosto, ecc., come quella dei miserabili di Rino Marino, non è una “malattia” se non che al di sotto di pochi gradi libertà nella discesa degli inferi, della notte e del sole completamente nero. Perché il solito dell’universo del loro discorso è quello della luce delle onde lunari, la luce della luna e della luce come effetto – direbbe il poeta Goethe – della notte e dell’ombra, quella più significata per chi sa dell’irrazionalità della razionalità pura che perde le passioni del tempo, della materia e del corpo come potenza.&lt;br /&gt;Perché la &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt;, il cortometraggio del regista castelvetranese, Rino Marino, psichiatra, poeta, scrittore di teatro, attore e anche regista, può essere guardato e s-guardato (non non veduto) solo se l’idea tematica fondante, il &lt;em&gt;divenire-follia&lt;/em&gt; dei personaggi, trova la chiave del cinema di pensiero e di analisi in azione dissonante orientata al senso.&lt;br /&gt;E non si può non segnalare la sintonia con altri artisti e figure che frantumano l’ufficialità del mercato estetizzante: C. Bene, P.P. Pasolini, C. G. Jung, C. Jaspers, M. Foucault, F. Basaglia, L. Binswanger, J. P. Sartre, E. Borgna, ecc. Tutti personaggi che riconoscono i limiti della psichiatria medico-farmocologica che ascrive la follia solo alle malattie oggettive della mente e metodologicamente trattabili in vista della guarigione e della sanità rassicuranti; pensatori e sperimentatori che, visto che altri saperi, conoscenze e pratiche, prima della psichiatria medica o della psicoanalisi positivizzata, hanno trattato il paradosso e la voragine della follia, ora, interdisciplinarmente, si rivolgono, a questi altri saperi e pratiche – letterarie, artistiche e poetiche – per avvicinarsi alla comunicazione con la follia e al senso del suo modo d’essere e divenire soggetto diverso.&lt;br /&gt;Così che c’è anche un “prendersi cura” dei folli – ascoltarli, sentirli, relazionarvisi come soggetti di cui bisogna attenzionare seriamente l’universo simbolico-semiotico-ideologico che li media durante il loro cammino di vita, se è vero che ognuno è come tutti (non somiglia a nessuno). Ascoltarli attraverso la poesia, l’arte, il teatro e il cinema, e di cui il teatro e il cinema di cura che fa Rino Marino è testimonianza e prova conducente. Binswanger dice che ognuno di noi ha gli stessi complessi, solo che li organizza diversamente nell’ideologia di un linguaggio diverso.&lt;br /&gt;Questo cortometraggio di Marino, per finire, richiama alla mente, per assonanza e continuità col mondo dei simboli, delle rovine e della potenza del corpo, anche i nomi di C. Bene, Pasolini, oltre che Benjamin e Deleuze.&lt;br /&gt;Walter Benjamin (per il pensiero delle rovine, delle tracce e dell’allegoria), Carmelo Bene (per l’attenzione privilegiata data alle cianfrusaglie dei pezzenti, al corpo cadente delle chiese e delle case con le loro pareti e immagini scrostate, al paesaggio ebbro di sprazzi luce assorbita e rifrangente corporeità come ‘potenza’), Pier Paolo Pasolini (per motivi non lontani da questi e, forse, per la “pseudosoggettiva” che tanto richiama la “soggettiva libera indiretta” di Pasolini teorico, fra le altre cose, del cinema come lo stesso Deleuze). Deleuze è il popfilosofo che ha concettualizzato l’&lt;em&gt;immagine-movimento&lt;/em&gt;, tempo, divenire, concetto, ecc.; e, insieme a F. Guattari, anche alla schizofrenia (non ultima quella di &lt;em&gt;Mille piani&lt;/em&gt;), ha dedicato tanto della sua ricerca inquadrandola, come anche Foucault (&lt;em&gt;Storia della follia&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Storia della sessualità&lt;/em&gt;), nei rapporti storico materiali del mondo, cui certo anche Binswargen non è estraneo e meno convincente.&lt;br /&gt;Partendo dal &lt;em&gt;dasein&lt;/em&gt; – l’esser-ci, lo stare-con gli altri, il mondo, il mondo analizzato dalla fenomenologia di Husserl e dall’analitica esistenziale di M. Heidegger e J. P. Sartre – o dalle possibilità e dall’osservazione della condizione umana in generale e immesse nella dinamica storico-esperenziale di ciascuno, lo stesso Binswargen dice che il malato mentale si scopre che “soffre dei nostri stessi complessi, ma anche che si muove nelle nostre stesse prospettive storico-spaziali-temporali, anche se in maniera diversa”.&lt;br /&gt;E chi fra noi potrebbe dire – per scelta o per codice simbolico tramandato, introiettato e tradito – di non essere portatore, attivo o passivo, di simboli emblematici e dell’intrecciata significanza e connotazione quali la luce lunare, i pleniluni sfocati sul paesaggio, il mare, la campagna, un campo d’alberi, le trazzere e i viottoli, i sentieri che si arrampicano tra le rovine di un terremoto, una casa diroccata, un’angoscia sfibrante fino a lasciarsi morire o a vegetare, le ruote (continuità del movimento-tempo) di un carretto trainato a mano, un secchio dentro cui una goccia d’acqua scandisce il suono della discontinuità-continua, la monotonia di una condizione fissa e &lt;em&gt;intemporale&lt;/em&gt; che avvolge la vita alienata, l’apparire di una capra, un gatto, un cane, la barca all’asciutto e a pochi passi dal mare lasciata alla deriva dell’abbandono (la “nave dei folli), il frinire di cicale e cavallette, i pellegrini e un santuario con i suoi custodi del “ cuore” nascosto (il &lt;em&gt;sacer&lt;/em&gt; del mondo della tragedia classica) della capra macellata e il fumo del turibolo che ritualizzano il corpo delle cose profonde e nascoste, la ‘X’ che si fa vedere ma non si apre e non si fa guardare dentro.&lt;br /&gt;Ecco, allora: qui è il senso dell’arte e della poesia di &lt;em&gt;Liturgia dei miserabili&lt;/em&gt;, la poesia che con il suo linguaggio mescolato (e non solo nel senso linguistico), diversamente dalla psichiatria medica, non cura una malattia della mente ma prende in cura la direzione e il senso di vita dei diversi, la singolarità che vuole volare o fondersi con la vita dell’universo e delle cose. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-1058636505408799513?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/1058636505408799513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=1058636505408799513' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1058636505408799513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/1058636505408799513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/06/per-il-cortometraggio-del-regista-rino.html' title='Liturgia dei miserabili, il cortometraggio di Rino Marino'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-983723116271339673</id><published>2007-06-05T02:36:00.000-07:00</published><updated>2009-10-09T11:05:41.260-07:00</updated><title type='text'>Identità e potere</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7466987957102410307-983723116271339673?l=contilianoantonino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/feeds/983723116271339673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7466987957102410307&amp;postID=983723116271339673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/983723116271339673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7466987957102410307/posts/default/983723116271339673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contilianoantonino.blogspot.com/2007/06/identita-e-potere.html' title='Identità e potere'/><author><name>Antonino Contiliano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7466987957102410307.post-785586652862619962</id><published>2007-05-07T11:41:00.000-07:00</published><updated>2007-05-07T11:51:18.488-07:00</updated><title type='text'>Una letizia spinoziana per Edoardo Sanguineti</title><content type='html'>&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref8" name="_ftn8"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Antonino Contiliano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Intenderò dunque per letizia […] la passione per la quale lamente passa a &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;una maggiore perfezione; per tristezza invece,la passione per la quale &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;essa passa a una perfezione minore. […]Chi dunque immagina che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; venga distrutto ciò che odia, si rallegrerà&lt;br /&gt;Bento De Spinosa, Etica, III&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La globalizzazione liberista, nel mondo moderno della rete telematizzata, non è una rottura qualitativa della diffusione e della penetrazione mondiale della logica capitalistica che l’alimenta e la diffonde, né il parto inevitabile dell’armonia prestabilita del migliore dei suoi mondi possibili. Il mercato mondiale e il mondo del simbolico, della lingua, dei linguaggi e dei segni, nonché del general intellectus (i principi, in generale, e la conoscenza e la pratica che il sapere collettivo e sociale ha accumulato nelle forme che ne ha maturato e sperimentato la storia), messo a lavoro, e in corso d’opera, come mercato e merce – realizzati attraverso la globalizzazione in rete ed elettronico-digitalizzata dei mercati finanziari e il movimento accelerato e delocalizzato dei capitali del Capitale transnazionale –, fuori le necessità metafisiche, sono la determinazione storico-materiale più aggiornata della vecchia anima di classe del plusvalore e del saggio di profitto. La ricerca scientifica e l’applicazione tecnologica degli imprenditori e capitalisti borghesi, meccanica ieri, oggi informatico-telematizzata, imitando e riproducendo sempre più sofisticatamente le capacità e le facoltà creativo-lavorative, la ‘potenza’ del corpo e della mente degli individui come essere sociali, ha digitalizzato le loro abilità lavorative e retificato l’insieme sotto forma di IA (intelligenza artificiale) e mondo super-connesso, e sottratto la ‘potenza’ del “valore d’uso” per piegarla, come sempre, allo sfruttamento quantitativo e qualitativo, all’oppressione e al profitto in favore dei pochi privilegiati.&lt;br /&gt;Quei privilegiati che, poi, sono il “comitato d’affari” che detiene e dovrebbe gestire il cosiddetto potere pubblico in nome di tutti. Ma così non è. E che così non è lo testimonia e lo dimostra quotidianamente sia l’aumento delle diseguaglianze sociali, sia l’aumento della forbice tra ricchi e poveri (a danno di questi ultimi, che sono sempre in aumento), l’aumento del numero dei morti per cause di lavoro (precario e sottopagato), sia l’utilizzo della macchina statale in chiave poliziesco-intimidatoria e terroristica atta a criminalizzare qualsiasi forma di dissenso – emotivo, etico, intellettuale e politico, pratico-dialettico etc. – che non sia a immagine e somiglianza dell’eterno modello borghese vigente. Una perfetta alleanza ideologico-politica e pratica con il mondo di “santa romana chiesa”. Entrambi criminalizzano qualsiasi cosa o mondo che non gli somigli, ovvero che non ripeta e si ripeta a propria immagine e somiglianza.&lt;br /&gt;  E dietro le guerre di “civiltà” non c’è nessun bene né per l’uomo (l’uomo d’altronde è solo un concetto astratto è reso universale solo per bocca della logica umanistica; come dire una negazione, peraltro utile all’ideologia borghese, degli uomini concreti o nella loro reale esistenza di tutti i giorni alle prese con la soddisfazione dei bisogni fondamentali e dei desideri e sociali e culturali)  né per gli uomini delle masse innumerevoli, ma il solo interesse esclusivo di classe degli stessi soggetti capitalisti che – giocando sull’egualitarismo liberistico unitamente al supporto di quello cristiano-cattolico gerarchico –, intransigenti verso la molteplicità eterogenea delle altre culture nate dalla relatività epistemica della modernità, mirano all’impossessamento forzato e privilegiato delle risorse materiali e immateriali (meglio dire naturali, artificiali e sociali) del globo e all’accesso esclusivo del sapere e del potere. L’“umanesimo” risulta una parodia luttuosa e una farsa quanto più, in tempi di “opposizione contro le forze produttive progredite” – dice Marx –, la classe dominante è scissa da quella dominata e rincara il ritorno ai valori già logicizzati e  istituzionalizzati (l’uomo, la persona, la famiglia, la morale, l’identità, il bene pubblico, lo Stato e i suoi poteri, il lavoro, la produzione, l’educazione etc.) tradizionali come universali e immutabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto piú la forma normale di relazioni nella società, e quindi le condizioni della classe dominante, sviluppano la loro opposizione contro le forze produttive progredite, quanto maggiore quindi è la scissione nella classe dominante stessa e con la classe dominata, tanto piú falsa naturalmente diventa la coscienza originariamente corrispondente a questa forma di relazioni, ossia essa cessa di essere la coscienza ad essa corrispondente, tanto piú le precedenti rappresentazioni tradizionali di queste forme di re&amp;shy;lazioni, nelle quali gli interessi personali, reali, ecc., sono enunciati come universali, si riducono al rango di frasi puramente idealiz&amp;shy;zanti, di illusione cosciente, di ipocrisia premeditata. Ma quanto piú vengono smentite dalla vita, e quanto meno hanno valore per la co&amp;shy;scienza stessa, con decisione tanto maggiore esse vengono affermate, tanto piú ipocrita, moralistico e santo diventa il linguaggio di que&amp;shy;sta società normale.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paradossalmente più la società diventa ipocrita e più, a dispetto del “teatro della crudeltà” di Artaud, aumenta la fascia dei creduloni che ripetono la favola umanistica del valore dell’uomo come persona o valore santo, dimenticando che la qualità di ‘persona’, nella società capitalistica, è legata al concetto di proprietà in senso borghese e non a una presunta e pura caratteristica psicologica, logica, spirituale e santa. E dal punto di vista logico è solo un’astrazione. La santità dell’uomo come “persona è « l'uomo », che in lui è soltanto un altro nome per il concetto, l'idea. Le rappresentazioni e le idee degli uomini, separate dalle cose reali, devono naturalmente avere alla loro base non gli individui reali, ma l’individuo della rappresentazione filosofica, l’individuo separato dalla sua realtà, puramente pensato, “l’uomo” come tale, il concetto “dell’uomo”.”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A san Max (Stirner), che interpretava le decapitazioni degli agioteurs e dell’honnêtes gens, nel periodo del terrore della rivoluzione francese, come azioni della ragion sufficiente dei “preti o pedanti rivoluzionari”, che “tagliavano la testa agli uomini”, poiché servivano l’uomo”, Marx ricorda che già Spinoza nel XVII secolo ebbe “l’impudenza di fare da “censore” a san Max, dicendo: “L’ignoranza non è un argomento”.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[2] Ma se l’ignoranza non è un argomento – san Max non spendeva neanche una p&lt;/a&gt;arola “sulle ragioni per cui si tagliavano le teste, ragioni che erano fondate sugli interessi reali, empirici ed estremamente profani non degli agioteurs, ma della massa ‘innumerevole’”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[3] –, deliberata e imperdonabile mistificazione è che i liberisti att&lt;/a&gt;ribuiscano alla tecnologia odierna, e al sistema economico-politico che se ne serve per rivoluzionare le sue forze produttive e i suoi rapporti di produzione, la proprietà magica di rendere libero ed eguale ciascuno li frequenti o che risolva le ingiustizie volutamente perseguite e mantenute da chi su quelle nasce, cresce e vuole conservarsi allontanando da sé ogni e possibile spettro del divenire comunista e democratico.&lt;br /&gt;La nuova nano-tecnologia, capace di incorporare il general intellectus e di farlo funzionare e produrre secondo il vecchio schema della forza-lavoro come valore di scambio, e a contratto ineguale, ha reso l’anima capitalistica solo più efficace e tempestiva negli interventi di espropriazione e adeguamenti proprietari transnazionali. E i vari organismi – Wto, Fm, Bm., ecc. – che, sottratti a qualsiasi controllo democratico e dietro il comando dei padroni del pianeta, presiedono alla morte e alla vita della sfera e dei suoi abitanti, non sono certamente organismi di beneficenza né tanto meno in preda all’etica ebraica della giustizia o all’etica cristiana dell’amore per il prossimo.&lt;br /&gt;Due etiche paternalistiche e autoritarie. I catechismi e le direttive dell’ultima ora, in ordine alle coppie dichiarate o degli omosessuali o della bioetica in genere, sono più che loquaci.L’universalismo dei diritti dell’uomo, dichiarato come conquista culturale della modernità rivoluzionaria borghese, non suona di certo nessuna sinfonia armonica con le distruzioni, gli impoverimenti, l’oppressione, la repressione e l’intolleranza, i crimini e i genocidi cui la politica liberistico-militare del “liberalismo umanistico” si abbandona, animata com’è dalla diffusione della civiltà borghese con i nuovi e più potenti mezzi tecnici.&lt;br /&gt;Grazie al celere miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, alle comunicazioni rese estremamente più agevoli la borghesia porta la civiltà anche alle nazioni più barbare. I bassi prezzi delle sue merci sono l’artiglieria pe&amp;shy;sante con cui essa rade al suolo tutte le muraglie cinesi e con cui obbliga alla resa anche la più irriducibile xenofo&amp;shy;bia dei barbari. Essa costringe tutte le nazioni ad adottare, se non vogliono morire, il modo di produzione borghese; le costringe ad introdurre in esse la cosiddetta civiltà, cioè a divenire borghesi. Insomma, essa si crea un mondo a pro&amp;shy;pria immagine e somiglianza.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[4]&lt;/a&gt;L’universalismo è solo quello delle dichiarazioni ideologiche ed è una stonatura con la verità pratica delle cose orrende che il liberismo militarista giustifica non meno di quanto facciano le epidemie della sovrapproduzione e la ferocia del debito estero che inginocchiano le Nazioni povere e impoverite.&lt;br /&gt;E il Papa che ieri rilasciava il placet, oggi, come altri potenti, si limita a rilasciare scuse di circostanza per gli errori del passato e anche per il presente. Per il futuro non si dispera. Ne sa qualcosa il mondo dell’America latina che ha conosciuto anche il terrore della conquista coloniale europea accompagnata dalle benedizioni dell’universalismo “guerriero” della Chiesa cristiana. Ed è forse per questo che ancora oggi l’eurocentrismo e l’americanismo di “fine della storia” chiedono supporto alla Chiesa di Benedetto XVI, Ratzinger. &lt;a name="clausetwiz"&gt;Clausewitz&lt;/a&gt; insegna che le guerre si dichiarano e combattono sotto altre forme, sole o combinate.&lt;br /&gt;Il nuovo stadio dello sviluppo capitalistico – dice Jürgen Habermas rispondendo al suo amico Eduardo Mendieta, seguace della teologia della liberazione – “si realizza sostanzialmente senza modificare l’orizzonte di una modernità sociale e di una autocomprensione normativa che risalgono alla fine del Settecento”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[5] . Una normatività che ha imposto modelli di vita sociale con atti di forza mitici, sacrali, espistemici o comunque ripetitivamente fondativi. E sebbene non tocca agli eredi la giustificazione del &lt;/a&gt;passato – continua Jürgen Habermas –, è “proprio l’universalismo egualitario con cui oggi i neoliberisti sbandierano una prospettiva politicamente sfrenata di scambio mondiale – con lo stesso slancio con cui i colonizzatori di ieri sbandieravano il cristianesimo – resta anche, tutto sommato, l’unico criterio convincente per criticare la miseria di una società mondiale economicamente lacerata, stratificata, tutt’altro che pacificata”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;[6] La pacificazione è tutt’altro che perseguita. Anzi, ironicamente, le fo&lt;/a&gt;rme di embargo o le operazioni di guerra non militari ne costituiscono una tragica farsa. E lì dove povertà, eterogeneità e singolarità, soggetti collettivi decentralizzati, comunitari senza delega – proprie al nostro tempo e alle nuove soggettività come “potenza” autonoma (dai centri sociali alle ong e a tutti i movimenti dal basso e dei forum sociali, nazionali e transnazionali, contrapposti ai G7/G8) – hanno maturato altre resistenze rispetto alle vecchie macchine d’identità nazionali (partiti, sindacati, circoli, chiese…organizzazioni “para”, agenti d’appoggio esterno ma ufficialmente non riconosciuti) e acquisito altra coscienza di classe comunitaria e praticato altre forme di rivoluzione resistente (forme di discussione e azioni protestatarie dirette o fuori il controllo delle istituzioni che dividono il sociale e il politico, riconosciute ed autorizzate dalla legalità statuale), per questo, invece, sono state criminalizzate. Le forme di antagonismo diverso, specie dove il neoliberismo spinge la creatività comunitaria offesa a difendere e conservare se stessa, sono state messe anche al bando del silenzio o della morte o del carcere costruendo sempre più un allineamento piramidale. E l’allineamento, come suggeriscono i dati cui, qui, si fa riferimento, non certo testimoniano di una umanità concreta che gira democraticamente attorno al centro di una sfera ( equidistanti –tutti – dal centro); si dilata piuttosto per allargare la base di una piramide il cui vertice si assottiglia sempre di più verso l’acuminato.&lt;br /&gt;Se su sei miliardi circa di uomini che popolano il pianeta terra, oggi, solo un miliardo di persone, appartenente ai cosiddetti paesi ricchi, gode del 77,5% del Pil (la ricchezza mondiale prodotta o Prodotto Interno Lordo) e lo amministra –, e se fra i privilegiati della stessa classe dei ricchi ci sono ulteriori privilegiati di lusso (circa 350/358), quelli che hanno un patrimonio stimato in 760 miliardi di dollari – equivalente al red&amp;shy;dito complessivo dei due miliardi più poveri della popolazione mondiale –, mentre solo il 22,5 % del Pil è distribuibile fra il grosso dei cinque miliardi, cioè l’85,2% della popolazione del pianeta, vuol dire che il sistema capitalistico non funziona per tutti e che è solo il prodotto storico di un progetto “ideologico” di classe privilegiata che si è imposta e diventata dominante. Questa  certo non mira all’abolizione delle classi soggette o comunque costrette a uno scambio contrattuale ineguale nonostante la nuova forza-lavoro, nella nuova società industriale informatico-telematica e del capitale linguistico-comunicativo, dove non è più possibile distinguere tra occupati e disoccupati (tutti si è sussunti nella misura astratta del  tempo unificato di lavoro dell’iper-capitalismo), ha maggiore autonomia di azione antagonista e liberatoria.&lt;br /&gt;Il valore d’uso della forza-lavoro è infatti praticabile anche come ‘potenza’ socializzata e sottraibile alle leggi dell’esclusiva appropriazione capitalistica in quanto e non solo l’aggregazione conflittuale ha sperimentato, oltre e in alternativa alle forme delegate e rappresentative, nuove forme di democrazia comunitaria basata sui bisogni sociali e comuni fondamentali (“beni comuni”) e praticata dalle nuove soggettività con forme di autogoverno dal basso, ma anche perché le &lt;a name="nuovetecnologie"&gt;nuove tecnologie &lt;/a&gt;sfruttano il patrimonio del sapere comune, storicamente elaborato e socialmente  accumulato, anche nella forma della cooperazione aperta o socializzata, sottratta al taglione delle royalties o del diritto di proprietà capitalistico-borghese per le opere di ingegno. È il sapere logico-linguistico-semiotico e tecno-segnico delle varie scienze dure e umanistiche che, generalmente, indicato come general intellectus – l’insieme del patrimonio storico (capitale fisso) di conoscenze, categorie, lingua e linguaggi specializzati, organizzazione segno-comunicativa e produzione-scambio-circolazione nelle forme del software (open source) –, il motore vitale della nuova produzione “immateriale” dell’industria post-fordista,  che benché ceduto però rimane come capacità individuale-sociale e valore d’uso non espropriato, e come tale rimesso in circolazione d’uso sociale fuori la logica capitalistica.&lt;br /&gt;Ed è su questo versante, quello della nuova tecnologia informatica, capace cioè di riprodurre grazie alla capacità acquisita di trasformare l’I.A. (intelligenza artificiale) in mezzi di produzione sottratti alla conflittualità sociale dei soggetti-tele-operai e della loro creatività informatica, che oggi si gioca la lotta di classe per il dominio e il controllo di questa “materia” industriale o altrimenti detta della tecnologia linguistico-comunicativa con tutto il suo enorme potere di costruzione, autotrasformazione e seduzione. Il capitalismo non ha mai creato tecnologia, forza sostitutiva delle corrispondenti abilità lavorative, e specializzate, dei lavoratori dipendenti nei vari settori (primario, secondario e terziario) perché questi potessero emanciparsi, liberare la loro umanità creativa e avere maggior tempo libero da dedicare all’operare ludens e umanistico; ha impiegato la tecnologia per aumentare la parte fissa (e perciò sotto il proprio, diretto ed esclusivo potere) del proprio capitale d’investimento nei confronti della parte variabile rappresentata dai lavoratori dipendenti. Le ragioni del plusvalore e del profitto sono abbastanza note per insisterci ancora. La logica non è cambiata, semmai è diventata più aggressiva e virulenta. Una capacità tecno-produttiva, qual è oggi quella software elettronico, del digitale-virtuale e dell’industria della comunicazione (le multinazionali dell’informazione e della comunicazione estetizzante e passivizzante),  sottratta alla conflittualità e all’antagonismo sociale delle  classi emarginate e impoverite sempre di più (sia sul piano della distribuzione della ricchezza, dei servizi, della lingua e dei linguaggi contemporanei), così potente, pervasiva e piegata allo sfruttamento dell’ambiente umano e non umano in funzione del trionfo del consumo  finalizzato al profitto e all’agio di pochi privilegiati, non può certo dirsi allora che aumenta il tempo libero dei lavoratori e dipendenti. È semmai il tentativo estremo di proletarizzare-robottizzare tutti, lavoratori e disoccupati, senza distinzione di sesso o religione o altro, coltivandone l’esser-ci come “cervelli in bottiglia” e duplicazione virtuale in stile matrix.&lt;br /&gt;La tecnologia sia quella meccanica o elettronico-informatica, fortemente intrisa di ideologia e potere, paradossalmente e nelle mani del Capitale, ha la natura multiforme di Giano. Rende dipendenti e schiavi da rapporti sociali dominati e dalla logica della sua produzione e riproduzione coatta, mentre sembra rendere ciascuno più libero e con maggior tempo a disposizione per sé e gli altri in nome di certi valori “universali”, ma che invece sono storici e determinati dallo sviluppo delle forze in atto e in conflitto. E in atto lo scontro è giocato anche per il dominio sulla “nuda vita” e la sua intera sussunzione nella misura astratta degli scambi monetari (dollaro, oro o altro che sia l’unità di misura) e del “denaro linguistico”, e il cui fondamento è la fusione del “tempo assoluto” di lavoro con quello del “tempo relativo” dell’organizzazione della globaliziper-zazione capitalistica delle attività degli uomini.&lt;br /&gt;E nessuno sembra poter sfuggire a questa logica di suicidio e morte collettiva, così ben curata entro le maglie degli attuali sconvolgimenti di potere planetario tra le politiche della sicurezza antiterrorismo e della “tolleranza zero”. Per emarginati, dannati della terra, precari e poveri di tutto il mondo, ulteriormente impoveriti, la morte, lo sfruttamento e l’oppressione marcia sui binari della beneficenza, del neocolonialismo del Wto, delle guerre classiche e moderne; ricatto per fame, sete e aggressioni “canaglie” per il controllo delle risorse e della biodiversità sono un altro aspetto della violenza di classe che si consuma anche come genocidio, esproprio delle ricchezze e delle risorse degli ambienti di vita degli altri.&lt;br /&gt;Che prenda il nome di sfruttamento o distruzione delle possibilità degli altri, accaparramento consensuale o forzato della materia-energia di contesti altrui in nome dello sviluppo o copy right o royalties sui prodotti dell’ingegno umano e del suo capitale simbolico immateriale, ossia dei rapporti culturali-scientifici-sociali reificati, oggettivati e trasformati in tecnica software e hardware per essere messi al servizio del profitto e dello stile di vita della civiltà turbo-capitalistica, il capitalismo non ha nessun volto umano o riformabile. Anzi, Il suo doppio volto di umano e disumano, è il motore permanente di una rivoluzione endogena continua che fa e disfa forze produttive e rapporti di produzione contando sull’inerzia di certa ideologia e dei segni, del mondo simbolico, a cambiare senso e direzione con la stessa velocità rispetto al discorso strutturale e alle sue appendici istituzionali e giuridiche.&lt;br /&gt;Se il grosso della popolazione deprivata di quella ricchezza, che pur produce direttamente o indirettamente, vive nel Sud del mondo, poco o affatto sviluppato, o nelle aree geografiche cui appartengono i paesi più poveri, che vivono con meno di un dollaro al giorno e accumulano povertà vecchie e nuove, allora vuole dire che quel sistema di sfruttamento è funzionale al dominio della classe egemone, seppure minoritaria, e alla sua conservazione sine die a discapito di qualsiasi altra classe, individui e collettività. Il suo progetto appare sempre più come a una polarizzazione marcata: Nord e Sud, ricchi e dannati, armati e disarmati, monopolizzatori dell’informazione e deprivati dei media e del medium.&lt;br /&gt;Se la fascia dei poveri e degli oppressi aumenta, e le nuove forme di sfruttamento e appropriazione privata transnazionale, persino del general intellectus, si aggiungono a quelle vecchie e persistenti, mentre la fascia dei ricchi e potenti, signori della guerra e della vita, persino della “nuda vita”, si contraggono e concentrano, l’odio lievita e il conflitto di classe non scompare, si polarizza. Il “sano odio di classe” verso gli sfruttatori è una passione attiva, una “letizia d’essere” – direbbe Spinoza – che non va spenta ma alimentata. L’odio è il sentimento che vuole liberarsi della “causa esterna” che procura la diminuzione della potenza d’essere (corpo e mente) di ciascuno, individuo e gruppo sociale che ne soffre, e perciò della “tristezza”: l’odio è “tristezza accompagnata dall’idea di una causa esterna” così come l’amore “è letizia accompagnata dall’idea di una causa esterna” (Spinoza&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn8" name="_ftnref8"&gt;[7]), che favorisce la pienezza d’essere e la conservazione del suo piacere. Ma i registi della co&lt;/a&gt;struzione della piramide non sono affatto propensi a permettere a tutti il divenire “letizia”.&lt;br /&gt;Se capovolgere la piramide non è obiettivo cui bisogna rinunciare, non è certo il rifiuto del “riconoscimento” dell’odio di classe e dell’alterità della lotta di classe che può convincere della “santità” del dominio e del controllo del capitalismo liberistico e del suo comitato d’affari. Nonostante le varie conquiste formali e culturali, fino a quando – senza volere il comunismo né come uno stato di cose o un ideale da realizzare “per decreto popolare” cui conformare il reale – le cause “esterne” – direbbe Spinoza – della povertà e degli impoverimenti perseguiti non vengono rimosse in favore della “letizia”, il pieno sviluppo della potenza d’essere individuale e sociale (corpo e mente) di ciascuno e tutti, non c’è comunicazione informatica e discorsiva che possa far desistere dalle lotte di resistenza, attacco e liberazione.&lt;br /&gt;Quella dei nuovi liberisti, sangue non mente, è una classe che sa anche ri-crearsi i suoi soggetti e consumatori impiegando i suoi mezzi vecchi e nuovi, non ultimi, oggi, quelli dell’industria retorica dell’informazione tecno-tv-telematica. Mantiene il suo prodotto vegeto e funzionante a suon di violenza e formazione di opinioni e volontà variamente dipinte; non ultime anche quelle legate alle forme della “biopolitica” e del “biopotere” analizzate da Michel Foucault, o in quelle, dopo l’11 settembre 2001 dei post crolli torri gemelle americane, muri berlinesi e cinesi…, messe a punto dalle politiche della “sicurezza” securitarie o scuritarie! Quell’11 settembre 2001, il nuovo 19 post Cristum natum epocale, la data delle borse e del terrorismo posta a guardia dei padroni indiscutibili del neoliberismo globale come il giorno della nuova ab urbe condita, entro cui si contano gli amici nuovi o i nemici da abbattere. E “se adunque alcuno è in Cristo, egli è una nuova creatura (2 Cor. 5, 17) ”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn9" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn9" name="_ftnref9"&gt;[8] e gli altri, quelli del “ sano odio di classe”, sono i vecchi e sorpassati, gli eretici ed i dis-etici antimo&lt;/a&gt;dernizzanti; “l’antico è passato, ecco, tutto è fatto nuovo (2 Cor., cit.) ”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn10" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn10" name="_ftnref10"&gt;[9]. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E se tutto ciò non è ideologia, come non prestare ascolto al ritorno della voce degli “spettri”. Qualcuno li ha visti addirittura aggirarsi per l’Europa (Jacques Derrida, Spettri di Marx), forse meglio per l’UE della mercificazione individualistica e nei luoghi fuori o della cultura e organizzazione comunitaria del “noi”. Cosa fare se non accertarsene guardando le contro-misure tendenziali antidemocratiche delle decisioni dell’emergenza continua, e continua per non arrestare, o arginare, il torrente in piena del liberismo senza frontiere! Come non confermare che l’ideologia del capitalismo neoliberista è l’ideologia dello spirito speculativo “santificata” (nel senso marxiano vero e proprio di realtà rovesciata e sostanzializzata) e vs il mondo delle cose effettivo, che a dispetto del suo dichiarato esaurimento “ continua sempre ad esistere”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn11" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn11" name="_ftnref11"&gt;[10] non come virtuale realizzato ma prodotto storico determinato dalle forze produttive i&lt;/a&gt;n corso d’opera? Ma il mondo “santificato”dei vari liberisti spirituali però continua ad essere una realtà mistificata e mistificante tenuta in piede con la forza delle loro armi e delle parole astratte.&lt;br /&gt;È il dettato coercitivo di una minoranza di mercanti – non meno totalizzante e liberticida di quelle del secolo scorso – disponibili a qualunque rotta pur di rimanere sempre a galla. Un’élite che contrabbanda i propri interessi di classe come interessi generali e della collettività umana sotto l’ombrello della “rappresentatività” parlamentare astratta (sebbene raggiunta attraverso lunghe lotte), formale (universale vuoto), la cui organizzazione istituzionale, storicamente, sempre determinata rispetto agli sviluppi delle sue stesse forze produttive, è sempre egualmente perciò pronta a essere rimpiazzata con una forma più consona al momento. Democrazia politica liberale e libero mercato non hanno mai fatto coincidere diritti politici e sociali, e nessuna parola evangelica ha assicurato il traguardo storico promesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La borghesia non può esistere senza rivoluzionare incessantemente gli strumenti della produzione, quindi i rappor&amp;shy;ti di produzione, di conseguenza tutto il complesso dei rap&amp;shy;porti sociali. Condizione indispensabile d’esistenza di ogni classe industriale precedente era, al contrario, la conser&amp;shy;vazione inalterata dell’antico modo di produzione. Il co&amp;shy;stante rivoluzionamento della produzione, l’ininterrotto scuotimento di ogni condizione sociale, un’eterna incer&amp;shy;tezza e un movimento senza fine contraddistinguono l’epoca borghese da tutte le epoche precedenti. Vengono meno tutti i rapporti solidi e irrigiditi col loro seguito di opi&amp;shy;nioni e concetti rispettati per tradizione, mentre i nuovi in&amp;shy;vecchiano ancor prima di essersi potuti impiantare. Tutto ciò che era stabilito e rispondente alla situazione sociale svanisce, ogni cosa sacra viene profanata e gli uomini si trovano costretti infine ad osservare senza più illusioni la loro condizione di vita, i loro reciproci rapporti. &lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn12" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn12" name="_ftnref12"&gt;[11]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;            E le sue parole d’ordine – fine della storia, morte delle ideologie, esaurimento della lotta di classe, emozioni e non pensiero, consumi e non altro, mercato e mercificazione, non comunismo (“vecchio ferro stalinista”), profitto e flessibilità globalizzati, “serietà” del lavoro e non conflittualità sociale o dissenso e/o ironia, politica come variabile dipendente dai padroni e dal mercato, “revisione” della stessa Costituzione repubblicana italiana, rivisitazione del “fascismo” e riciclaggio del suo detto di guerra ubbidire e combattere in taci e consuma, ecc. – non sono che i suoi canali d’uso corrente per addestrare e amministrare le soggettività individuali e collettive pronte per il mercato di scambio nello stesso mercato della rete telematizzata che ha globalizzato gli stessi processi di migrazione demonizzandone però i pendolari e gli arrischianti.&lt;br /&gt;Ma tutto ciò va messo alla gogna del sospetto e delle responsabilità etico-politiche della conflittualità di segno contrario e dell’antagonismo del divenire comunista, che è anche un bi-sogno; e i bi-sogni non si possono esaurire in enunciati di dialogante umanitarismo guerreggiante, di castrazioni e autocastrazioni sublimanti o opere pie, svianti anche per smentire la disseminazione razzistica galoppante della propaganda – sferrata con ogni mezzo mediatico e non – contro gli oltre 20 milioni di im&amp;shy;migrati, che vivono attualmente nell’Europa occidentale e sul cui lavoro clandestino e sfruttato vivono i cosiddetti civili occidentali, molti dei quali cianciano contro gli integralismi non occidentali come causa del loro “malessere”.&lt;br /&gt;Nel mondo mass-mediatico, e del www in particolare, dove il linguaggio è il medium sine qua non per la costruzione dei messaggi e della comunicazione, e la realtà spesso coincide/è con/la simulazione (tanto che Baudrillard ha coniato la felice espressione di “delitto perfetto”), non c’è neutralità che tenga. Se poi totalizza l’amministrazione del comando strategico e tattico del “comitato d’affari” del “pensiero unico” del liberismo criminale – che governa il pianeta con la presunzione e l’arroganza di far coincidere la realtà con la propria “verità” di dominio, controllo, guerra e distruzione –, allora il conflitto e l’antagonismo sono un obbligo etico-politico inderogabile, e “l’odio di classe” degli oppressi non è la “vera violenza” ma la passione attiva, consapevole, e non demonizzabile, di chi rifiuta e respinge al mittente – i soliti padroni e i convertiti dell’ultima ora – presunzioni di santità e beatificazione della propria violenza storica.&lt;br /&gt;E di “santi” oggi non ne mancano, anzi; a quelli che la Chiesa certifica, come in una catena di montaggio a ritmo continuo attingendo alle proprie riserve, si aggiungono quelli che, fra gli ex comunisti e marxisti, si prostrano e si prenotano esternando condanne e anatemi contro chi – come Edoardo Sanguineti – analizza, scrive e parla in termini di allegoria e parodia, di “lotta di classe”, di conflitto e antagonismo materialisti. Nulla del resto ha perso in valore di analisi rispondenti il materialismo storico, e nei contesti dove denuncia le cause dei disagi sociali legate al presunto destino “liberale” dell’intera umanità – che non siano l’Europa di Bolkestein e il mondo dei mercati – sperimenta forme di “giunte del buon governo”, il “comandar obbedendo” o il “cambiare il mondo senza prendere il potere” o il prendere il potere senza il dominio, e aggiorna l’esperimento comunardo di cui ha parlato Marx ne La guerra civile in Francia (Raúl Zibechi, &lt;a name="Zibechidisperdereilpotere"&gt;Disperdere il potere&lt;/a&gt;, Cantieri: Carta/Edizioni Intra Moenia 2007). Se le forze produttive, i rapporti e la storia cambiano continuamente nella tempestività o intempestività del loro kairòs – “la borghesia non può esistere senza rivoluzionare incessantemente gli strumenti della produzione, quindi i rappor&amp;shy;ti di produzione, di conseguenza tutto il complesso dei rap&amp;shy;porti sociali” –, la liberazione rivoluzionaria non può mai essere una parodia luttuosa.&lt;br /&gt;Dei nuovi “santi” o convertiti di “rifondazione comunista”, per analogia, si può dire ciò che di san Bruno e san Max disse e scrisse Marx stesso a proposito degli “speculatori tedeschi”: “ogni nuovo concorrente ha bisogno per la sua merce di una chiassosa pubblicità storica”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn13" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn13" name="_ftnref13"&gt;[12] E se a questa possiamo aggiungere il ritmo di una canzone, sebbene in stralcio, vorremmo far allegoric&lt;/a&gt;o tesoro di alcune strofe della canzone&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn14" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn14" name="_ftnref14"&gt;[13] popolare che Marx stesso dedicò a &lt;/a&gt;Jacques le bonhomme, San Max:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il padrone manda Giovanni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E gli dice che tagli l’avena,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giovanni non taglia l’avena,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E non fa ritorno a casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il padrone manda il cane,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E gli dice che morda Giovanni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il cane non morde Giovanni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giovanni non taglia l’avena,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E non fa ritorno a casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il padrone manda il boia,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E gli dice che impicchi il beccaio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il boia impicca il beccaio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il beccaio scanna il bue,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il bue beve l’acqua,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’acqua spegne il fuoco,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il fuoco brucia il legno,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;il legno batte il cane,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il cane morde Giovanni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giovanni taglia l’avena,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E tornano tutti a casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;            Consapevoli che non c’è pensiero e azione che non passi attraverso il linguaggio, e che non tutti i filtri depurano l’acqua sporca e inquinata (Hölderlin ricorda che il linguaggio è “il più pericoloso dei beni” perché testimoniando di una “tradizione” non è immune dell’ambivalenza del pharmacon), per la vita della “mente” e dell’azione è necessario e salutare svegliarsi tutti direttamente e mettere a nudo i meccanismi delle mistificazioni del “comando”. Questi non sono fatti puramente linguistici o spot pubblicitari colorati dai sorrisi dei cavalieri, ma azioni di comando e di uniformità cui bisogna riferirsi resistendo e attaccando nello stesso brodo della pluralità culturale e politica emigrante dell’oggi che si trova a fare i conti con la globalizzazione liberista. Il movimento zapatista dell’America latina è abbastanza ricco di spunti di riflessione e azioni. A volte l’evidenza degli eventi non è così forte e corrosiva da spingere ciascuno a scoperchiare le incrostazioni linguistico-ideologiche che, dietro il “bombardamento” mass-mediatico dei padroni, tesi ad amministrare e manipolare le disinformazioni, hanno preso il posto degli eventi e dei fatti. Questa fenomenologia alienata – come la parabola del buon seminatore del vangelo – pesca anche adepti in ogni contesto sociale: dannati della terra, semplici, intellettuali et alia. I consensi così accalappiano i dominati e rinforzano i dominatori, che, censori, si sentono immuni dalla censura, e giudici assoluti; e per potere e arroganza si propongono non sottoponibili alle stesse regole di giustizia e verità che tentato di imporre a sei miliardi di esseri umani. E non c’è, comunque, bisogno di ricorrere all’autorità dei maître à penser, perché la verità dell’assunto emerga. Basterebbe essere spettatori disincantati o interessati a disambiguare i messaggi e le fallacie delle sirene mediatiche, quelli venduti dalle multinazionali dell’informazione “autorizzata”. Neutralità, autonomia e indipendenza del linguaggio, come la vecchia politica rappresentativa, debbono fare i conti con i filtri della classe dominante e delle scelte. Coscienza, consapevolezza e azioni sono sempre un prodotto storico e materiale e la loro trama , nello sviluppo, si può intercettare solo frammista ai filtri.&lt;br /&gt;Fra i consensi, le uniformità di comportamento o le smentite – che l’attuale modello neoliberista del mondo ha collezionato sul versante della realizzazione delle scelte economiche, sociali e politiche, il cui raggio di azione non investe il chiuso di un territorio ma è deterritorializzato – sono lo specchio meno deflettente. Un occhio e delle analisi disincantati coglierebbero invece che le decisioni “deliberative” scavalcano le autonomie delle stesse sovranità nazionale dei popoli e dei suoi organismi, pur rappresentativi, che da tempo erano coltivati come intangibili; ora sono invece rimossi (“Vengono meno tutti i rapporti solidi e irrigiditi col loro seguito di opi&amp;shy;nioni e concetti rispettati per tradizione, mentre i nuovi in&amp;shy;vecchiano ancor prima di essersi potuti impiantare. Tutto ciò che era stabilito e rispondente alla situazione sociale svanisce, ogni cosa sacra viene profanata e gli uomini si trovano costretti infine ad osservare senza più illusioni la loro condizione di vita, i loro reciproci rapporti”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn15" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn15" name="_ftnref15"&gt;[14]) perché gli “esecutivi”, concentrato e unificato il potere decisionale e di intervento, dovrebbero agire prontamente contro il veleno&lt;/a&gt; dei terroristi e nemici della sicurezza dello stile di vita della civiltà. Le agitazioni del malessere sociale diffuso, e dilatato anche per l’ingresso delle nuove socialità multietniche, viene ignorato o declassato a reazioni delittuose e criminose rispetto all’ordine costituito e al “consenso securitario” costruito ad hoc, il consenso della persuasione intavolato per “debellare” la presunta unica causa del malessere, identificata con la peste del terrorismo e dei terroristi (cui vengono ridotte ogni forma di protesta e ribellione radicale o d’identità irriducibile). Il caso del sequestro del religioso islamico Abu Omar (il suo imprigionamento illegittimo e la sua liberazione successiva), eseguito solo con l’arroganza, la prepotenza e la complicità dei cosiddetti “servizi segreti” di Stato/i (americani e italiani…), e da chi sa essere forte e impunibile, la dicono lunga sulla giustezza della linea del terrore come scelta di conduzione politica “universale” e guerra permanente per eliminare le tensioni antagoniste e l’Altro. Aver “personificato” in Al Qaeda il demone degli “Stati canaglia” e nella guerra antiterroristica e globale l’angelo delle borse – che difende dai crolli mercati finanziari e altro – non ha certo chiarito le cose individuando cause e responsabilità oggettive, o fatto trionfare il bene in nome del quale non hanno mai termine i bagni di sangue del nemico di turno e di comodo.&lt;br /&gt;La panna delle campagne di guerra “anti-terrorismo”, montata per scatenare una lotta preventiva contro un presunto complotto avverso il mondo civile americano-occidentale, non è cosa diversa da una tattica tutta ideologica per conservare le fette di dominio e controllo conquistate, e tenere a bada e sotto chiave i malesseri e le ingiustizie del liberismo globalizzato. Non c’è straccio di prova contro nessun mandante individuato e processato se non con la costruzione ad hoc di prove fasulle e pretestuose; non c’è indagine e ispezione che testimoniasse dei tanto decantati arsenali “contro l’umanità” presso gli attori dell’“asse del male”. Di questo c’è solo neve al sole. Se si riconosce poi che gli arsenali di distruzione (di nuova e vecchia generazione) sono solo nella proprietà delle mani asimmetriche dei signori delle guerre, e detentori della ricchezza concentrata, il gioco delle mistificazioni non ha bisogno di nessuna lotteria per sorteggiare la paternità delle “idee” di distruzione terroristica messe in circolazione, e il nome dei padri fondatori.&lt;br /&gt;Il teorema de L’ideologia tedesca (Marx-Engels) regge perfettamente; ancora “le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti”. E il teorema non si applica solo all’alienazione politica ma anche a quelle delle pratiche linguistiche discorsive d’ordine e di propaganda persuasiva. L’ordine dei discorsi, che tocca le diverse sfere della vita civile e politica della gente, della vita nazionale e globale, anche di quella che vive la “modernizzazione” in atto, ha solo aggiornato mezzi e capacità di penetrazione sofisticata.&lt;br /&gt;Il discorso di rottura e di critica di Michel Foucault – uscito dalle maglie delle secche spiegazioni meccanico-economicistiche – sui dispositivi e le pratiche discorsive, che toccano la formazione delle soggettività moderne, non hanno negato e smentito la legge storica individuata da Marx. Visto lo spessore genealogico, archeologico e processuale delle condizioni storico-materiali ha solo riannodato altri fili, di cui non si può più misconoscere il condizionamento, e ha dato un quadro più amplio e complesso ma non meno propenso alla lotta e alla resistenza attiva.L’aggiornamento che Einstein, con la teoria della relatività generale, ha operato della vecchia lettura meccanica dell’attrazione gravitazionale (Newton) e universale dei corpi, non ha smesso tra i “ferri vecchi” la correttezza scientifica della legge di gravità stessa e la sua capacità di previsione, ne ha solo ampliato e correlato il potere applicativo in base alle nuove conoscenze e condizioni verificate.&lt;a name="s"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La società del capitale elettronico non ha messo fuori uso l’assunto materialistico de L’ideologia tedesca di Marx, e il suo “teorema” di fondo che marca la dipendenza dell’idee d’epoca (messe in circolazione) dalla “santità” della rappresentazione creata dalla stessa classe dominante piuttosto che dallo stato effettivo delle cose. Così, alla stregua dell’antiterrorismo, attribuito a individui ritenuti pericolosi (per taglia cucita addosso) su misura, anche per la creatività personale, per esempio, è applicato lo stesso modello. La creatività, funzionale alla fluidità dell’ondata produttiva elettronica, è così “potenza” e merito di capacità solo individualisticamente intesi, si che ogni singolo atomo umano/umanoide è faber di se stesso e/o prosumer, imprenditore di se stesso, autonomo e indipendente gestore della “potenza” della propria forza-lavoro ma, sempre, però, secondo le stesse regole del “valore di scambio” stabilite unilateralmente dalla classe egemone.&lt;br /&gt;La favola ha anche convinto, a quanto pare, le stesse forze progressiste di “sinistra” e l’opinione pubblica più diffusa. La sussunzione alle idee della vigente via capital-liberista – sia che riduca ogni forma di ribellione e antagonismo alla “violenza” criminale di presupposti individui a ciò predisposti, sia che riduca a capacità atomistiche anziché sociali la capacità d’essere o potenza di ciascuno – non sembra, nelle nostre contrade occidentali, aver ostacoli di grossa resistenza politica oppositiva.&lt;br /&gt;Depressione, povertà, intolleranza o altro non sarebbero che da imputare ai soli individui, o a quegli individui o gruppi che non solo non sanno sfruttare la potenza della creatività personale e del general intellectus, ma non accettano di buon grado il nuovo ordine e controllo del mercato mondiale. Il mercato che, governato da un potere unicum, gerarchico e senza opposizione, esporta civiltà e democrazia “universale” con guerre di “stato” e coalizioni cointeressate di Stati. Stati che, comunque, non godono più della stessa sovranità degli Stati nazionali della prima ora. Anzi è da dire che il vertice del dominio gerarchico, grazie anche ai potenti mezzi elettronici gestiti dai borghesi della nuova generazione telematica, non ha più bisogno della divisione dei poteri se non come una favola di parata.&lt;br /&gt;Se il capitalismo neoliberistico gioca di tutto per far sì che la realtà coincida con lo status del suo unico modello produttivo, e consequenziali rapporti di produzione subordinati alla logica del profitto e del dominio sociale allargato, sfruttando lavoro materiale e immateriale e imponendo il mercato senza regole, “libero”, il ricatto del precariato, la paura della sicurezza minacciata dai ribelli (nemici interni ed esterni), il ricorso alla guerra, alle leggi liberticide e ai tribunali militarizzati, unico il comando dei governi e degli uomini di classe che lo amministrano, altro non sono che scelte pratiche e storicamente determinate, funzionali al mantenimento del suo potere unico, unificato e senza opposizione. La sua logica allora non è diversa da quella che ieri prevedeva la divisione dei poteri. Ieri la lotta per la divisione dei poteri, oggi quella del comando e del controllo unificati. Solo vertice, e poco importa se si chiama “G8”. Dominio e controllo panottico e asimmetrico sono estesi a banda larga. La vigilanza, rinforzata con satelliti e scannerizzazione dei tratti psicosomatici dei soggetti, specie se sospetti di terrorismo e personalità anomali, ha la faccia della carta d’identità genetica “alfanumerica” o dei tratti e caratteri già codificati a priori, si che l’intera fisicità e personalità degli individui risulta giudicata “amica” o “nemica”. Le impronte digitali hanno fatto il loro tempo, così come i braccialetti elettronici per i “galeotti” hanno sostituito le prigioni. Nessuna differenza tra il corpo e la prigione che hanno confezionato a misura d’uomo standardizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale. Le idee dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l’espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio. Gli individui che compongono la classe dominante posseg&amp;shy;gono fra l’altro anche la coscienza, e quindi pensano; in quanto dominano come classe e determinano l’intero ambito di un’epoca storica, è evidente che essi lo fanno in tutta la loro estensione, e quindi fra l’altro dominano anche come pensanti, come produttori di idee che regolano la produzione e la distribuzione delle idee del loro tempo; è dunque evidente che le loro idee sono le idee domi&amp;shy;nanti dell’epoca. Per esempio: in un periodo e in un paese in cui potere monarchico, aristocrazia e borghesia lottano per il potere, il quale quindi è diviso, appare come idea dominante la dottrina della divisione dei poteri, dottrina che allora viene enunciata come « legge eterna ».&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn16" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn16" name="_ftnref16"&gt;[&lt;/a&gt;15]&lt;br /&gt;            Se oggi la presa del palazzo non è più ritenuta necessaria per la pratica di una possibile vita democratica plurale, multiculturale e di giustizia sociale che suffraghi la libertà, la fraternità e l’uguaglianza con il sostegno della sicurezza nella solidarietà e il rispetto della diversità, non è un caso che il potere svuoti di senso la classica separazione dei poteri e suoi stessi organismi rappresentativi unificandosi nello Stato poliziotto e “unico” che militarizza lo spazio e il tempo. Se si riduce tutto all’esecutivo e all’amministrazione unificata transnazionale di chi ha in mano le forze economiche e il potenziale di forza funzionali al mantenimento del modello elettronico del capitalismo liberistico – che nell’età della globalizzazione telematica lancia l’universalismo e la velocità della potenza d’intervento immediato del proprio razionalismo tecno-elettro-telematico e del proprio diritto positivo cosmopolita, unitamente all’universalismo religioso e all’uso delle “armi intelligenti” – non è un caso che la produzione e lo smercio del software gode delle leggi sacre della proprietà santificata ancora una volta e della protezione dei provvedimenti speciali anticrimine.&lt;br /&gt;Nessuna contrapposizione di sistema sembra credibile. E non è un caso neanche il fatto che il linguaggio dei media, gestiti soprattutto dalle lobby che hanno identificato il pubblico e comunitario con il privato e il suo diritto positivo, veicola le idee messe in circolo ad hoc. Gli stessi gruppi di potere, che quel potere non vogliono perdere o diminuire ma conservare ed estendere, onde preservarsi ciò che chiamano “stile di vita” civile e democratico, giornalmente infatti producono dibattiti, comunicazioni e performances facendo credere che è l’unica misura civile e universale per realizzare il loro “liberalismo umano” o l’unica idea di “uomo” ideale che commerciano quale razionale naturalizzato.&lt;br /&gt;Così pensano che la semantica del loro linguaggio sia la realtà vera e gli eventi che dice, il bene e il male, il vero e il falso, i piaceri e i dispiaceri; sciacquando il linguaggio di guerra tout court, e terrorista, come un linguaggio “pacifista” di mercato – azioni di polizia internazionale, misure di prevenzione e sviluppo, spedizioni punitive, abbattimento del male, difesa dei trattati internazionali, liberismo come risorsa per combattere la fame e la povertà, piantare esportando la “civiltà” – credono anche di poter sterilizzare l’ambiguità linguistica e omologare i “significati” per impedire la crescita di qualsiasi forma di resistenza antagonista, pur essa ironica o parodica.&lt;br /&gt;Ma il linguaggio non perde ambiguità e distanza critica nonostante, nell’era della comunicazione come forza produttiva, sia diventato luogo di vero e proprio schieramento d’armate tecno-mediatiche con effetti di sbiadimento della consistenza delle determinazioni contrarie e della decidibilità fra gli opposti in quanto il politico si è spostato nel “tra” , nel virtuale e nel bordo della frontiera.&lt;br /&gt;J. Derrida, ricordando la rara capacità, in linea generale, di Marx di cogliere “l’indissociabilità originaria della tecnica e del linguaggio, quindi della tele-tecnica (poiché ogni linguaggio è una tele-tecnica)”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn17" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn17" name="_ftnref17"&gt;[16], infatti sottolinea che la “frontiera capitale si sposta perché il medium nel quale si istituisce, ovvero il &lt;/a&gt;medium dei media stessi (l’informazione, la stampa, la tele-comunicazione, la tecno-tele-discorsività, la tecno-tele-iconicità, quel che assicura e determina in generale l’espacement dello spazio pubblico, la possibilità stessa della res pubblica e la fenomenicità del politico), un tale elemento non è né vivo né morto, né presente né assente: esso spettralizza. Non rientra in un’ontologia, in un discorso sull’essere dell’ente o sull’essenza della vita e della morte”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn18" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn18" name="_ftnref18"&gt;[17] &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma attraversato com’è sempre dalle stesse relazioni dei bisogni e degli interessi sociali storici che lo pongono in essere, il linguaggio, sebbene delocalizzato in rete e usurate le vecchie forme di referenza dello Stato moderno, non può nascondere tout court ciò che è determinazione storico-materiale di rapporti intersoggettivi, simmetrici o asimmetrici, di potere, di forza e di proiezioni in atto. Il linguaggio,&lt;a name="linguaggio"&gt; &lt;/a&gt;anti&amp;shy;co quanto la coscienza, “è la coscienza reale, pra&amp;shy;tica, che esiste anche per altri uomini e che dunque è la sola esistente anche per me stesso, e il linguaggio, come la coscienza, sorge soltanto dal bisogno, dalla necessità di rapporti con altri uomini. Là dove un rapporto esiste, esso esiste per me; l’ani&amp;shy;male non «ha rapporti» con alcunché e non ha affatto rapporti. Per l’animale, i suoi rapporti con altri non esistono come rapporti. La coscienza è dunque fin dall’inizio un prodotto sociale e tale resta fin tanto che in genere esistono uomini”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn19" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn19" name="_ftnref19"&gt;[18] &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E se il linguaggio è rapporto, relazione sociale e storica, come il pharmacon che al tempo è veleno e beneficio, non può avere una sola valenza, quella della sintassi capitalistica. Così nella coscienza politica della classe egemone, la pace (nel loro linguaggio) significa guerra agli altri, benessere fame per gli altri, libertà servitù per gli altri, ricchezza miseria per gli altri, vita morte per gli altri. La classe degli oppressi, operai o tele-operai, soggetti delle povertà vecchie e nuove non possono non nutrire una “sano odio di classe” se il loro corpo patisce la diminuzione o la sottrazione del piacere “perfetto”, l’utile dell’essere vitale, e per effetto di una “causa esterna”, come filosoficamente dice Spinoza, e Marx ribadisce “storicamente”. Odiare è la passione attiva del voler rimuovere ciò che impedisce la “letizia”, e il piacere perfetto della vita non è delitto o crimine imputabile da chi la vita riduce a merce; chi divide, ri-produce con scienza positiva e tecnica applicata la ‘potenza’ dell’attività sensibile e lavorativa del general intellectus individuale e collettivo, per impiegare il suo valore d’uso al valore di scambio del mercato e del profitto privato, per riprodursi come classe egemone, sfruttatrice e omologante, non ha titoli per apostrofare  eticamente il sentimento dell’odio come un istigare vs l’avversario  in senso di “criminoso” e “terroristico” odio in senso politico quando, invece, è tutta una scena ideologica, per destino funzionale alla conservazione del proprio potere di classe, giocata nel linguaggio. Dopo le analisi di Marx, i rapporti tra ideologia e linguaggio non sono che storia irrinunciabile. Qui ci preme ricordare, e solo per richiamare alla mente solo due fra i più noti, Ferruccio Rossi-Landi ed Edoardo Sanguineti che all’ideologia e al linguaggio hanno dedicato libri (Sanguineti) e ricerca scientifico-tematica (Rossi-Landi).&lt;br /&gt;Nel nostro paese lo scenario è visto anche dai ciechi. La logica alienata del linguaggio e del controllo totalizzante rulla giornalmente con le grottesche performances comunicative, per esempio, dei tanti cavalieri Berlusconi, il “comunista” capitalista che utilizza il linguaggio come arma di attacco, sabotaggio e fuggi; l’uomo anticomunista, il più colonizzato dell’americanismo militarizzato, e non solo se si pensa ai converti dell’ultima ora provenienti dai partiti socialisti e comunisti di ieri, l’imprenditore del mercato più sfrenato, della de-regulation dello stesso Stato liberal-rappresentativo, che ciancia dell’uomo e della sua libertà solo nella libertà senza freni del mercato neoliberista.&lt;br /&gt;In questo contesto la mente e la coscienza della classe che “odia” il capitalismo e i capitalisti è “conatus” diretto a “letizia” spinoziana, che, rimosse le cause storiche che ne hanno determinato la costrazione, ora immagina e opera per escludere l’esistenza di quelle cose che il “corpo” ha in odio in quanto ne limitano il piacere e la conservazione di essere se stessi come ‘potenza’ totale e integra. L’odio di classe quindi non solo è sano ma è da conservare fino a quando il corpo sociale che ne causa la “passione” non è rimosso, e la letizia, l’aumento e la perfezione d’essere, il piacere della vita, non vanno in opera, e ognuno se ne “allieterà” cooperando nell’azione comune.&lt;br /&gt;Anche il vecchio Hegel diceva che senza passione e cooperazione di coloro che vogliono qualcosa “nulla di grande” si può realizzare. E la verità è sempre una questione di pratica e mai di teoria o soggettivismo.&lt;br /&gt;E l’aumento del piacere del proprio essere singolare-collettivo non può non proporsi, quindi, anche come linguaggio “macchina da guerra” critica radicale e nei termini del conflitto e dell’antagonismo (aggiornato secondo le nuove forme dettate dalle mutate condizioni storico-materiali) contro le verità del regime del linguaggio, e il reale del suo “pensiero unico”. L’“Unico”, di rinnovata memoria stirneriana, che chierici politici post-moderni e liberisti marketing, muniti delle opinioni della loro “trasparenza” proprietaria e santa, paventano la “congiura” mondiale di Al Qaeda.&lt;br /&gt;Ieri, nella vecchia Europa di papà Cavour, unitasi nella “santa alleanza” del papa, dello zar, dei re e Metternich, era lo spettro del comunismo ad essere paventato come il pericolo rosso da scongiurare.&lt;br /&gt;Ma se il mondo “migliore possibile”, il profitto in libero mercato, il mondo delle rimozioni e delle dematerializzazioni politiche del postmoderno, apologetiche della santità della “proprietà” e delle identità elettronico-codificate, non è il mondo di tutti e per tutti, ma quello dei capitalisti, del profitto e del crimine giustificato e legittimato sotto ogni profilo, allora questo è il vero pericolo da aborrire ed odiare. E odiarlo non è male. Non c’è credibilità che ne faccia reato d’opinione perseguibile né per tribunali né per anatemi. La classe dei soggetti (l’oppressa, povera, impoverita e repressa a livello globale), il cui “corpo” odia quello della classe che gli diminuisce il piacere della potenza d’essere o la depriva persino della “nuda vita” e del ben-essere dovuto, non può certo brindare alla “letizia” degli oppressori e sfruttatori.&lt;br /&gt;In un mondo di classe e del controllo totalizzante, solo la rimozione del conflitto e dell’antagonismo della coscienza di classe oppositiva è criticabile e ripugnabile; nessuna rimozione di tale genere, del resto, garantisce/assicura le differenze, il pluralismo, la “letizia” degli oppressi e sfruttati o emarginati e dannati.&lt;br /&gt;Letizia, nel tragitto, è intanto e invece, richiamando Edoardo Sanguineti, “ tenere vivo il concetto di un sano odio di classe, che (e persino i dizionari lo hanno già registrato) non ha niente a che fare con l'avversione personale (condannabilissima), ma vale solo come lucida coscienza di non essere dei privilegiati, chiara consapevolezza di appartenere alla categoria dei laboratores di medievale memoria, e si potrebbe andare ben oltre indietro (la gerarchia sociale degli oppressi non cambia)”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn20" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftn20" name="_ftnref20"&gt;[19]. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non è in discussione solo il “benessere” della mente dei soggetti singoli, l’esser-ci collettivo stesso o del suo essere polis linguistico e politico e zoon (animale) differenziato è minacciato.&lt;br /&gt;Ora e qui, utilizzare il linguaggio come “macchina da guerra” o “odio di classe” conflittuale, e antagonista, è una lotta di resistenza e di attacco finalizzata alla rimozione delle “cause esterne” dell’infelicità; è smobilitare le mistificazioni e i “punti ciechi”, sputtanare gli autori di classe del “delitto perfetto” che sotterra le offese patite e ancora prodotte; è detronizzarne, per intanto, l’universalizzazione mediatica complice della propaganda che del “tempo fuori sesto” – come direbbe Shakespeare – diffonde solo paura, terrore e disperazione senza possibilità di salvezza alcuna che non sia l’integrazione acquiescente cui costantemente la comunicazione egemone lavora. Non è un caso che l’altra guerra, i “signori della guerra” e della guerra di classe capitalistica, la conducono sul versante dell’appropriazione esclusiva dell’informazione e dei suoi laboratori (diventati fra l’altro materia di produzione e trasformazione di servizi-merce, oltre a mantenere anche il vecchio ruolo di formazione delle coscienze); qui la logica dell’eliminazione degli avversari e dei ribelli, offesi dall’iniquità palese e produttiva del sistema, lavora a pieno regime per reprimerne e censurare l’espressione.&lt;br /&gt;In un mondo in cui l’omogeneità linguistico-simbolica della rappresentazione di classe dominante, che tuttavia strumentalizza il rispetto della molteplicità del “diverso”, ha quasi soppresso anche teoricamente la realtà effettiva degli oppressi e degli sfruttati (bit/tele-operai, teleutenti, oggi), identificandola con quella del proprio reale virtualizzato e astrattamente misurato dal tempo assoluto della produttività capitalistica, non sarà certo il bombardamento dell’invenzione forzata e “congiurata” dell’antiterrorismo a favorire l’affievolirsi della lotta di classe e dei suoi sentimenti antagonisti. In quel mondo non c’è eguale possibilità per tutti, e gli esclusi/eliminati (umanità superflua e danni collaterali) o dannati della terra non possono avere diritti promessi e di fatto negati o amministrati con proprietà di dominio e controllo capitalistico; non possono non agire e parlare senza la “letizia”, la “virtù” e la “fortuna” del divenire comunista e allontanare l’odio di marca dell’usum delphini.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Marx- Engels, L’ideologia tedesca, Editori Riuniti, Roma 1975, cit., p. 275&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Ivi, pp.275-76.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;                                            &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref8" name="_ftn8"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn9" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref9" name="_ftn9"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn10" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref10" name="_ftn10"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn11" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref11" name="_ftn11"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn12" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref12" name="_ftn12"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn13" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref13" name="_ftn13"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn14" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=7466987957102410307#_ftnref14" name="_ftn14"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn15" href="http://www.blogger.com/post-cre
